Come siamo?

“Mamma, ma noi siamo vagabonde o pigrone?”. Me la merito tutta, questa domanda del lunedì mattina. Io e Meryem abbiamo passato un fine settimana piacevolissimo, saltellando in giro per una Roma strepitosamente luminosa. Abbiamo mangiato persiano, fatto un piccolo shopping da Eataly (provvedendo a rovesciare lei la panna del gelato e io il caffè), passeggiato a lungo per Testaccio, visitato il Quirinale, assistito a un concerto di musica klezmer… Di tutto, insomma, e pure in ottima compagnia.

In questi casi io sono felice. Sono proprio girovaga dentro. Meno sto a casa più sono contenta (anche se registro con soddisfazione la mia prima sbrinatura di congelatore, un’operazione a dir poco eroica). Giusto la settimana scorsa spiegavo a Meryem Born to run e il fatto che “vagabonde come noi sono nate per correre”. Mia figlia rilevava già allora una certa contraddizione tra la mia natura ideale, da me (e dal Boss) così efficacemente sintetizzata, e la mia innegabile passione per la pennichella sotto il piumone. Arrivato dunque il lunedì mattina, peraltro piovoso e uggioso come pochi, il contrasto si è riproposto più stridente che mai.

Come siamo noi, Meryem? O piuttosto, com’è questa tua mamma sgarrupata che fa del suo meglio per conciliare quello che è meglio per te e quello che è meglio per lei, confondendo non di rado i due piani?

Poche cose so dirti di certo, Guerrigliera. Mi piacciono, molto, i progetti nuovi, i viaggi, le gite, i programmi. Molto più di quanto abbia potuto costatare di persona tu in questi anni, anche a causa di alcune mie magari stupide autolimitazioni logistiche. Non riesco a far finta che una cosa mi diverta, se mi annoia mortalmente. Come sai, odio giocare a cassa. Adoro cantare con te, anche per strada (e se ci guardano, pazienza) e giocare a trovare le rime. Non sono brava a comandare, a nessun livello. Mi hai chiesto se mi diverto a sgridarti: ti ho risposto, senza esitazione, che no, quella è la parte peggiore. Mi hai chiesto anche se fare la mamma è faticoso. Ti confermo, come ti ho già detto, che all’inizio un po’ di fatica c’è, è innegabile. Ma sempre meno. E più cala la fatica più aumenta il divertimento.

Mi piace quando mi costringi a comporre in modo creativo la cena rimediaticcia che ti propino. Mi piace quando mi sbalordisci con le tue frasi poetiche (“Sai quanto ti voglio bene? 100 cavalli, 1000 foglie, 40 scarpe e tutto il mondo”). Tante cose mi piacciono e non mi piacciono. Ma io? Come sono?

Questo non posso dirlo io, piccola Guerrigliera. Ti posso assicurare però che cerco sempre di essere onesta con me stessa e con te. Un mio pregio, certamente, è che per quanto profondamente io mi possa scoraggiare, la mattina dopo solitamente sono pronta a ripartire. Ma né i miei pregi né i miei molti difetti, che tu non manchi mai di rilevare (pigrona, pasticciona, distratta…) bastano a dire come sono e tanto meno come siamo, noi. Hai fatto ancora una volta una domanda difficile. Come siamo noi? Spero che siamo felici insieme, il più a lungo possibile. Siamo soprattutto io e te, alle prese  – come tutti – con una vita che non è mai come ce la aspettiamo. E per ora, mi azzarderei a dire, non ce la caviamo male. Sei d’accordo?

7 thoughts on “Come siamo?”

  1. Quante cose in comune!!! Mi sono rispecchiata soprattutto nel pasticciona, pigro a, etc.
    Un bellissimo quadretto di voi due. E mi hai fatto ricordare di quando anche io e il mio Nanetto eravamo solo noi due…..tempi duri per certi aspetti….ma meravigliosi per altri….
    Si, mi hai proprio ricordato noi due.
    Bellissimo comunque il post. Veramente!!!!

  2. E’ uno dei tuoi post che ho letto con maggior tenerezza e mi ci ritrovo, divisa tra ciò che piace a me ma non a mio figlio e viceversa e il tentativo (a volte mal riuscito) di conciliare questi due mondi.

  3. Sono arrivata qui sulla scia di una ricetta liberata sul mio neonato blog e mi sono innamorata di questo post… Il modo in cui descrivi il rapporto con tua figlia mi ha commossa.
    Sono mamma da poco e la fatica, la paura di sbagliare e di confondere i “piani”, il tentativo di conciliare i nostri mondi le sento spesso.
    E’ stato bello leggerti e tornero’ di certo!
    Un caro saluto a te e alla tua bimba, e’ fortunata ad avere una mamma cosi’!

  4. Anche io sono arrivata a leggere questo post dalle ricette liberate e, sembra che sto copiando Patamamma…, mi sono commossa.
    Io non sono mamma, ma quel che ho letto mi ha invece riportato bambina, figlia ancora di una mamma che purtroppo non c’è più. E questo sentire, questa nostalgia che è nata ed il sorriso che è sorto pensando a te, a tua figlia ed alla sua possibilità (se lo vorrà e lo vorrai) di leggere questo ed altri post, mi hanno fatto una enorme tenerezza. E’ stato un tutt’uno con la consapevolezza che ciò che vivete e sentite voi, mamme a vostra volta, io né lo vivrò né lo sentirò mai, ed anzi indulgerò ancora ad essere figlia, bambina, con la “mancanza” della mamma…
    Detto ciò, bellissimo post, bellissima lettera a tua figlia. Continuate così….
    Un caro saluto.

    1. Cara Lucia, più passa il tempo e più mi convinco che questa misteriosa e magica maternità di cui a volte amiamo ammantarci altro non sia che una relazione con un altro essere umano: intensa, profonda e complicata come le relazioni di una vita possono essere. Ha la peculiarità, appunto, della perennità. Ma per il resto… siamo sempre noi, con tutte le nostre mancanze e piccole meschinità. Grazie dell’incoraggiamento.

  5. è vero e bellissimo. e come siamo noi? e sopratutto cosa vedono di noi i nostri figli e cosa capiscono? capiscono tutto quello che vogliamo essere? non lo so e anche io ci penso sempre. anche i miei figli devono aver capito che certe tipologie di persone non mi vanno giù, che mi piace viaggiare con loro e andare in giro, che casa nostra è sempre un caos quindi non amo riordinare nel senso classico della parola e che il mio posto sul divano e i miei libri non si toccano. ma chissà cosa pensano davvero. mi viene in mente una mia amica che spesso portava suo figlio a prendere l’aperitivo e poi alle elementari cosa ha scritto lui nel tema? “a mia mamma piace bere ” (sai che risate si sono fatte le maestre?)……..

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