E' andata anche questa trasferta. Nizam per fortuna dispone di flessibilità e una certa dose di fortuna. Il nipote della tata non è ancora nato e lei c'è stata sempre. Meryem ha una tosse devastante, ma non si è ammalata. Insomma, tutto a posto.
Mi sono ritrovata nello stesso istituto di suore belghe in cui ormai capito almeno una volta l'anno da diversi anni a questa parte. Dove una volta ho rischiato di dormire nel parco. Dove tre marzi fa ho passeggiato sotto gli alberi vedendo gli scoiattoli saltare. Anche stavolta ho trovato una specie di primavera, molto meno grigia di quella che lasciavo a Fiumicino. Avevano rinnovato gli ambienti, quindi c'era persino una parvenza di novità. Avevano, soprattutto, sostituito le docce.
Fare la doccia a Chant d'Oiseaux prima era una sfida vera. Per molti ma non per tutti. Anche una volta capito il macchinoso meccanismo che regolava la fuoriuscita dell'acqua, restava una roulette russa. Prima di vedere una sola goccia bisognava regolare la temperatura, assolutamente alla cieca. Niente ti aiutava: né il tatto, né l'indicazione di gradi, né l'esperienza (infiniti apparentemente erano i fattori che influivano sulla temperatura effettiva). Fatta la tua puntata, dovevi premere con energia un grosso pulsante. A quel punto, o venivi ustionato da un irrefrenabile getto di acqua bollente, oppure ibernato da un altrettanto impetuoso getto di acqua gelida. 5-6 secondi così, poi pausa. Risparmio dell'acqua. A quel punto l'ingenuo docciante sui insaponava accuratamente (a quel punto, comunque, battendo i denti). E poi, il colpo di scena finale. Dopo un patetico e inutile tentativo di regolare ulteriormente la temperatura dell'acqua, il più delle volte il pulsantone faceva cilecca. Poca pressione? Orario sbagliato? Chissà. Fatto sta che si finiva col restare con il sapone addosso. E gli asciugamani in dotazione erano caratterizzati dalla stessa vocazione al risparmio: francobolli. I veterani sopravvissuti, che si erano incontrati semi nudi e bluastri per i corridoi, si scambiavano a colazione sguardi di intesa e solidarietà. Si imparava ad insaponarsi con estrema parsimonia, optando per una sorta di simulazione simbolica di lavaggio. Magari solo una mano, una spalla. O affatto.
Adesso ci sono dei semplici rubinetti, con acqua calda e fredda da miscelare. E' finita un'epoca, sigh. Ma almeno ci si può lavare anche a Bruxelles senza rischiare la vita.

3 pensieri riguardo “”

  1. Beh, spero almeno che fosse una sistemazione economica! Noi ad Halloween abbiamo dormito in un B&B che aveva una gestione dell'acqua simile, ma pagavamo 95 profumati euro a notte con colazione ammuffita! 😦

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...