Come sono io? Che persona sono? Mi sono fatta questa domanda oggi almeno due volte. Come madre, innanzi tuttto. Una collega mi ha definito una madre nordica, abbastanza sportiva, poco appiccicosa. Ma qui gioca senz'altro il metro della collega. Marielou e altri amici certamente mi definirebbero abbastanza ansiosa e mediterranea e ieri ho suscitato la perplessità di molti (inclusa Laura Boldrini!) perché non perdevo mai di vista Meryem che saltellava nel castello gonfiabile. Certo che non le sarebbe successo nulla: ma lei voleva che la guardassi e appena mi allontanavo si precipitava giù a cercarmi. La cosa non mi lusingava particolarmente (potendo, mi sarei sbracata a mangiare pecorino e a chiacchierare tra adulti), ma non mi è parsa nemmeno tanto intollerabile. Normale, ecco.
Ma poi oggi, non so bene perché, mi sono trovata a farmi un'altra domanda. Che persona sarei se in Italia, di punto in bianco, ci fosse un regime? Se alcuni fossero perseguitati per razza, origine, idee politiche? Sarei di quelli che fanno gesti eroici perché lo trovano doveroso e normale? Oppure verrebbe fuori la parte di me timorosa delle istituzioni, rispettosa delle regole, quasi terrorizzata di essere colta in fallo? Perché in questo caso sarei proprio bipolare, credo: idealista fino alla stupidità, obbediente fino alla sottomissione.
Ma su tante cose, sospetto,  mi si vede in modi semplicemente opposti: timida o logorroica? capace di lavorare in team o gregaria? autorevole o influenzabile?
Non è che qualcuno di voi, mio sparuto gruppo di lettori, scriverebbe da che cosa soprattutto mi vede caratterizzata? Chi mi conosce dal vivo e chi no, non importa. Facciamo che è un esperimento di grido, con un bel nome americano o una sigla francese. Fate un po' voi.

P.S. Mi è tornata in mente una memorabile partita di Tabù di molti anni fa. Un amico pensò bene di dare alla sua squadra l'indizio che gli pareva geniale: "Lo sono io". Non ricordo la risposta, forse "ingegnere", o "laureato"… Le risposte furono però ben diverse. Il poveretto si trovò coperto da ogni genere di insulti, da "tirchio" a "grasso", "brufoloso", "basso"… Per dire che sono consapevole del rischio, esprimetevi pure.

11 pensieri riguardo “”

  1. Io, anche se non ti vedo da tanto, penso di sapere cosa faresti: faresti quelle piccole cose quotidiane che però possono fare la differenza. Forse non andresti a porgere il collo alla spada in nome della libertà, ma apriresti la porta se qualcuno ti chiedesse aiuto: e in quel momento secondo me non ti porresti neanche tanto il problema del coraggio o delle conseguenze, perchè per come ti conosco io, lo faresti semplicemente perchè ti verrebbe naturale di farlo. Non so se entreresti nei libri di storia, ma nella storia delle persone che ti incontrano, quello sì.un abbraccio,Elisabetta

  2. Intelligente. Acuta. Sensibile come può esserlo un filosofo, fino al midollo.

    Io penso staresti dalla parte dei buoni, non riusciresti a fare altrimenti. Hai toccato troppe corde profonde, per restare in silenzio.

  3. dunque cara la mia collega, in caso di dittatura ecco cosa faresti: daresti accoglienza e rifugio a tutti i perseguitati dal regime che incontri ma subito dopo ti andresti a denunciare alle autorità competenti per averlo fatto:)))sbaglio forse?P.S.: è il mio primo commento in assoluto su un blog e non poteva che stare sotto un tuo post!

  4. Come mamma, ti trovo anch'io bella sportiva. Almeno, basandomi sui tuoi racconti e sul fatto che te ne sei venuta a Milano senza fare un plissé.Come persona in generale, ti trovo sorprendente e anticonformista. Per dire: conosco poche laureate di buona famiglia che farebbero una figlia con un kebabbaro curdo ex operaio edile. E mi piaci molto per questo (sarà che ho fatto due figli con un casaro?).

  5. Io invece ti conosco poco ma ti posso dire che impressione mi hai fatto.Intanto mi piace la tua voce, molto profonda. E' la cosa che mi ha colpito di più.Mi sembri veramente molto acuta. Quando ti ho sentita parlare, nonostante il contesto incasinato, mi hai sorpresa con le tue uscite.Mi sembri un personaggio uscito da un film di Opzetek. Ma forse qui è colpa del kebabbaro curdo ;))))M di MS

  6. profonda e intelligente, generosa e battagliera, onesta e limpida, impegnata e seria, forse a volte troppo seria, e provo a spiegarti cosa intendo: poniamo che sei al ristorante con una bella maglietta nuova. ti rovesci addosso mettiamo del sugo, tu da sola o causa meryem o non so chi. la reazione che avresti penserei sarebbe non di una che 'che cosa vuoi che sia una macchia, ridiamoci su, anzi,magari fingiamo sia una spilletta rossa e magari prendiamo pure un po' di qualcos'altro così facciamo una faccia'. ecco, forse quello che mi sembri è un po' troppo rigida e 'retta', intransigente con te stessa, e forse anche con gli altri, come se ci fosse un 'tu devi' che ti autoimponi e che porti anche nel fuori da te. ma cmq, sempre e cmq, ce ne fossero di yeni belqis al mondo! 🙂

  7. Ehi, che piacere risentirti! Sulla patacca, hai potenzialmente ragione: probabilmente l'incidente in sé mi metterebbe a disagio. Però di fatto, visto che sono peciona, giro sempre cosparsa di patacche (magari uscendoci da casa e ripromettendomi di fare finta che mi sono appena macchiata se qualcuno se ne accorge). Ancora una volta, bipolare. Però rigidina e intransibente sì, decisamente (anche se forse con l'età sto lentamente ammorbidendomi).

  8.  

    Come ti ho detto già altre volte, sono convinto che il 75/80 % di quello che siamo ha a che fare (in un senso o nell'altro) con il modo in cui siamo stati tirati su.Io credo, semplicemente, che in caso di dittatura tu ti comporteresti come si comporterebbe tua madre (e la stessa cosa vale per me).Con sfumature differenti, certo. Con un po' più di … auto(e-conseguentemente-anche-etero) intransigenza, con un po' meno di fiducia nel futuro, con un diverso coefficiente di adesione totale a un ideale. Ma sostanzialmente ti comporteresti nello stesso modo. Perché al di là di tutti i ragionamenti dotti e iper-relativisti propri di noi (non più)giovani degli anni 2010, sei stata tirata su all'insegna di una serie di principi tutt'altro che relativi.Troppo serio, vero?

    Allora concludo con un altro aneddoto da Tabù. Stavo in squadra con Emilio, e toccava a me far indovinare la parola. Penso: facile! "Io dico sempre che tu sei ….". In realtà mi esce dalla bocca: "tu dici sempre che io sono …."  e lui: "PEDANTE!". Risposta esatta.BaciP.
    P.S.: Niente male, American gods di Neil gaiman.

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