Ciao, Giuseppe. Per queste strane circostanze della vita, ho scoperto solo oggi che eri tu il protagonista dell’incidente in piscina di cui mi aveva parlato mia sorella con dovizia di particolari. Nessuno l’avrebbe mai detto. Oggi ti abbiamo salutato, frastornati. "Che il bene che lui ha fatto, qualcuno lo continui". La figlia mi è sembrata una donna straordinaria. Forse passerà, alla scuola di italiano a cui suo padre era fedele da molti anni. Con noi oggi c’erano cinque ragazzi afgani, in rappresentanza dei moltissimi che Giuseppe ha fatto ridere in questi anni. Mi ha fatto piacere notare che al gesto della pace tutti hanno fatto del loro meglio per mostrare loro che la loro presenza era gradita. Non sono molto lucida, scusatemi.

Vado a fare i bagagli come posso.


E’ giunto il momento di procedere alla lista. Prendiamo come base quella, ormai celebre sul web, messa a punto da una mamma blogger organizzata… (e ideata da un’altra mamma blogger, altrettanto organizzata)

In vacanza con Meryem a 13 mesi (per 15-16 giorni)


Dormire:
– angel care (lettino da campo e lenzuola li troverò lì); ceratina, copertine di pesantezze diverse.

Mangiare:
– Bicchierino (biberon non ne ha mai usati)
– qualche pappa pronta per il viaggio (1 in thermos, 4 per i due giorni dopo)
– thermos con contenitorini
– omogeneizzati di frutta, merende, cucchiaini, bavaglini

– piattino, forchettine sue
– omogeneizzatore

– alzasedia (da rimediare domattina, o alla peggio in loco)

Toeletta:
– Pannolini, crema
– Salviette
– teli fissan
– protezione solare (da 50 e da 40, Mustela), dopo sole
– tagliaunghie
– vasca
-detergente e shampoo

Abbigliamento:
– pigiamini (almeno uno ogni due giorni)
– body (almeno uno al giorno)
– vestitini per una decina di giorni (avrò accesso a una lavatrice). Felpette e golfini.
– costumi, 2 asciugamani, telo mare, braccioli
– calzini, scarpine
– cappellino

Attrezzature:
– Passeggino + ovetto
– parapioggia
– qualche libretto e pelouche
– marsupio

Varie:
– Ciuccio (meglio 2)
– Borsa blu (per il cambio rapido, con asciugamano, pannolini, salviette, un cambio completo…)
– medicine: termometro, tachipirina supposte, antalflebal, fermenti lattici, aerosol, arnica, ciderma
– secchiello-paletta-ecc.

Mmmm, non mi convince del tutto, ma è già un inizio!


La partenza si avvicina a grandi passi. E io sono completamente impreparata. Non ho idea di cosa sia indispensabile che io mi porti, specialmente per la bambina (e per il viaggio). C’è di buono che la piccola sta bene, è vispa e di ottimo umore. Ha autonomamente stabilito che va a letto alle 21.30 invece che alle 19.30/20.00, ma non è un gran dramma, tutto sommato.

Continuano le mie riflessioni sui pasti. Premesso che sono fortunata, visto che Meryem non ha mai fatto storie rilevanti, mi affascina capire qual è il punto dei (relativamente rari) rifiuti. Come ho già avuto modo di dire, concordo molto sul fatto che non si debba mai nutrire a forza un bambino che non ha fame. Resta il fatto però che stabilire se non abbia fame non è così semplice: nella mia esperienza le modalità con cui il singolo pasto viene proposto influisce moltissimo su come viene recepito. Il problema è che le reazioni cambiano continuamente… Alcune cose sono puro gusto, credo: ad esempio ho capito che Meryem il formaggino lo preferisce da solo a pezzetti, piuttosto che mischiato ad altro. Altre cose dipendono da altro: ultimamente, ad esempio, Meryem vuole partecipare in modo attivo. A volte ne fa la condizione irrinunciabile per mangiare. In questi casi talora basta metterle in mano il suo cucchiaino o forchettina, altre volte bisogna proprio farla pasticciare (e eventualmente spalmarsi un po’ di pappa addosso…). Io cerco di mettere dei paletti: la lascio manipolare il cibo se mangia, ma non le permetto di giocarci e basta. In quel caso ne deduco che non ha fame e le tolgo il piatto. La lascio assaggiare dai nostri piatti tutto quello che le va. Un’altra regoletta che mi sono data è non cercare di distrarla per farla mangiare: a tavola c’è il piatto, non altri giocattoli, né la televisione (di regola). Mentre mangia, deve avere attenzione per il cibo, non deve nutrirsi perché non se ne rende conto. Però questo ovviamente posso farlo perché è una bambina che di suo mangia a sufficienza.

Resta il latte, che continua a rifiutare. Ma so che bisogna insistere. Lì qualcosa davvero mi sfugge. Lo yoghurt le piace e così ogni forma di budino e latticino fresco. Perché il latte no?


Alcune novità in casa Susan: Meryem, ufficialmente, da ieri cammina. Si mette in piedi, si concentra, qualche volta si batte le mani da sola per incoraggiarsi e poi, un passo dopo l’altro, parte. Ancora non fa grandi tragitti, ma da una parte all’altra della stanza va tranquillamente. Nizam, incredibilmente, ha un passaporto. Ciò significa che, dopo 8 anni di assenza ininterrotta, potrebbe tornare in Turchia. Oltre, in caso, a poterci spostare fuori dai confini italiani, alla bisogna. Ducis in fundo, oggi la piccola sembra guarita e riconciliata col mondo. Abbiamo dormito fino alle sette, un grandissimo lusso.


Come voi mamme sagge avevata giustamente diagnosticato, sono i denti. Quattro. Quattro simpatiche puntine che premono per uscire ad ogni angolo della bocca. Oggi, dato che i disagi erano sostanzialmente ridotti all’irritazione al sederino (un po’ migliorata, grazie alla Pasta Hoffmann), l’ho riportata al nido. Lesa maestà. La guerrigliera non ha gradito affatto. Mi aspetto da un momento all’altro che mi chiamino per riprendere il mostro urlatore.


Avete presente, in montagna, quando credi di essere arrivato e invece ti si para davanti lo "strappetto", ovvero quel tratto (relativamente) breve di salita molto più ripida che ti taglia le gambe e il morale quando pensavi che il più fosse fatto? Dopo una settimana di febbre alta e un pochino di diarrea, Meryem venerdì stava benissimo. Da sabato pomeriggio: diarrea violenta, irritazione tremenda al sederino, febbriciattola… Tutta la notte l’ho passata a cambiarla ritmicamente,con grandi urla sue e grandi pianti miei. Domani inizierebbe (il condizionale è d’obbligo) l’ultima settimana di lavoro prima delle ferie. Il mio conto in banca è più depresso di me (e ce ne vuole, ve lo assicuro).


Le vicessitudini non mancano. Cerco di lavorare la mattina da casa, il pomeriggio corro in ufficio, poi ricorro qui… Oggi la piccola sta un po’ meglio, ma io sono distrutta. E anche un po’ demoralizzata, perché le cose sembrano metttersi decisamente al difficile fisso. Il nervosismo si taglia col coltello, ma io fresca di lettura del libro della tata cerco non solo di non esplodere, ma anche di "gestire positivamente le mie emozioni". Cioè ringhio in silenzio, mi mangio il fegato sorridendo e spero vivamente che una grossa ondata spazzi via alcuni sgradevoli dettagli della mia vita attuale.

P.S.: Oggi Meryem ha un anno, un mese, una settimana e un giorno. Chi mi decifra a cosa porterà questa cabalistica congiuntura? Magari stanotte non si sveglia?


Sarebbe stato troppo bello finire il mese così impunemente. Dopo una notte molto agitata, Meryem stamattina aveva un bel 38, che in mattinata è arrivato a 38.4. E vabbè. Rimbocchiamoci le maniche, che ci tocca. Oggi, grazie al reparto miracoli (un team composto da mia sorella e Nizam), sono riuscita persino ad andare in ufficio e non far saltare due appuntamenti. Domani chissà. Lo scopriremo solo vivendo.