Vi segnalo un bell’articolo d Marco Politi sulla Repubblica di oggi, dedicato all’ultimo libro del Cardinal Martini uscito in Germania. In queste settimane mi sento accerchiata dall’evocazione del Concilio Vaticano II. Ho appena finito questo libro e non posso trattenere la mia invidia per chi, in primis i miei genitori, hanno vissuto quella stagione che pulsava novità e rivoluzioni, anche se con alcune cocenti delusioni (a una fra tutte fa riferimento anche Martini: lo stop imposto da Paolo VI, contro la volontà dei Padri conciliari, a un cambiamento di posizione sulla contraccezione. Nelle lettere di Camara se ne parla diffusamente, in toni accesi). La Chiesa allora sembrava, almeno a sprazzi, molto meno distante dalla giustizia, dall’istanza di povertà, dall’apertura di orizzonti al mondo intero. Ed è chiarissimo che questo avveniva nonostante la Curia romana, come una sorta di movimento irrefrenabile animato della speranza e dell’impegno diretto di chi ci credeva. Tanti, entusiasti. Che differenza rispetto al torpore cinico di oggi. E non parlo solo della Chiesa, da cui sembra a volte inevitabile prendere le distanze. Ma della politica, della società, dell’atteggiamento verso la vita in genere.

2 pensieri riguardo “”

  1. Comprerò subito il libro, grazie per averlo segnalato……Io, data l’età, ho vissuto “da dentro” il prima, il durante e il dopo…
    Giusi

  2. Era diversa, sulla contraccezione, anche la posizione dei cattolici, che ci credevano ai dogmi e non osavano spostarsi troppo. Pensa un po’, anni sessanta, piena rivoluzione sessuale e le giovani coppie sposate cattoliche vivevano l’amore con il terrore della procreazione. Esisteva già la pillola, ma la loro Chiesa non gli dava risposte.

    Se penso a mia madre che era andata in Francia a farsi prescrivere prima la pillola, abbandonata per effettacci collaterali, poi la spirale, mai un controllo. E lei poteva, le nostre vicine si sussurravano in macelleria il nome di un medico (non obiettore) clandestino.

    Adesso c’è una cosa che è cambiata, come dici tu: l’indifferenza. Quante delle coppie che si sposano in chiesa poi davvero si astengono o fanno figli a gogò?

    Questa è una delle cose per cui la maggioranza della gente, nel bene e nel male, si fa i cavoli suoi. E come chiesa, mi chiedo quanto furba sia stata questa cosa: se la gente si abitua a interpretare a modo suo i dogmi perché non c’è altro modo, alla fine ti abitui a fare a meno della Chiesa tout court. Che mi sembra sia quello che sta cominciando a succedere da noi. da cui la reazione vaticana.

    Libera fede in libero stato, direi.

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