Scuotersi la polvere dai calzari

Venerdì scorso mi sono presa una giornata di vacanza da tutto: dal lavoro e, in buona parte, anche dalla maternità. Parrucchiere, pranzo da Nizam, ceretta, cena con le amiche. Avevo appena concluso un impegno di lavoro abbastanza stressante e un giorno di pausa ci stava tutto. Buffo, però, che per prenderlo abbia sentito il bisogno di fabbricarmi un alibi. No, non un alibi per i miei datori di lavoro. Un alibi per me stessa. Durante il tempo, relativamente ridotto, che ho dedicato all'alibi in questione, ho potuto effettuare una rapida osservazione antropologica. Quel che ho visto non mi ha molto sorpreso. Però non mi è piaciuto lo stesso. Ho ripensato a una circostanza simile a quella che avevo sotto gli occhi, situata cronologicamente in un passato piuttosto remoto. Sala del CNR, commemorazione di illustre studioso organizzata dallo studioso stesso. Anche allora, ovviamente, c'erano rivalità, non detti, allusioni, schermaglie. Ma, per intenderci, guardando quei protagonisti di allora si pensava non dico ai duelli medievali, ma quantomeno a Romanzo Criminale. La scena di venerdì mi è parsa più facilmente collocabile nel corridoio di una scuola media. Senza nemmeno l'attenuante della giovane età. Sono stata un po' criptica, in questo post. Me ne scuso. Alla fine venerdì ho guardato quello che meritava di essere visto, le sfolgoranti fotografie dell'isola di Mozia. Ho sentito quello che volevo sentire. Poi ho scosso bene la polvere dai miei calzari e me ne sono andata a prendere la metropolitana.

2 pensieri riguardo “Scuotersi la polvere dai calzari”

  1. Questo meccanismo di impicciare con motivazioni superiori i pochissimi momenti tutti per noi sono molto tipici e frequenti finché i bambini sono piccoli, poi se siamo un minimo furbe verso noi stesse, nel momento che lo constati, lo identifichi e capisci da dove viene, alla prossima cerchi di evitarlo. Che costa una fatica bestia anche quello, eh, però tocca farlo per noi e per i nostri figli e i nostri compagni.

    Quindi alla prossima ce ne andiamo a farci i fanghi, allo stesso costo di un congresso importante, un corso di formazione che ci paghiamo noi perché non ce lo paga nessuno o altre attività incontestabilmente utili e necessarie e auspicabili, ma mai quanto un sano momento nostro.

    Mammasterdam

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