Accontentarsi

Reality, giorno tredici. Ieri sera una cenetta tra donne mi ha rimesso al mondo. Ospitalità della casa ai minimi termini: giocattoli ovunque, briciole di biscotto sul pavimento e vistose tracce di pennarello sul divano (io mi credevo tanto furba… secondo voi quanti minuti ci ha messo ad imparare a liberare i colori dal tappo antisoffocamento?), frigorifero pressoché vuoto. Detto fatto, mentre mettevo a letto mia figlia (che non ha fatto alcuna storia, brava piccola), una delle invitate ha trasformato un tristissimo pacco di spaghettini comprati per errore in un eccellente (e ahimé unico) piatto (“similtagliolini al limone”). Ci siamo bevuti una bottiglia di rosso moldavo regalo del portiere di casa di mia madre e abbiamo chiacchierato con tutta tranquillità di argomenti vari. Un piacere tranquillo, quello che serviva.

Stasera mi trasferisco da mia madre, in preparazione della partenza di domani. Sono un po’ agitata, diciamo il giusto. Presumo che il reality subirà un’interruzione delle trasmissioni, non credo che dal paesello nella Foresta Nera alla periferia di Berlino avrò la possibilità di postare. Incrociate le dita per me, per la guerrigliera e per tutti coloro che la accudiranno in mia assenza!

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