Prima festa di compleanno dell'anno scolastico, o almeno prima a cui partecipiamo (da una mi sono defilata). Bisogna socializzare, si va. La premessa è che avevo litigato furiosamente con Meryem per tutta la mattina, in uno sfiancante testa a testa costellato di esplosioni di urla e pianti. Sono riuscita a farla dormire un po' e dunque, confortata, vado. Avevo anche apprezzato di aver ricevuto una calorosa risposta al sms di conferma mandato alla mamma della festeggiata. In fondo le bambine nuove di questa classe sono solo tre e mi è sembrato carino questo slancio per includerle. Andiamo. Meryem socializza con ardore selettivo: gioca con una bimba nuova come lei e con altri due o tre. Gli altri li schifa. Però si diverte moltissimo, corre all'impazzata, lancia palloncini.
Io mi guardo intorno e attacco bottone qua e là, con moderazione. Tutti quelli con cui parlo attirano la mia attenzione sull'animatore: è il famoso R., il non plus ultra. Una mamma, davanti a me, si sta tagliando le vene perché il week end del compleanno di sua figlia "Lui" non è disponibile. Considera seriamente di fare la festa di martedì, senza il padre (e certamente senza di me, anche se mi rendo conto che se ne farà una ragione). "Sì, martedì sarebbe l'ideale", ribatte lui con voce flautata. Mah. Nel corso della festa dò un'occhiata all'animazione e non mi pare davvero nulla di diverso o di migliore rispetto a quella fatta dalla mia amica Cristina alla festa di Meryem e Adriano. Mia figlia non degna di uno sguardo il famoso R. Non si fa neanche truccare. "Io non voglio fare come tutti gli altri", mi spiega. Ok, giuro che ti rinfaccerò questa frase alla prima occasione, mia cara curdina.
Poi incappo nel padre organizzatore. "Che attività le fai fare, a tua figlia?". "Attività? Mah, mi pare ancora un po' piccola e poi si stanca talmente, a scuola…". "Ma no, che dici, almeno il nuoto è necessario!" "Sì, ma la piscina… un traffico, una fatica. Poi è lontana, io torno tardi, la tata non ha la macchina…" "Ma ce le hai tutte tu! Scuse, scuse. Ci si deve organizzare. Anche la tata è bene che si organizzi. Tanto prima o poi le tocca, no?" "Veramente io semmai, il prossimo anno, mi informerei per un corso di musica…" "Certo. Scuola di Donna Olimpia. Mi sono già informato. Ma bisogna muoversi per tempo". "Ah, sì. Certo". Mi muoverò, forse. Ma intanto mi sposto verso il tavolo delle bibite.
Sullo sfondo, un padre iperattivo scatta foto all'impazzata, senza guardare l'inquadratura. Così, creativo, con un sorriso stampato in faccia. Altri mi paiono più normali. Chissà cosa hanno pensato loro di me.

10 thoughts on “”

  1. Conosco il famoso R…. E' grave, ma lo conosco anche io! Beccato a ben 2 feste.Anche Andrea lo schifa, come tutti gli altri animatori. Il Sorcio, comunque, è il peggior nemico degli animatori: li fa sentire dei falliti!Però gli concediamo che sto R. è piuttosto bravino rispetto alla media? Almeno ha mestiere: riconosce il bambino nemico-dell'-animatore e lo lascia perdere, senza sbracciarsi per coinvolgerlo a tutti i costi.(Ah, tanto per far pettegolezzo, se vuoi so anche quanto prende per una festa!)

  2. Non mi capacito che sia lo stesso, a dire il vero. Questo non mi pareva nulla di speciale e, se ho capito bene, era così ambito perché l'anno scorso aveva fatto a scuola un laboratorio di teatro.

  3. io sono ancora fuori da giro (e per fotuna); B ha ancora 13 mesi, ma già tremo all'idea di quello che mi/ci toccherà; spero di riuscire a inventarmi qualcosa; io non ce lo voglio il famoso R a casa mia!

  4. Io li trovo un po' inquietanti questi animatori… Mi ricordo i lavoracci dei miei per organizzare attivita' alle mie feste. E' vero che io sono di giugno e facevo sempre la festa al parco, ma era cosi' bello giocare ai quattro cantoni, le cacce al tesoro, rubabandiera… Personalmente allo "scarta la carta" mi viene un po' di nausea…

  5. Ecco, vedo che riguardo le attività "extra" la pensiamo allo stesso modo: anch'io ne sono tentata (almeno per Amelia), ma poi mi blocco perché temo che sia troppo stancante. Rimando all'anno prossimo, quando Amelia potrà cominciare magari con uno sport tipo ritmica o nuoto.

  6. Devo ammettere che anche io sono leggermente terrorizzata quando devo partecipare a compleanni degli amici di Isa (non che ne abbiamo fatti tanti finora) . Il small talk con degli estranei (come lo chiamano qui) non e' il mio forte, ma lo faccio volentieri se l'interlocutore mi getta ogni tanto una ciambella di salvataggio.E per qanto riguarda i tantrums di Meryem..beh solidarieta' assoluta visto che noi oggi ne abbiamo affrontato uno spettacolare dopo n piacevole periodo di acque calme.

  7. mi ci sono ritrovata in sacco in questo post (che poi in realtà li apprezzo tutti e sei davvero una gran donna, con un'enorme personalità).ti sforzi di essere media, addirittura presenzi ad una festicciola: poi ti trovi nel bel mezzo di un branco di pazzi da legare che, loro!, guardano te come una pazza. è veramente estraniante. se non fosse per amore dei figlie, certa gente proprio si dovrebbe evitare anche per strada.polly

  8. Pure io, lo confesso, odio le feste di compleanno dei bambini.Non mi piacciono, per me la festa di compleanno deve essere un momento di allegria, e invece le (poche, pochissime anche vista la tenera età di mia figlia) volte che mi sono violentata ad andare, l'impressione che ho avuto è che fossero tutti un pò isterici.Isterici i bimbi, a partire dal festeggiato che sembra una scheggia impazzitaIsterici i genitori, tutti presi a fare pubbliche relazioni, a fotografare, a richiamare i figli "vieni qua" "non correre" (???) "stai attento" "sorridi"Divento isterica pure io, perchè mi stufo, poi mia figlia che ha solo 18 mesi alle feste di compleanno si trasforma in una cozza avvinghiata a me, non mi molla almeno per la prima ora, poi inizia a prendere confidenza con l'ambiente, ma molto lentamente, quando invece a casa è una piccola selvaggia e l'unico motivo per il quale la porto alle feste di compleanno è quello di farla divertire e farle passare del tempo con gli altri bambini.Invece lei passa tutto il tempo con me, in pratica.Le altre mamme chiacchierano, mangiano, ridono, stanno a loro agio.Io no.Forse è troppo piccola ancora, ma gli altri bimbi suoi coetanei mi sembrano molto più avvezzi a queste occasioni.Mariangela

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