Gira questo identikit realizzato inserendo la prima immagine trovata su Google images… Mi diverte l’idea.

1. La tua età

2) Un posto che vorresti visitare

3) Il tuo posto preferito

4) Il tuo oggetto preferito

5) Il tuo cibo preferito

6) Il tuo animale preferito

7) Il tuo colore preferito

8) Il posto in cui sei nata

9) Il posto dove vivi

  (Questa non l’ho capita tanto…)

10) Il nome di un animale domestico che hai avuto

11) Il tuo vero nome

 (Ma chi sono queste???)

12) Il nome della tua nonna materna

13) Il nome di tua nonna paterna

14) Una tua brutta abitudine

15) La tua vacanza preferita

 


Basta lamentazioni. Oggi voglio ricordare solo le cose positive. Meryem ha imparato a dare calci al pallone. Nizam ne è molto fiero. Tira rigorosamente di sinistro, con una certa energia. L’altra novità è che la guerrigliera ha subito il suo primo taglio di frangetta. E’ un taglio molto creativo, perché suo padre per paura di farle male le ha tagliato un ciuffetto per volta, Comunque è molto molto graziosa, con un’aria da monella che non finisce più.

Quanto ai malanni, oggi si intravede una debole luce in fondo al tunnel. La febbre sembra più bassa. Magari stavolta ce la facciamo senza antibiotici. Parlo al plurale, perché queste malattie sono più che mai un gioco di squadra. Al momento perdiamo 10 a 1. Ma se ci crediamo, possiamo ancora capovolgere il risultato.

Istruzioni incompatibili


Vorrei un break. Ieri mi hanno chiamato dal nido, di nuovo febbre. La pediatra dice che ha ancora/di nuovo la gola rossa, l’antibiotico non si deve dare per adesso, perché ha già fatto due cicli e poi è troppo. Tachipirina ogni 6 ore. Ma la febbre non deve salire oltre 37.5. Ho cercato di far notare che le due prescrizioni sono tra loro incompatibili: dopo massimo 3 ore la febbre risale. Mi ha risposto parlando un po’ vagamente di spugnature. Ormai abbiamo una certa esperienza: abbiamo passati notti e pomeriggi impegnati nelle più sofisticate forme di spugnature, senza abbassare la febbre di una virgola e con il solo risultato di esasperare la bambina e noi. Ho meditato a lungo: la tachipirina è nociva quando supera di 10 volte la dose consigliata. Le convulsioni, dicono i siti, non vanno temute perché si manifestano solo nei bambini predisposti (Meryem è predisposta) e perché “solitamente non sono pericolose”. Solitamente. A conti fatti, non credo mi farò grande scrupolo di darle una supposta di più. Sarò una madre degenere? Forse. Ma io a questa tensione non reggo.


Ho seguito i consigli di alcune mamme, ultima Lanterna in un recente commento, e mi sono letta "Il mio bambino non mi mangia" di Carlos Gonzalez, ed. Bonomi. Mi è piaciuto, specialmente per lo stile, sdrammatizzante e spiritoso. Il principio generale credo sia fondatissimo e già da ieri sera ho provato a diminuire un po’ quantità di pappa e relative aspettative: a dieci mesi non ha così fame come a sei, cerchiamo di prenderne atto.

Vorrei però aggiungere tre osservazioni. La prima riguarda l’allattamento a richiesta. Credo che difendere l’allattamento a richiesta sia fondato, ma ci farei una correzione presa da Tracy Hoggs: il bambino deve mangiare quando ha fame, senza essere troppo schiavi dell’orologio, ma siamo sicuri che abbia sempre fame quando si lamenta? Quando sono così piccoli non si è mai del tutto sicuri. Per cui penso che un’occhiata fugace alla cadenza delle poppate sia utile per la mamma principiante, tanto per scongiurare gli errori più grossi.

Secondo problema, il mio: sebbene il nostro Gonzalez rifugga da dogmi e imposizioni, afferma tuttavia che il bambino deve bere molto latte, almeno mezzo litro al giorno prima dell’anno. E questa non è una norma analoga alle precedenti? A me, che ho una figlia che al momento il latte come tale lo sta rifiutando del tutto (incluso il seno), questa cosa un po’ di ansia me la mette.

Terza osservazione. C’è un caso non contemplato dal libro, ma che nella mia esperienza esiste (e anche in quella di qualche altra mamma): quelo in cui il bambino, che apparentemente non voleva mangiare, cambiata una condizione x, trangugia voracemente tutta la pappa o quasi dopo pochi istanti. Come si fa a dire che non aveva fame? Alcuni esempi: se gli permetti di toccare la pappa anche lui mentre lo imbocchi; se fai il trucco del kebab esposto qualche post fa, cioè di fargli accompagnare la pappa con un po’ di pane; se usi il pane a mo’ di cucchiaino per imboccarlo, in modo che di tanto in tanto possa mangiarsene un pezzo insieme al resto (questo è una variante del trucco del kebab, inventato ieri, che chiamerei trucco del cucchiaino commestibile). Non direi che è come "fare l’areoplano" con il cucchiaino per indurre il piccolo con l’inganno ad aprire la bocca: in questi casi, introdotto il nuovo sistema, il bambino spazzola la pappa senza bisogno di forzature in pochi minuti.

Ecco, il mio scrupolo di fondo si può riassumere così: d’accordo, si deve far mangiare il bambino solo se ha fame e quando ha fame. Ma finché non parla, come facciamo ad essere sicuri che abbia (nel caso della poppata) o non abbia fame (nel caso della pappa)?


Che dire? Bisognava aspettarselo, forse me l’aspettavo, ma non sono più tanto sicura che tanto sarebbe stato uguale. Non se la Lega avrà un peso determinante nel nuovo governo. Per dirne una, ho la sensazione di lavorare nel posto sbagliato…

Però una cosa devo aggiungerla, a prescindere. Viviamo in un paese dove ho appena tentato di prenotare un’ecografia e una EGDS con biopsia che deve essere fatta, a detta di due medici, con la massima urgenza. Il primo posto disponibile in tutta la regione Lazio è per il 16 giugno. Ovviamente i due esami saranno fatti in due posti diversi, entrambi lontanissimi da casa mia. Per la cronaca, anche per l’elettroencefalogramma della mia bambina, prenotato quasi un mese fa (dopo la crisi convulsiva, chi ha voglia controlli la data esatta sul blog) il primo posto disponibile era alla metà di giugno.  Due mesi sono considerabili un’urgenza? E’ mai possibile che veramente in tutte le strutture del Lazio non ci sia materialmente posto prima di allora? E se uno (tipo me) non ce li ha i soldi per fare tutto privatamente? Si attacca al tram. Sono, se possibile, più sconfortata di prima.


E’ finito l’ennesimo weekend di passione. La guerrigliera, digiuna, sembrava fatta di cocaina. Voleva camminare, anche nel cuore della notte. Le tre è un orario perfetto per una bella passeggiata. Ma anche l’una, perché no. Tensioni, litigi, urla, pianti di bambini e adulti, tossi cavernosi e termometri impazziti. Alla fine, verso sera, si è vista la luce in fondo al tunnel. Meryem si è degnata di mangiare la sua pappa e di farci dormire quasi senza interruzioni. Oddio, io ho una tosse che mi spezza in due, per cui non me la sono goduta eccessivamente. Però la notizia è che la curda non vuole più il mio latte (né ogni altra forma di latte, ahimè). Questo mi autorizza a imbottirmi di farmaci. Basta arrivare a un medico che me li prescriva (e la cosa non è tanto semplice, in realtà).


La guerrigliera da ieri è in sciopero della fame. I curdi lo fanno, di tanto in tanto. Se sapessi quali sono le rivendicazioni potrei almeno avviare un negoziato. Però non parla… Pilucca, poi si stufa. Al latte ha dichiarato guerra, in ogni forma. Mangiava di più quando era sotto antibiotico. Diagnosi possibile: daquando ho saputo che questo mese non è cresciuta ho addosso l’ansia da pappa che non avevo mai avuto. Con questi bei risultati.


Oggi mi girano un bel po’ le scatole. Tutto è cominciato con una rogna lavorativa: mi sono sentita trattare con condiscendenza e bacchettare senza ragione. Questo non mi piace affatto e non mi pare una buona base per una collaborazione. Poi non riesco a smettere di pensare all’ennesima schifezza di cui mi è giunta notizia ieri. Quando parlo di politica in materia di immigrazione parlo di queste cose, mica dei discorsetti di comodo che si fanno di tanto in tanto ("sono tutti delinquenti"/ "sono onesti lavoratori"). Parlo di accordi con la Libia per cui il nostro Paese e le mia tasse finanziano direttamente la costruzione di campi di detenzione semi segreti in cui si pratica comunemente la tortura e non c’è convenzione dei diritti umani che tenga. Questa linea, sia ben chiaro, è continuata coerente e senza alcuna modificazione dal 1999 ad oggi, attraverso tutti i Berlusconi e Prodi che si sono avvicendati da allora. Non ne sapete nulla? Non mi stupisce affatto. Beh, forse è il caso che vi documentiate..


La guerrigliera sta qui accanto,nel box, impegnatissima a cercare di sfilarsi la tutina e a strappare le orecchie al suo coniglio ("è un po’ violenta, non ti pare?", ha detto Nizam vedendo quanto ride quando lui finge di prendere a schiaffoni l’orso Nemrut). Dopo una notte quasi in bianco (la signorina alle quattro voleva camminare), c’è voluto poco per migliorare la giornata: una lunga doccia mentre i maschi facevano colazione con la principessa, una bambina stranamente angelica dietro la mascherina dell’aerosol (ma è la stessa persona che ieri si dimenava come una tarantolata?) e,udite udite, una passeggiata con tanto di shopping conpulsivo (libri per me, generi vari per lei). In un mese non ha preso peso, ma l’energia non le manca. E abbiamo acquisito un altro centimetro (75,5). Farà l’indossatrice?


Pochi giorni ancora e poi ci saranno le elezioni. Mi ricordo della prima volta in cui Berlusconi fu eletto. Ero universitaria, scrutatrice e piena di passioni. Ricordo che tornai a casa all’alba, finito lo scrutinio, e trovai mio padre davanti alla televisione che un po’ mi aspettava, un po’ si guardava gli speciali sul voto. Io non potevo credere ai risultati. Era la prima volta che toccavo con mano come l’ambiente che frequentavo fosse di fatto poco rappresentativo del paese e della società. Così il primo governo Berlusconi resta legato a uno di quegli incontri notturni con mio papà, quelli in cui ci sdraiavamo insieme sul divano litigandoci la coperta.

Adesso rimpiango un po’ quei bollenti spiriti. Mi dispiace non credere più davvero che qualcosa cambi. Mi dispiace non credere neanche che un risultato o l’altro costituisca un fatto grave, come pensavo allora.