Antropologia condominiale

Vedo con piacere dai commenti di non essere un caso poi così unico. Molte italiane, evidentemente, hanno optato per un “prodotto di importazione” come compagno di vita…

Oggi si preannuncia una giornata lavorativa moscia e piena di piccole seccature (oddio, speriamo che restino piccole). E soprattutto, reggetevi forte: giovedì avrò una “riunione straordinaria di palazzina”, che si preannuncia come una vera e propria resa dei conti. Come recita la convocazione, siamo stati convocati “in seguito alle numerose problematiche sorte tra i condomini”. Fieramente posso dire che una delle più scottanti è il cavo della mia parabola.

Sarà sicuramente l’occasione per un primo gustoso post sul condominio (reggiti forte, Panzallaria!). L’unica cosa che spero è di non agitarmi troppo, perché ci scherzo tanto, ma alla fine anche a me saltano i nervi. La mia infanzia è stata segnata dal ricordo di mio padre che tornava paonazzo dalle riunioni condominiali, in cui comunque non riusciva in alcun modo a far valere le sue ragioni. A un certo punto mia madre gli ha proibito di parteciparvi: dopo che l’ingegnere ingaggiato dal condominio gli ha sostenuto che le infiltrazioni d’acqua dal soffitto del nostro appartamento dopo ogni pioggia (quello di sopra si era fatto un terrazzo abusivo senza alcuna impermeabilizzazione) dipendevano dal fatto che mia madre cucinava troppo spesso il minestrone, ha rischiato il colpo apoplettico.

Ma da giorni sento da amiche, sorelle e colleghe racconti di riunioni di condominio ai limiti della realtà: distinti ex militari ottantenni che vengono alle mani con ragazze di trentanni (“io l’ho presa per il naso – in senso letterale -, ma lei prima mi ha tirato le orecchie”); affermazioni perentorie in barba alle pari opportunità (“signorì, ma nun ce lo sa che alle riunioni ce si mannano i mariti?”); gustosi episodi di corruzione di giardinieri perché taglino alberi all’insaputa della proprietaria del giardino (le inquiline dell’ultimo piano che calano dalla finestra cestelli pieni di dolci e caffé per ingraziarsi gli operai ingaggiati dalla nemica, rea di far crescere piante pericolose quali il glicine – “ci si arrampicano sopra li sorci”).

Mi dicono che la trasmissione “Racconti di vita” su Rai 3 ha dedicato una puntata ai condomini: ma credo che ci vorrebbero minimo minimo un paio di voluminosi saggi di antropologia…

One thought on “Antropologia condominiale”

  1. c’hai presente fantozzi quando fa la riunione di condominio a casa sua, che arrivano tutti armati fino ai denti??

    attendo con ansia racconti succosi, se vuoi ti mando la Magda, o la tedescona che di riunioni di condominio rissose se ne intendono…

    e a breve scriverò un’altra puntata del condominio, quindi magari ti rubo anche qualche aneddoto 😉

    a parte gli scherzi: in bocca al lupo…

    ora ti aggiungo anche ai miei segnalibri
    Panz.

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