E se la lasciassi fare?


Streghetta di tonno con i capelli verdi

Facciamo outing: rientro anche io nella schiera folta di madri che sudano freddo al momento di mettere a tavola i figli (la figlia, nel mio caso). Meryem non ha mai dimostrato un interesse particolare per il cibo. Diffidente, restia ad assaggiare, capace di saltare i pasti senza difficoltà alcuna. Con un’aggravante: io ho subito per anni (quasi 20!) le costante insistenze di mio padre ad ogni pasto perché assaggiassi ciò che ancora oggi non riesco proprio a mandare giù. Mi ricordo sollievo i miei pasti da sola davanti a un libro, quando gli impegni pomeridiani mi autorizzavano a anticipare il pranzo. Ho capito immediatamente che io non sarei mai riuscita a forzare mia figlia in alcun modo, il che non è necessariamente bene. Finora mi sono accontentata del fatto che almeno un pasto al giorno non lo fa con me e che qualcun altro avrebbe provveduto a sollecitarla.

Il pianeta Marte. Composizione di frittatine di ceci e peperoni

A essere onesti fino in fondo, io non propongo a mia figlia nulla di particolarmente attraente. E anche la nostra socialità del pasto, visto che normalmente siamo sole, è piuttosto ridotta. Una svolta nelle nostre vite è stata segnata dall’incontro con Natalia. Con le sue ricette io e Meryem abbiamo cominciato, ogni tanto, a cimentarci in cucina. E lei ci ha preso gusto. La cosa che la folgora più di ogni altra è la composizione del piatto, la creatività (tipo quella che sprigiona dal nuovo libro di Natalia, per intenderci). Facce buffe, paesaggi, animaletti: ogni cosa con una forma diventava più appetibile.

Ciò mi ha dato un’altra idea. Non si ha sempre il tempo di cucinare insieme qualcosa di sfizioso. Ma ho preso l’abitudine di chiedere a Meryem di scegliere tra gli elementi costitutivi della cena (carne, legumi, pane, verdure….) disponibili quel giorno i componenti necessari a una sua composizione artistica, tutta da mangiare. La regola è che deve utilizzare per la composizione solo le quantità che crede di poter mangiare. L’intera procedura prende al massimo 5 minuti, ovviamente: i componenti sono già cotti – se è il caso. Se riesco, parto dal passaggio precedente: mi faccio accompagnare al supermercato e la invito a scegliere i componenti. A quel punto la Guerrigliera si fa fregare dall’estro cromatico: l’altro giorno ha voluto pomodorini, lattuga, persino un peperone che prima aveva sempre schifato.

Alla fine cerca un titolo al piatto e vuole che lo fotografiamo, così Natalia su Facebook lo può vedere e dirci se siamo state brave. E poi lo spazzola, diligentemente.

La bandiera italiana: fettina di vitello, bresaola, insalata, maionese

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