Meno, ma fa male

Non so quanto questo contatore sia attendibile, ma mi casca l'occhio e vedo che questo blog ha superato le 100.000 visite. Diluite, molto diluite nel tempo ovviamente. Ma mi fa comunque un po' impressione. Per un blog senza arte né parte, è comunque qualcosa. 
Non vorrei dilungarmi a raccontare di una trasferta di lavoro un po' diversa dal solito, con un'ombra di malinconia sempre in agguato. Non riuscivo a scrollarmi di dosso questa sensazione di congedo (alcuni componenti del gruppo in effetti sono in partenza per le più varie parti del mondo, anche se forse con alcuni ci sarà occasione di salutarsi ancora una volta) e, allo stesso tempo, di rimpianto per l'entusiasmo per un obiettivo, il coordinamento europeo, che negli anni è andato un po' sfumando. Una punta di tristezza, anche nelle melodie familiari dei momenti di preghiera. E anche un'insolita osticità, a tratti, in quelle meditazioni tratte dagli Esercizi Spirituali di S.Ignazio che in parte mi affascinano, ma non riesco a sentire mie.
Un'immagine ho in mente, più di altre. Un grande albero, davanti all'edificio dove lavoravamo, che sul groviglio severo dei rami spogli iniziava a far spuntare dei piccoli germogli rosa. Alcuni, che penso seguissero un seminario di yoga, andavano a meditare appoggiati al tronco, immersi in una serenità verde-azzurra. Anche il parco di Chant-d'Oiseaux stavolta, pur nello splendore primaverile, mi trasmetteva nostalgia. Ripensavo a una lunga passeggiata, in un marzo di 4 anni fa ugualmente primaverile, durante la quale si parlava di massimi sistemi, rivoluzioni e questioni di principio. E, tra le foglie, ho visto il musetto di uno scoiattolo. Chissà se era vero o l'ho solo immaginato.
Questa volta, forse per caso, sono andata via senza riuscire a salutare quasi nessuno. Solo una persona mi ha accompagnato al taxi – o forse si sarebbe trovata lì comunque – e non ho potuto fare a meno di pensare che passerà tempo prima che potremo incontrarci ancora. Peccato. 

 

One thought on “Meno, ma fa male”

  1. Chiara, i blog come i nostri, senza arte ne parte come dici tu, sembrano non avere una direzione precsa, eprchè parliamo di quello che ci occupa la testa al momento, figli, vita, lavoro politica (e tu fai un lavoro estremamente interessante visto da fuori, che ci spiega cose che nessun altro fa, e delle volte vorrei che ce ne parlassi di più).

    Detto ciò e considerata la qualità del tuo scrivere e del tuo pensare a me 100.000 visite sembrano pure poche, ma fanno parte del privilegio di non essere facilmente posizionabili.

    Comunque l' emozione dei 100.000 è una cosa particolare, perchè quando ci fai caso ti rendi conto con meraviglia che allora degli interlocutori, silenziosi, comunque li hai e ciò fa riflettere su quello che scrivi e per chi lo scrivi.

    Riparliamone al 1.000.000.

    Mammamsterdam

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