Sono reduce da uno dei più imbarazzanti infortuni della storia. L’unica consolazione è non essere dovuta ricorrere al Pronto Soccorso. Già visualizzavo la scena e il trafiletto sulla cronaca di Roma. In breve, vi dirò che la babysitter di Meryem ha diverse doti manuali. Tra l’altro, lavora all’uncinetto. Ora, penso che tutti abbiate presente la conformazione dell’attrezzo che, sufficientemente aguzzo, tende a spuntare da borse e borsette in cui lo si ripone. Mettiamo che la borsa da lavoro fosse contenuta in una borsa, che la borsa fosse sul divano e che io abbia l’abitudine di adagiare sbadatamente e senza grazia le mie rotonde membra nei posti meno opportuni. L’uncinetto si chiama così perché all’estremità ha un piccolo uncino. Esso rende particolarmente difficoltosa e dolorosa l’estrazione dello strumento in caso di conficcamento improprio.

9 pensieri riguardo “”

  1. Ossignur!! ( esclamazione tipicamente lombarda, ma ormai sdoganata…….) immagino il disagio, oltre il male, certo…
    Ti abbraccio. Giusi

  2. Rassicuro tutti: diciamo che il dolore lancinante c’è stato tutto, ma non ho riportato lesioni permanenti, se non nell’orgoglio. Aggiungo che temo che per un po’ non posterò, perché il mio computer di casa è collassato (con dentro un lavoro appena finito) e quello del lavoro non è tecnologicamente abbastanza avanzato per farmi accedere all’editor di Splinder. Ma l’anno del topo non doveva essere il mio anno? Qui mi pare che la sfiga imperversi in tutte le forme…

  3. Peri mi stai veramente dicendo che ti sei uncinata una chiappetta??
    ma sei un fenomeno, ma grandissima!!!
    ehm… scusa :))

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