Il cinismo nuove gravemente alla salute

La sensazione più intensa di questi giorni è che davvero qualcosa stia cambiando, che si stia scrivendo una pagina di storia che probabilmente noi non saremo neanche in grado di leggere. Come tutte le pagine di storia, non è esattamente una pagina rosa. Anzi, oserei dire che gronda di sangue. Qui al lavoro cerchiamo faticosamente di seguire le possibili strategie che saranno messe in atto per accogliere gli arrivi dal Nord Africa. Fatica quasi inutile, dato che quel che arriva (per lo più a mezzo stampa) è fantasioso, surreale e assolutamente contraddittorio. Ma al di là del quasi inevitabile pasticcio che combineremo noi, lo scenario si allarga e si approfondisce a vista d’occhio. Leggevo qui: “Il vento della democrazia può cambiare la percezione che abbiamo dei musulmani”. Io pensavo qualcosa di vagamente analogo, ma in chiave persino più ambiziosa. Sembrerebbe che il sistema scricchioli, che a tratti ceda. Ora, essendo cinici, si potrebbe dire che rapidamente la struttura di ingiustizia reagirà e troverà il modo di riassorbire le piccole perdite per ricalibrarsi in un sistema magari diverso, ma analogo. Ma vogliamo sognare? Sarà pure l’ora di cominciare. Vogliamo immaginare che il Nord Africa si porti dietro molti altri Paesi africani e riesca a scardinare la dinamica dello stato/i occidentale/i che supporta/no regime antidemocratico accampando scuse più o meno nobili (la laicità, lo sviluppo, il progresso, gli aiuti umanitari)? A quel punto non ci sarebbero più musulmani e cristiani. Sarebbero (oltre che sognatori, siamo pure ingenui) oppressi contro oppressori. Sarebbe rimettere in discussione sistemi geopolitici, ma soprattutto economici. Sarebbe ripensare alla radice tutti i rapporti di potere. Già vi vedo scuotere la testa. Le rivoluzioni non sono mai una cosa romantica, lo so anche io. Alla fine, gira gira, a vincere sono sempre i soliti, magari sotto mentite spoglie. O forse si finirà col perdere tutti quanti, chi può dirlo. Però sapete che c’è? Il cinismo, oltre una certa soglia, dovrebbe essere proibito per legge. Nuoce gravemente alla salute e, in particolar modo, alla voglia di fare. Noi brillanti e profondi analisti non riteniamo valga la pena nemmeno formularli, certi pensieri. Sospiriamo, argomentiamo. E infatti siamo al punto in cui siamo, come Paese. Ovvero molto in basso.

9 thoughts on “Il cinismo nuove gravemente alla salute”

  1. Ciao Chiara,
    so che sei un'esperta delle culture di cui in questi giorni si parla molto. Cosa ne pensi di ciò che si legge in giro? in particolare:

    Marcello Foa (ma non è l'unico) sostiene che dietro ci sia lo zampino dell'occidente.
    http://blog.ilgiornale.it/foa/2011/02/22/tocca-alla-libia-ecco-perche-e-a-chi-conviene/
    http://it.ejo.ch/?p=3608
    http://it.ejo.ch/?p=3601

    Azione, un settimanale ticinese, ha pubblicato diversi articoli tra cui
    http://epaper.azione.ch/ee/azion/_main_/2011/02/14/027/
    in cui si parla di Aflaq e del panarabismo laico.

    Grazier,
    Marco.

  2. Caro Marco, dell'articolo di Azione non dico nulla, perché non riesco a leggerlo 🙂
    Sullo zampino americano, mi pare possibilissimo. Ma non credo che un tentativo di gestire a proprio vantaggio una situazione nota infici completamente la spontaneità del fenomeno. Cerco di spiegarmi meglio. Probabilmente qualcosa sarebbe successa comunque, come infatti è successa in Libia su cui si ipotizza un "pilotamento" minore o nullo. Gli Stati più avveduti di noi sulla politica internazionale (tutti, praticamente) si attivano per prevenire o reagire tempestivamente ai cambiamenti di scenario. Ma ciò non significa che questi cambiamenti siano "finti", "artificiosi", etc. Credo che la lettura approfondita di questo momento storico sia complessa e che evidentemente, tra le componenti in gioco, ci siano anche gli interessi delle potenze straniere nella regione.

  3. Grazie, risposta e lettura interessanti. Mi spiace che non riesci a leggere l'articolo. Dà qualche errore?

  4. Grazie, Marco. Si tratta certamente di un articolo interessante, che dà informazioni utili. Da un certo punto di vista lo trovo un po' schematico: non è ben spiegato perché per gli stati arabi le alternative dovrebbero limitarsi alla dittatura laica versus fondamentalismo. E' vero che finora è stato così, ma le cose stanno prendendo una piega nuova, ad esempio in Turchia, dove anche il kemalismo sta prendendo qualche botta dal successo crescente dell'Ak Parti di Erdogan. Ma l'articolo contiene precisazioni non ovvie, che è giusto fare.

  5. Grazie, è una cultura, anzi un insieme di culture, antico e complesso ed è veramente difficile orientarsi in mezzo a tutti quanti ne parlano.

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