Come sarà Meryem tra 5, 10 anni? Ci staremo simpatiche? Che vita farà da grande? Sarà più facile per lei di quanto lo è stato per me? Più difficile? Da ieri sera mi trovo a chiedermi molte cose sul futuro di mia figlia e, implicitamente, sul mio. Stamattina Nizam, piuttosto esasperato, borbottava tra sé che in questo Paese non c'è futuro. Ecco, appunto. Là per là mi si è formata in testa l'immagine di una famiglia di naufraghi, che a un certo punto forse verrà separata da un'onda più bastarda delle altre. Non stupitevi se mi vengono in mente queste cose. La nostra vita come coppia è nata precaria e sotto sotto della precarietà esistenziale non si è mai riuscita a liberare. Non siamo come quelle famiglie tradizionali che sognano, costruiscono e via via realizzano. Noi procediamo così, un po' a strappi, senza certezze assolute. Vabbé, tiriamo dritti. La testa dura ce l'abbiamo. Tutti e tre.

2 thoughts on “”

  1. Beh, ma queste domande ce le facciamo anche noi, che da fuori sembriamo la classica famiglia del Mulino Bianco. Ce lo chiediamo per la scuola, per la società, per il lavoro, per l'economia.Sono un po' stufa che tutti facciano finta che vada tutto bene: ho paura di svegliarmi un giorno e scoprire che siamo messi come la Grecia, ma non come quella di adesso, come quella dei Colonnelli.Prima o poi  me lo trovo un caseificio in Francia, va'…

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