Oggi ho portato Meryem ha uno spettacolo di bolle di sapone: 90 minuti, in teatro, seduti fermi. Sebbene fossi abbastanza certa che la cosa le sarebbe piaciuta, avevo molte perplessità. Io ho letteralmente la fobia di disturbare gli altri (spettatori, in questo caso). E' incredibile quanto la cosa mi abbia condizionato e mi condizioni. Ho lungamente indottrinato Meryem sul fatto che doveva stare ferma, buona e non fare capricci. Poi, ovviamente, i due posti accanto ai nostri erano occupato da una coppia che aveva pensato bene di risparmiare sui biglietto, tenendo i loro due figli (sull'anno e mezzo, a occhio e croce) sulle ginocchia. Comunque Meryem è stata perfetta. Seguiva, rideva, batteva le mani. Non ha fatto una piega, almeno fino al momento (per fortuna sul finale) in cui il protagonista dello spettacolo è passato tra le file e le ha chiesto di salire sul palco. Io già ero sul punto di fare la ruota. Una platea intera di bimbi monteverdini e lui sceglie mia figlia. Che è ovviamente la più bella di tutti, va da sé. Se non ché, Meryem è una creatura complicata. Sfrontata quanto si vuole con i suoi amici, ma timidissima in queste circostanze. Alla sola idea, scoppia in lacrime. Il prestigiatore chiama un'altra bambina (Guenda, per la cronaca), ma lei a quel punto mi è salita in braccio e non ne è più scesa fino alla fine dello spettacolo. La conseguenza economica immediata è stato l'esborso di 12 euro per l'acquisto del kit per fare le bolle di sapone giganti che, se fosse andata sul palco, le avrebbero regalato. Ma ovviamente non le ho fatto pesare la cosa. Non posso rimproverarla perché è timida. Anzi, mi sono sentita in dovere di comprarle un premio, perché si era comportata in modo esemplare e non volevo che si sentisse punita per la sua ritrosia. Ho provato, in seguito, a chiederle perché non era voluta andare e lei mi ha solo detto "Sono troppo piccola". Prendiamola per buona. Quando l'ho raccontato a Nizam, lui ha commentato: "E' proprio figlia mia". Si ricorda ancora dei momenti in cui, alle elementari, gli era stato chiesto, in qualunque modo, di mettersi in evidenza. Terrore puro. Io facevo quattro recite l'anno, alle elementari, spesso da protagonista. Nonostante le mie varie fobie, in quello ci sguazzavo (e a dirla tutta, anche oggi mi piace parlare in pubblico). Ci sono talmente tante forme di timidezza… Mi chiedevo solo se ci sia qualcosa che posso fare (oltre che non forzarla, ovviamente) perché Meryem acquisti un po' di fiducia rispetto al "pubblico". Credo che non essere in preda al panico in questi casi sia una abilità utile. Ma questo, evidentemente, non deve avere nulla a che vedere con la mia voglia di fare la ruota come una pavona!

3 pensieri riguardo “”

  1. Ecco, con i miei figli vivo una situazione contradditoria. Da un lato, quando Amelia è stata chiamata a partecipare a uno spettacolo di falconeria, è andata senza problemi e anzi. In altre occasioni, soprattutto quando ci sono altri bambini che sembrano sentirsi più a loro agio, Amelia diventa una patella ed Ettore la imita. Salvo poi divertirsi dietro le quinte.
    Anch'io ho già provato quel misto di dispiacere, irritazione (più per loro che perdono un'occasione che per me, a me che mi frega?) e altro. Invece, non mi tocca per niente la menata del disturbare, soprattutto se vado a uno spettacolo per bambini. Nel senso: se ho giudicato che uno spettacolo possa andare bene per i miei figli, di solito è un tipo di spettacolo in cui risa, battiti di mani e qualche balletto non danno fastidio.

  2. Ciao, anch'io da piccola ero timida, non sopportavo l'idea di mettermi in mostra in pubblico ed ero terrorizzata dall'idea di separarmi dalla mia mamma. Ma poi piano piano sono cambiata. Certo ancora oggi alcune cose mi spaventano, ma sono diventata abbastanza sicura di me stessa da arrivare a parlare in pubblico (faccio l'insegnante) a cantare su un palco… ecc. Non so come ci sono arrivata, in realtà. Forse aiuta non tanto che gli altri insistano ma vedersi apprezzati, amati per quello che si è. Vedere che gli altri hanno fiducia in te e che "vai bene" così come sei…

  3. Eh no, io la timidezza del Sorcio l'ho sempre difesa a spada tratta!
    Ho patito troppo da piccola tutte le forzature in questo senso, quindi mio figlio non adrà mai sui palchi sui quali non vuole andare! neanche per le recite scolastiche, perc uel che mi riguarda.
    Io l'ansia non l'ho mai superata, neanche adesso che parlo in pubblico almento un paio di volte a settimana, ma in realtà me la cavo benissimo, quindi non mi preoccupo.
    Silvia gc
     

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