Coast to coast

Venerdì, ossia dopodomani, si parte. Non so se rendo l’idea. Avete presente il primo viaggio da sole, io e Meryem? In nave, passaggio ponte? Una sfida enorme per una come me, divorata dall’ansia dell’imprevisto. Ma da un altro punto di vista, mi attira anche questo “temerario” tragitto, mi attira l’essere costretta a limitare al minimo i bagagli. Sarà la prima vacanza con Meryem “grande”. Senza biberon, senza monitor, senza passeggino. Quasi senza pannolini (sul notturno stiamo lavorando in questi giorni). Non siamo neanche certi di che letti useremo queste due settimane. Certamente non avremo il lettino. La compagnia si allarga e restringe a fisarmonica, a seconda degli umori e del variare dei progetti. Netta prevalenza di donne della famiglia, ma questo si sapeva. Poi comparse in numero ancora incerto (da qui l’esitazione sui letti: 6 parevano decisamente troppi, ma potrebbero essere anche decisamente pochi).

Ho ritirato fuori lo zaino, il mio Invicta Ranger d’annata. Il mio primo e unico sacco a pelo, quello che mi fa compagnia da quando ho sedici anni. Lo ho arrotolato come facevo al campo scuola della parrocchia, per fissarlo (stortignaccolo) alle cinghie sulla cima dello zaino. All’interno ho infilato il materassino. Mi sono un po’ commossa. Ho pensato alle vacanze delle varie stagioni della mia vita, consapevole che ora ne inizia un’altra ancora. Mi piace avere ancora con me dei simboli (consunti, ma ancora funzionali). Sono sempre io, quella che si vaceva i weekend a Venezia per vedere le mostre e andava a dormire in uno gelido convento di frati, e per risparmiare i soldi del vaporetto si spostava rigorosamente a piedi, su e giù per i ponti, chilometri e chilometri, chiacchierando con il filosofo di qualche post fa. Che andando con le amiche a Vienna per Pasqua è tornata con una pila di Sacher che si faceva fatica a portarle, ciascuna nella sua scatola di legno. Che a Parigi, nella prima vacanza da sola, si scriveva con la sua amica Tiziana un quadernetto di cose da fare assolutamente, per poi spuntarle una ad una (mangiare rane, vedere il Piccolo Principe a teatro, andare a Chartres…).

Flavia su FB ha lanciato una golosa proposta di viaggio all’avventura per mamme blogger, traversando la Basilicata zaino in spalla. Temo che non potro partecipare, a questo giro. Ma questo viaggio sarà per me una prova generale, dal punto di vista dello spirito di iniziativa. In fondo anche Civitavecchia-Arbatax è un coast to coast.

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