Ho seguito i consigli di alcune mamme, ultima Lanterna in un recente commento, e mi sono letta "Il mio bambino non mi mangia" di Carlos Gonzalez, ed. Bonomi. Mi è piaciuto, specialmente per lo stile, sdrammatizzante e spiritoso. Il principio generale credo sia fondatissimo e già da ieri sera ho provato a diminuire un po’ quantità di pappa e relative aspettative: a dieci mesi non ha così fame come a sei, cerchiamo di prenderne atto.
Vorrei però aggiungere tre osservazioni. La prima riguarda l’allattamento a richiesta. Credo che difendere l’allattamento a richiesta sia fondato, ma ci farei una correzione presa da Tracy Hoggs: il bambino deve mangiare quando ha fame, senza essere troppo schiavi dell’orologio, ma siamo sicuri che abbia sempre fame quando si lamenta? Quando sono così piccoli non si è mai del tutto sicuri. Per cui penso che un’occhiata fugace alla cadenza delle poppate sia utile per la mamma principiante, tanto per scongiurare gli errori più grossi.
Secondo problema, il mio: sebbene il nostro Gonzalez rifugga da dogmi e imposizioni, afferma tuttavia che il bambino deve bere molto latte, almeno mezzo litro al giorno prima dell’anno. E questa non è una norma analoga alle precedenti? A me, che ho una figlia che al momento il latte come tale lo sta rifiutando del tutto (incluso il seno), questa cosa un po’ di ansia me la mette.
Terza osservazione. C’è un caso non contemplato dal libro, ma che nella mia esperienza esiste (e anche in quella di qualche altra mamma): quelo in cui il bambino, che apparentemente non voleva mangiare, cambiata una condizione x, trangugia voracemente tutta la pappa o quasi dopo pochi istanti. Come si fa a dire che non aveva fame? Alcuni esempi: se gli permetti di toccare la pappa anche lui mentre lo imbocchi; se fai il trucco del kebab esposto qualche post fa, cioè di fargli accompagnare la pappa con un po’ di pane; se usi il pane a mo’ di cucchiaino per imboccarlo, in modo che di tanto in tanto possa mangiarsene un pezzo insieme al resto (questo è una variante del trucco del kebab, inventato ieri, che chiamerei trucco del cucchiaino commestibile). Non direi che è come "fare l’areoplano" con il cucchiaino per indurre il piccolo con l’inganno ad aprire la bocca: in questi casi, introdotto il nuovo sistema, il bambino spazzola la pappa senza bisogno di forzature in pochi minuti.
Ecco, il mio scrupolo di fondo si può riassumere così: d’accordo, si deve far mangiare il bambino solo se ha fame e quando ha fame. Ma finché non parla, come facciamo ad essere sicuri che abbia (nel caso della poppata) o non abbia fame (nel caso della pappa)?