Meryem per il compleanno ha ricevuto molti regali: libretti, CD, vestitini vezzosi, paletta e secchiello, braccioli per il mare… Persino un polipo-tastierina che consente di fare un gran baccano simulando il suono di sei strumenti diversi. Ma si deve a mia sorella Vittoria il regalo che mi ha fatto sentire per la prima volta una mamma à la page. Molto fashion.

Confessate, non li vorreste anche voi gli zoccoletti a forma di coccodrillo?

                 059            058

Quasi dimenticavo: domani il nuovo sito del Centro Astalli (www.centroastalli.it) sarà on line. Venite numerosi a vedere il frutto delle mie fatiche (non solo mie, ovviamente).


Quando ho iniziato non sapevo neanche cosa fosse un blog… e adesso mi premiano! Grazie a Francesca

premio10elode

 

E come dice il regolamento, chi lo riceve deve:

1) Scegliere 5 blog che si considerano meritevoli di questo premio, per creatività, design etc, che diano un contributo alla comunità dei blogger, indipendentemente dalla lingua!
2) Ogni premio assegnato deve avere il nome dell’autore e il collegamento al suo blog, così che tutti lo possano visitare.
3) Ogni premiato deve esibire il premio e mettere il nome e il collegamento al blog di colui che ti ha premiato.
4) pubblicare le regole.

Vado dunque a scegliere i miei candidati (che penso siano stati già pluripremiati, ma tant’è):

Panzallaria, Mammamsterdam, Il mignolo col Prof, Mammaepoi, Slimmingdown.

Vado con i premi speciali, fuori dalla rosa dei 5: Il blog delle mamme, per l’utilità; Basla, per l’amicizia dimostrata; MichiGirasole, per la sintonia di stati d’animo in molti momenti…

Vorrei infine premiare un blog che adesso è sospeso, ma che trovavo notevole per qualità: Cacaoamaro, nella speranza che Beatrice si decida a riprenderlo…


Manca pochissimo all’ora x, all’anniversario esatto del momento in cui Meryem è venuta al mondo (16.58). La guerrigliera al momento è a casa con il suo papà, io sono ancora in ufficio. Da tutto il giorno aspetto di scrivere queste righe, ma adesso che sono qui davanti alla schermata di splinder non trovo le parole.

Se ieri è stato il giorno degli amici, oggi è il nostro giorno: mio, di Meryem e di Nizam. Prima una parola per lui, il papà. Quello che quando l’ho chiamato perché forse era il momento di andare in ospedale, mi ha risposto con la memorabile e romantica frase: "aspetta, deve arrivare lo scavatore". Ma che poi è arrivato eccome e da quel momento in poi non si è tirato indietro mai. Quello che non è mai zuccheroso, che quando gli chiedo se sono bella (perché mi sento brutta) mi risponde "sei peggio di cinque e meglio di dieci". Quello che ogni tanto, forse, non mi capisce, ma che cerca sempre di accertarsi che io abbia tutto quello di cui ho bisogno e di tanto in tanto, come ieri sera, mi chiede se sono contenta, per verificare di essere riuscito ad accontentarmi.

E poi c’è lei, la guerrigliera. Fin da quando era nella pancia ho avuto nettissima la sensazione di avere a che fare con un esserino assolutamente indipendente. Non ho mai avuto la tentazione di considerarla un mio prolungamento. Quando ride, e ride spesso, tutto brilla. E di questo anno di paure, inadeguatezze, dubbi e stanchezze, oggi mi pare che resti solo la straordinaria consapevolezza che un altro essere umano si è messo in cammino sulle strade imprevedibili della vita. E io sono la sua mamma.


Spero domani di avere più tempo per raccontare e ricordare. Oggi ci tenevo però a dire che sono contenta, perché il piccolo festeggiamento che abbiamo fatto per Meryem è andato nel migliore dei modi. Una cosa semplice e sgarrupata, come siamo noi. Ma il tempo era bello e c’erano quasi tutti quelli che mi sono stati vicini in questo anno. Un gruppetto di composizione varia e forse, se mi avessero chiesto un anno fa di prevederne i componenti, avrei sbagliato di grosso. In questa vigilia quindi mi sembra giusto ringraziare questi supporters, familiari e non. Un posto a parte meritano i supporters su web. Altra cosa per me imprevedibile e che mi ha aiutato eccome, in questo anno di mamma-fai-da-te-no-alpitur.

Qui sotto vedete la torta (una pallonata dei nipoti aveva rasato via la scritta, ma io l’ho prontamente ricostituita – avevo le matite decorative in tasca…) e, accanto, la bellissima festeggiata. Forse in futuro avrò altre foto, ma oggi volevo fermare il momento. Ah, a proposito: alla fine al nido la torta non la porto. Quella vera, unica e inimitabile, ce la siamo mangiata noi. Ci tengo a direa Pulc3tta che la guerrigliera ha gradito. Sull’estetica sono stati fatti -specialmente da Nizam – alcuni commenti malevoli, ma abbiamo fatto quello che era nelle nostre possibilità… ed è stato bello così.

CompleannoMeryem 001CompleannoMeryem 030 

 


Tagliando dei 12 mesi dalla pediatra: la guerrigliera, a parte un po’ di tosse, è in perfetta forma. Pesa 10.200 kg ed è alta 78.5 cm (novantasettesimo percentile….). "Si difende benissimo", ha detto la dottoressa. Direi di sì. Noi meno…


Ieri è stata una serata memorabile. Prima l’incontro con il Padre Generale, riuscito perfettamente con una partecipazione straordinaria (soprassediamo sul fatto che io sono stata praticamente l’unico membro dello staff a non partecipare a un incontro separato con padre Nicolàs prima della conferenza…). Poi mi sono concessa persino una birretta con alcuni amici e, udite udite, uno spettacolo a teatro (l’Antigone nella traduzione di Cacciari).

Il Padre Generale, Alfonso Nicolas, è una persona molto interessante e con un fantastico senso dell’umorismo. Ho trovato sul web una trascrizione di una conversazione che ha avuto appena eletto con alcuni confratelli. E’ lunga, ma rende molto l’idea del suo stile. Ha molte idee originali, parla con una rilassatezza naturale, è imprevedibile e sottile. Ieri, con quell’aria sorridente, ha lanciato un paio di affondi considerevoli a proposito di alcune tendenze di questo Pontificato.

Ho abdicato al ruolo di madre praticamente per 24 ore. Prima al nido, poi con la babysitter, poi con padre e zio, la curdina se l’è cavata benissimo. L’unico neo è che anche ieri sera aveva un po’ di alterazione. Insomma, non è al massimo della condizione. Comunque domani andiamo dalla pediatra.

Aggiornamento: vi estrapolo un passaggio (la conclusione) del documento che vi ho linkato sopra. che mi ha colpito molto, anche a livello personale.

"Senza incontrare la gente possiamo diventare dei grandi teorici, possiamo spendere molto tempo ed energia in discussioni teoriche, ed è proprio in questi contesti che molto spesso ci troviamo a combattere l’uno contro l’altro, vero? Eppure, la realtà non sta lì; la realtà è là dove la gente lotta per vivere, per costruirsi una vita, per salvare l’amore e approfondire l’amore, per creare e mantenere una famiglia, le relazioni. Dunque, ecco ciò che mi piacerebbe tenere in mente nel futuro corso delle mie responsabilità. La teoria va bene per fare sintesi dell’esperienza, ma se non c’è l’esperienza, allora la teoria è molto debole."

Mi sembra particolarmente notevole che un prete cattolico faccia questo genere di considerazioni…


Apparentemente era un falso allarme. Un po’ di febbriciattola lunedì, nulla ieri, nulla oggi (ergo la fanciulla è filata dritta al nido, a prendersi la varicella). Io ieri, visto che sono dovuta rimanere a casa mezza giornata, ne ho approfittato per provare la torta di yogurt di Pulc3tta (grazie!) per cui ho usato il tecnologicissimo stampo in silicone a forma di stella fornito da mia sorella Vittoria. Direi che si può fare! Il colore, con l’aggiunta dell’omogeneizzato di prugna, è davvero invitante.

Oggi siamo in subbuglio per l’evento dell’anno, ovvero la visita del nuovo Padre Generale della Compagnia di Gesù al Centro Astalli. Ovviamente la concomitanza della visita di Bush non aiuta…

Intanto io mi sto improvvisando web master e grafico perché il 20 giugno sarà on line il nuovo sito del Centro Astalli. Panz e professionisti veri, siate clementi! L’impalcatura è stata fatta dal nostro grafico di fiducia, ma il riempimento è tutto nostro. Sembra la tela di Penelope: ogni giorno spunta una magagna nuova…


Il weekend è stato un po’ moscio, anche a causa del tempo poco propizio. Oggi, sulla porta del nido, spiccava un cartello: "Vi avvisiamo che alcuni bimbi hanno la varicella". Vediamo se la guerrigliera passerà il primo compleanno con le pustole…

Aggiornamento. Telefonata dal nido: febbre…


Oggi siamo andate a fare il controllo neurologico al Bambin Gesù. Per me è stata ancora più dura dell’altra volta. La visita era nello stesso padiglione dove è stato a lungo ricoverato un bambino curdo, anni fa. Le ondate di memorie dolorose mi colpivano in piena faccia.

Comunque l’esito della visita è stato allo stesso tempo confortante (la curdina è sana come un pesce) e sconcertante (molto probabilmente ci hanno fatto, a marzo, una diagnosi sbagliata che ci ha fatto correre qualche rischio inutile: spiego tutto qui).

C’è il sole, Meryem è bellissima. Solo poche ore di lavoro mi separano da un fine settimana che spero che sia luminoso e rilassante.


Omaggio al Cardinal Martini, un grande uomo, che ha pronunciato parole adattissime al momento, anzi al minuto, che sto vivendo ora (una grande delusione dopo una riunione per l’organizzazione di un’iniziativa che continua a starmi a cuore, ma…).

"San Paolo parla del "vanto di fare gruppo", di coloro che credono di fare molti proseliti, di portare gente perché così si conta di più. Questo difetto grave è molto presente anche nella Chiesa di oggi. Come il vizio della vanagloria, del vantarsi. Ci piace più l’applauso del fischio, l’accoglienza della resistenza. E potrei aggiungere che grande è la vanità nella Chiesa. Grande! Si mostra negli abiti. Un tempo i cardinali avevano sei metri di coda di seta. Ma continuamente la Chiesa si spoglia e si riveste di ornamenti inutili. Ha questa tendenza alla vanteria. Anche nella Curia romana ciascuno vuole essere di più. Ne viene una certa inconscia censura nelle parole. Certe cose non si dicono perché si sa che bloccano la carriera. Questo è un male gravissimo della Chiesa, soprattutto in quella ordinata secondo gerarchie perché ci impedisce di dire la verità. Si cerca di dire ciò che piace ai superiori, si cerca di agire secondo quello che si immagina sia il loro desiderio, facendo così un grande disservizio al Papa stesso. Purtroppo ci sono preti che si pongono punto di diventare vescovi e ci riescono. Ci sono vescovi che non parlano perché sanno che non saranno promossi a sede maggiore. Alcuni che non parlano per non bloccare la propria candidatura al cardinalato. Dobbiamo chiedere a Dio il dono della libertà. Siamo richiamati a essere trasparenti, a dire la verità. Ci vuole grande grazia. Ma chi ne esce è libero".