La fattoria di Ali Baba

Che verso fa il coccodrillo? A parte la citazione della ben nota canzoncina, il tema dei versi degli animali è un classico dell’educazione dei bambini multilingue. Ci eravamo già posti questo problema quando Nizam ha iniziato ad esibirsi nella versione turca di “Nella vecchia fattoria”. Al posto di zio Tobia c’è niente di meno che Ali Babà e naturalmente gli animali fanno versi un po’ insoliti a un orecchio italiano. Qualche giorno fa poi Meryem ha ricevuto in regalo un bel libretto di stoffa con i versi degli animali comprato appositamente per lei in Turchia e dunque la questione è divampata con nuovo calore. Nizam si approfitta tra l’altro del vantaggio di essere cresciuto in campagna per deridermi senza ritegno: quale gallo al mondo ha mai detto “chicchirichì”? In Turchia dice U-uru-uuuuu, ma badate bene che la u ha due puntini sopra e si pronuncia come la corrispondente lettera tedesca. Quanto al cane, in turco fa hav hav (parente stretto del greco gav gav). Le mucche fanno moooo e non muuu, le pecore meee, ma per fortuna almeno il cavallo fa ihiiii anche da loro.

9 thoughts on “La fattoria di Ali Baba”

  1. Che strano. Per fortuna i gatti turchi (ne ho visti di splendidi per le strade di Istanbul) miagolano esattamente come i nostri e fanno sicuramente le stesse fusa 😉

  2. A me hanno smesso di parlare in arabo all’asilo (mannaggia!) proprio perchè non stavo dietro agli altri nelle canzoncine basiche! Ma erano altri tempi, il multilingue era agli albori! Ora Meryem semplicemente avrà in mente che le pecore hanno un linguaggio ricco, alcune fanno Beeee altre rispondono Meeee!
    sonia

  3. Ne hanno parlato di recente al ruggito del coniglio, su radio2: c’erano persone di vari paesi (turchia, giappone, senegal) e a ognuna hanno chiesto il verso degli animali nel rispettivo paese!

  4. @lanterna: Diffida delle apparenze. Secondo il mio libretto, i gatti turchi fanno miyav miyav. Potrei ipotizzare che a Istanbul bazzichino ancora gatti greci, che in tal caso farebbero niaou niaou. Per eventuali gatti armeni, non saprei dire.

  5. Accidenti, non ci ho fatto caso. Peccato che non abbia ceduto alla tentazione di prenderne uno (un commerciante dell’Arasta Bazar ce ne aveva offerto uno piccolo, bianco con gli occhi disuguali, tipo gatto di Van): avrei potuto vedere come s’intendeva con le mie 😉

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