E vacanza fu. Vacanza vera, direi per la prima volta da quando Meryem è nata… Vacanza come piace a me, pianificata il giusto e improvvisata altrettanto. Mi sono innamorata di Trieste e della Slovenia in cui abbiamo fatto incursioni. Il mare "una botta e via", con la gente che si cala in acqua direttamente dal lungomare e non si fa problemi a prendere il sole in costume anche sul marciapiede. L’acqua di Miramare, in cui Meryem ha sguazzato finalmente senza paura (in braccio, ma facendo buoni tentativi di nuotamento). Le grotte di Postumia e il trenino spettacolare per esplorarle. Il parco di Barcola dai mille scivoli e la spiaggia pubblica di Koper, più attrezzata di 15 asili nido. Abbiamo cantanto, abbiamo corso, abbiamo saltato, abbiamo ballato. Una battuta per tutte. Meryem èrimasta molto colpita dalla storia di Cappuccetto Rosso e del lupo che mangia la nonna facendo AAAAAMMMMM. Facendo leva poco pedagogicamente su ciò, Nizam cercava di staccare la guerrigliera dal parco giochi di Monfalcone: "Vieni, che poi fa buio, viene il lupo e ti mangia." Risposta: "No, io mangio il lupo". E così la caccia al lupo immaginario è diventata il leitmotif della vacanza. Ieri, prima di partire, ho sentito Meryem che strillava dal balcone: "Luuuupoooo! Vieni, andiamo a scuola!". Mi sono chiesta che faccia farebbero le maestre.
Autore: Chiara Peri
Pronti, partenza… via! Tra una manciata di ore si parte. Direzione: Bologna-Trieste. E poi vedremo. Non sarà la vacanza ideale, ma almeno ha la faccia di una vacanza!
Ed ecco che scatta la.. lista!
Dormire:
– ceratina (il resto ce lo darà il padrone di casa, presumo).
Mangiare:
– thermos con fruttoli, formaggini e generi di conforto per il viaggio… poi basta!
Toeletta:
– Pannolini a mutandina, crema
– Salviette
– teli fissan
– protezione solare (da 40 Mustela)
-detergente e shampoo
-vasino
Abbigliamento:
– mutandine
– vestitini per 7 giorni. Felpetta e golfino.
– costumi, asciugamano, telo mare
– calzini, scarpine
– cappellino
Attrezzature:
– Passeggino
– qualche libretto
Varie:
– Ciuccio (meglio 2)
– Borsa blu (per il cambio rapido, con asciugamano, pannolini, salviette, un cambio completo…)
– medicine: termometro, tachipirina supposte, antalflebal, fermenti lattici, arnica, etc)
– secchiello-paletta-ecc.
Quest’anno, vista la brevità della vacanza e la maggiore età della guerrigliera, ce la metterò tutta per essere più sportiva. Mangerà quel che mangerà, dormirà dove dormirà.
E comunque poco fa Meryem ha espresso questo modesto desiderio: "Voio… la luna!".
Sopravviviamo a questa prima settimana di ferie. Il bilancio è certamente positivo, nonostante il caldo, le zanzare e… lo spannolinamento semi-fallimentare. Una cosa mi ha colpito in questi giorni trascorsi tutti a stretto contatto con Meryem: a tratti ci si riesce a ragionare, come con un adulto. Quando fa un capriccio, mi accuccio, la guardo negli occhi, le spiego con calma perché non si può fare come vuole lei e cosa faremo invece e, meraviglia, la maggior parte delle volte lei annuisce, ricaccia indietro i lascrimoni e tutto torna a filare liscio. Certo, il carattere c’è tutto. Oggi a un certo punto mi ha preso a sberle e, quando le ho bloccato le mani… mi ha dato una capocciata! Però poi era tanto, tanto contrita… 😛 Comunque mi pare molto cresciuta, parla tanto, a volte con frasi complicate ("Con chi stai parlando?"). Quando la smetterà di pisciarmi sulla soglia del balcone della cucina, sarà vicinissima al mio ideale di bambina!!!
Sono una madre degenere se dico che lo spannolimento è un’attività piuttosto frustrante e deprimente?
Sulla strada del nido (ultimo giorno). Passa una macchina decappottata. "Mammaaaa! Guarda… è rotta!". Ho cercato di spiegare alla guerrigliera che al signore la macchina piace così. Probabilmente ha pagato bei soldi per averla senza un pezzo. Lei, scuotendo la testa: "Non funziona…".
Meno due giorni alle ferie. Questo è il primo anno della mia vita in cui non farò vacanze, salvo ulteriori repentini cambiamenti. Il bilancio della mia vita professionale, stamattina, mi appare piuttosto deludente. Sarà la stanchezza? Sì, sono stanca stanca stanca stanca stanca stanca stanca. Ho davvero bisogno di qualcuno che mi dica che ho diritto di esserlo? Non dovrebbe essere necessario, mi pare.
Ecco la piccola derviscia in una delle sue esibizioni serali…
Oggi pomeriggio ero prostrata dal caldo (e da qualche pensiero, a dirla tutta). Poi mi sono decisa a farmi lasciare, verso le sei allo scivolo preferito di Meryem, in una piazzetta del quartiere. Ci siamo divertite. Abbiamo preso l’autobus, felicemente senza carrozzina. Abbiamo mangiato un ghiacciolo al limone e poi anche un pezzetto di pizza. Abbiamo cantanto canzoncine, passeggiato. Se starnutisco mi dice "salute, mamma!". Mi spiega esattamente cosa vuole. Fa domande, saluta, segue i ragionamenti. E’ sempre più grande…
E invece magari partiamo. Forse forse. In modalità tutte da definire, con itinerario altrettanto incerto. Però abbiamo avuto una calorosa offerta di ospitalità a Trieste, per cui non ci allontaniamo neanche di molto dall’idea originaria.
Nonostante appaia il contrario, nonostante il mio conto in banca verso in condizioni deplorevoli e non abbia alcuna possibilità di ripresa a breve-medio termine, credo che questa situazione di tensione estrema mi stia insegnado qualcosa. Non vorrei parlare troppo presto, ma se ne esco sarò certamente una persona migliore.