Ha ragione Poesia, bisogna guardare il bicchiere mezzo pieno. Il 2009 mi stupirà. Però per il momento devo affrontare positivamente le salitine che mi si parano davanti. Consideriamole la rincorsa per la discesa del secolo!

Rimandando al pomeriggio alcune incombenze di lavoro, oggi vi aggiornerò sui progressi del linguaggio di Meryem. La parola che dice meglio e con più gusto è "no!", anzi "nnnnno!". Va bene anche "goool!", con gesto di esultanza da ultrà, braccia tese in alto sulla testa. Poi la famiglia: "mamma", "papà/baba" (variante in turco), "tio, tia" (zio, zia), "nonna", "nana" (Silvana, la tata). Bene anche "pappa" (che è sia la pappa, sia le pentoline giocattolo che adora), "cucco" (succo), "wawa" (acqua), Poi dice "asta" (basta), "inito" (finito, con gesto di desolazione a braccia allargate), "ecco" e "eccolo" (quest’ultimo vale anche per il femminile: "eccolo papà", ma anche "eccolo mamma" e "eccolo pappa"). Poi "alla" (palla) e tutta la serie degli animali: "allo" (cavallo), "ino" (uccellino), "mao/nao" (gatto e il suo verso), "bau" (cane e il suo verso)… I versi degli animali sono molti e spaziano dalla tigre (il suo preferito) al serpente e al pesce. Il tormentone di questi giorni è "tende!!!!", che sareppe "scende". Credevo che andasse interpretato come "(voglio) scende(re)". Ora posso affermare che una traduzione più fedele è "(Meryem) scende (qualunque cosa tu faccia per impedirlo)". Passeggiare con il passeggino è sempre più arduo. Il lato romantico è "caro caro", con carezze languide (è raro, ma succede).

Certamente mi sono dimenticata qualcosa. Ma intanto fisso questo, per non dimenticarlo.

2 pensieri riguardo “”

  1. il titolo è maryan, nome diverso rispetto a meryem, lo so, ma ogni volta che ascolto questa canzone stupenda di wyatt penso a tua figlia, e così finalmente mi son decisa a segnalartela… buon anno chiara, stai bene… un abbraccio a te e alla piccola

  2. insomma, “tende” è un imperativo.

    brava, scrivi che poi le cose si dimenticano. e con il papà come va? Impara il turco (cosa parla lui con i suoi?)

    che quello che sento dire in giro è che se la lingua minoritaria è quella del papà si fa più fatica, che pare che i padri che conosco io facciano tanta di quella fatica a fare code switching che alla fine con i figli parlano la lingua del paese.

    Ed è un gran peccato, sai quante madri olandesi si sono rivolte alla mia agenzia per far fare un corso di lingua paterna ai bambini, per mantenere il contatto con la famiglia? che poi una volta iniziata la scuola è difficilissimo impararla.

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