Serate yiddisch

La sera ho iniziato a leggere a Meryem favole prese da un libro intitolato "Mazel Tov. 178 favolette yiddish". Sono per lo più cruente e spaventose, ma lei di solito si addormenta prima che il principe serpente strangoli ad una ad una tutte le sue promesse spose, quindi funziona benissimo. Oggi però sono incappata in una sezione che mi ha fatto talmente scompisciare dalle risate da essere assolutamente inadatta al clima soffuso dell'addormentamento della Guerrigliera. Però vorrei condividere qualche perla con voi. Si tratta di storielle che hanno come protagonisti gli abitanti di un villaggio chiamato Khelm. In una si spiega che una volta il nuovo lettore della Torà arrivato a Khelm invece di leggere "Breyshes, boro elohim es hashomaim", cioè "In principio, Dio creò il cielo", lesse "Breyshes, boro elohim es hashoytim", ovvero "In principio, Dio creò gli sciocchi". Da allora, i khelmiti sono sciocchi.

Facciamo un esempio, tra quelle più brevi:

Accadde una volta che i khelmiti si costruissero una meridiana. Ma ci fu un acquazone e la inzuppò. Così i khelmiti costruirono una tettoia sulla meridiana per proteggerla dall'acqua.

Oppure: Una volta un forestiero arrivò a Khelm e si ammalò. Aveva bisogno di andare all'ospedale, ma era inverno e i khelmiti, che amavano con tutto il cuore il candore della neve, non volevano che lo sciupasse con le sue orme. Così si riunirono in assemblea per risolvere il problema. Alla fine trovarono la soluzione: misero il malato su una tavola e in quattro lo trasportarono all'ospedale.

Sarà che sono esasperata da una giornata infinita chiusa in casa con la bambina senza poter scambiare parola con un adulto e che quindi mi basta poco, ma a me fanno proprio ridere, ecco!

6 thoughts on “Serate yiddisch”

  1. Ciao Chiara,
    se ti può far sentire meno sola, hanno divertito moltissimo anche me!
    Adoro la letteratura yiddish (una volta provai anche a seguire il corso all'Università, ma era frequentato da solo cinque persone e fui subito individuata come corpo estraneo sommamente ignorante e rinunciai…), mi piacerebbe avere il riferimento bibliografico per andarmi a cercare il libro. E' possibile? grazie e buona lettura!
    Anna

  2. Adoro l'umorismo yiddish! E credo che Meryem possa apprezzare un libro che è piaciuto moltissimo a tutta la mia famiglia, "Il gatto del rabbino" di Joann Sfar (ed. Rizzoli – è una raccolta di diverse storie che erano già state pubblicate da Kappa). Ci sono passaggi anche ostici, ma i bambini ne sono incantati. Adesso vorremmo attaccare la seconda raccolta, che smentisce il karma dei seguiti ed è bellissima anche lei.

  3. Grazie per il riferimento e anche a Lanterna per l'ulteriore consiglio. Non resta che ritagliarmi un po' di tempo per una "puntata" in biblioteca e/o libreria !
    Anna

  4. Ah ah ah
    Bhe di libri Yiddish ne ho letti tanti, ma i migliori sono quelli di Singer (Isaac Bashevis) per bambini, tra cui parla anche di Chelm, la città degli sciocci, alcune sono davvero da scompisciarsi dal ridere sia da bambina che ora quando li rileggo 🙂
    (Storie per bambini, in 2 volumi, Mondadori 1995-1996)

    Daniela
    http://www.ilcoltellodibanjas.blogspot.com

  5. Grazie a Chiara e Daniela per questi suggerimenti ulteriori. Questo post potrebbe ormai intitolarsi: Letture yiddish per bambini e madri bisognose di riderci su…

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