Il Natale a casa mia è sempre stato un po’ minimalista. In barba alle origini calabresi (o forse per reazione a quelle), mia madre è sempre stata allergica ai cenoni e ai pranzi di famiglia. Negli anni poi il minimo sindacale dei festeggiamenti si è abbassato fino a rasentare lo zero: rapido buffet, apertura dei regali (uno a testa), un paio di canti di Natale e poi ognuno a casa sua. L’albero e il presepe vengono allestiti il 24 stesso. E solitamente lo stesso 24 io e mia sorella Marina, lista alla mano, procedevamo ai regali comunitari, inclusi i nostri! Quest’anno c’è un intoppo: il 24 mattina devo stare in ufficio… Toccherà iniziare a pensarci il 23!

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