Ieri abbiamo fatto la seconda gita all’ufficio immigrazione della Questura, incontrando nuovamente il buon Ringhio che, strano a dirsi, si ricordava di noi (mi sembra un po’ surreale, vista la quantità di gente che passa al suo sportello, ma lo ha sostenuto lui…). Abbiamo consegnato ciò che mancava, sperando che per il 6 novembre tutto sia a posto. E’ sempre una sensazione un po’ strana: non esistono elenchi stampati dei documenti necessari, non esistono ricevute… Tutto si basa sulla tradizione orale e sulla fiducia. Il che, quando va bene, è una bellissima cosa. Ma non posso fare a meno di pensare che se qualche documento andasse smarrito, io non potrei mai dimostrare di averlo consegnato. O se al momento della consegna del permesso di soggiorno mi si obiettasse che manca la fotocopia dell’ultimo elenco della spesa fatta da Nizam al più vicino supermercato, non potrei mai dimostrare che non mi era stata richiesta.

Il resto procede regolarmente. Oggi ho provato a iniziare a lavorare a un articolo che dovrei consegnare entro la fine di novembre. Vado molto a rilento, ma mi piace pensare che nei prossimi giorni mi sbloccherò. O almeno spero. Se penso che tra meno di un mese dovrei tornare al lavoro, mi prende lo sconforto…

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