Reflex

Mi sono decisa. Ho ordinato il mio autoregalo di compleanno e, se tutto va bene (e Manlio si presta) , domani passerò a ritiralo. Trattasi di lei, con lui. La scelta è stata sofferta e travagliata, ma alla fine mi sono lanciata. La verità è che una macchina così, in mano a me, è sprecata. Io non sono brava a fotografare. Però posso dire con orgoglio che sono vent’anni che vorrei esserlo. Una volta ho fatto anche una specie di laboratorio di fotografia “creativa”. In fondo la cosa si riduceva al fatto che questo fotografo matto ci dava i compiti e noi producevamo centinaia di diapositive, alcune delle quali poi proiettavamo e commentavamo. Un’attività completamente inutile. Però mi divertivo da pazzi a girare per Roma scattando come un’ossessa.
Sabato scorso i miei nipotini hanno scovato la scatola con le diapositive in questione. Ho dovuto spiegare a quei figli dell’era digitale cos’è una diapositiva e poi ci siamo messi a guardarle contro il vetro della finestra. Ci siamo divertiti. Io ho fatto un tuffo nel passato, pensando a quelle mattine invernali in cui uscivo prestissimo e andavo a piedi all’università passando per il centro, Campo de’ fiori, piazza Venezia e poi su verso piazza Esedra. Forse è stato proprio allora che il colore di cielo delle giornate fredde e terse che sbatte sul marmo delle statue mi è rimasto tanto impresso. Non erano foto artistiche, ovviamente. Ma erano le mie foto, il mio occhio sulla città che amo.
Poi è venuta l’esperienza con i rifugiati. I primi anni, alla scuola di italiano, facevo un sacco di fotografie. Alcuni di quegli scatti li amo moltissimo ancora oggi. Parlano di persone speciali, di momenti difficili da descrivere. Alcuni sono dolorosi, altri pieni di gioia. Al Centro Astalli girano alcuni fotografi veri, e qualcuno ha apprezzato quelle foto. Certo non per la tecnica, ma per quello che c’è dietro. Per farvela breve, continuo ad avere una gran voglia di fotografare. E la mia macchina fotografica è defunta. Era una bella macchina, le ero affezionata, ma in un certo senso forse è giusto così. Era un relitto di un’epoca finita, è l’ora di iniziare una fase nuova. Con la mia Canon nuova.

3 thoughts on “Reflex”

  1. wow che bel reaglo!
    e che bel post.
    io in questi giorni ho dentro un magone tale che nemmeno le mie piante riescono a portare via. e grazie a te, forse ho trovato come fare … credo proprio che mi mettero a scattare un po' di foto con la macchina di mio padre.
    ecco, questo e' quel che mi serve.

    paola
    p.s. mi piacerebbe davvero se tu parlassi di piu' delle persone con cui lavori, dei rifugiati.

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