Un ragionevole pareggio

Tornata dalla Svezia ho trovato in ufficio un pacchetto della Universal che conteneva ben 3 dvd e… una pantegana rosa. Cioè, probabilmente si tratta di un criceto, ma dovete scusarmi, Zhu Zhu Pets ancora non l’abbiamo guardato. Il sorcio ha avuto un grandissimo successo e imperversa su tutte le superfici di casa mia. Ai dvd abbiamo iniziato a dedicarci ieri sera.
Qui è sorta una controversia tra me e Meryem. Io tifavo spudoratamente per “La squadra di soccorso di Diego”. Lei, data un’occhiata all’immagine di copertina, ha dichiarato: “Ma è bruttissimo”. L’occhietto della Guerrigliera era infatti attirato dall’abbacinte rosa di “Barbie. L’accademia per principesse”. Ma io ho tenuto duro, usando l’argomento del tempo a disposizione. Prima di dormire potevano entrarci un paio di episodi, ho spiegato a mia figlia, ma non un film intero. “Ma io voglio un cartone da femmine”, ha brontolato ancora lei. Ci sono anche soccorritrici di animali femmine, le ho fatto notare. “Voglio un cartone di SOLE femmine!”. Eh, no. Il femminismo deteriore sul mio divano Ikea non è ammesso. Meryem frattanto già iniziava a ricredersi, alla vista dei primi cuccioli.
L’esperienza è stata positiva. Ho trovato il cartone, pur non brillantissimo come ritmo, comunque adatto all’età di Meryem (4 anni e mezzo) e pieno di notizie interessanti. Dopo un po’ lei interagiva eccome. Correva su e giù dal divano allo schermo, indicando con il ditino le risposte giuste alle domande “di verifica”. Stamattina non solo ha voluto guardare i due episodi che restavano, ma ha anche voluto rivedere il primo e ripassare tutti gli animali che erano stati tratti in salvo,dall’ornitorinco alle raganelle dagli occhi rossi. Insomma, si è divertita molto. A un certo punto mi ha chiesto perplessa perché i protagonisti parlino un po’ in italiano e un po’ in inglese, ma si è fatta comunque coinvolgere e ripeteva anche i numeri in lingua, non senza una certa fierezza. Io posso solo osservare che come pronuncia Manny Tuttofare mi pare meglio, ma sono piccolezze.
Però oggi ho dovuto, per giustizia, affrontare i miei pregiudizi, nella persona di Barbie/Blair. Meryem aspettava con ansia e io, in fondo, sono aperta alle novità. Ho scricchiolato più volte durante la visione della prevedibile versione modernizzata di Cenerentola, con colpo di scena finale. Non mi piaceva molto la situazione di disagio della protagonista finita per caso (una vincita a una lotteria) in una accademia di snob in cui le viene fatta pesare la sua diversità. Meryem stessa, dopo poche scene, ha commentato che sperava che Blair tornasse a fare la cameriera, perché “lei è timida”. Tuttavia, sebbene io soffrissi un po’, Meryem ha seguito attentamente fino alla fine. Mi verrebbe da dire che lo ha fatto con meno entusiasmo del cartone precedente, ma non sarei onesta: Barbie è un film, non deve essere interattivo. Insomma, a lei è piaciuto e alla fine neanche io posso parlarne troppo male: nonostante le apparenze, i messaggi sono ineccepibili, dal punto di vista educativo. Nessuno può farti sentire inferiore, c’è una principessa in ciascuna di noi, etc. Non mi ha conquistato, non l’avrei acquistato, ma si tratta meramente dei miei gusti personali.
Ho cercato fino all’ultimo, un po’ meschinamente, di vincere e oggi ho chiesto a Meryem, a freddo, quale dei due dvd le fosse piaciuto di più. “Tutti è due”, ha risposto salomonica la Guerrigliera. “Del primo mi sono piaciuti i cuccioli e il modo in cui li salvavano. Erano proprio bravi!”, ha poi precisato. “Del secondo… la mamma che ballava bene!” ???? Quale mamma? Boh. Forse mi ero appisolata un momento. “Ma sì, poi è diventata principessa lei, la cameriera. E tutto è andato bene”. Già. Vissero felici e contenti. Ballando una musica disco davvero terribile, se mi consentite un’ultima frecciatina. Vi prego, le principesse continuate a farle ballare il valzer, preferibilmente di Strauss. Ho un’età, io.

1 thought on “Un ragionevole pareggio”

  1. i bambini hanno bisogno di trovare qualcosa che li aiuti a confermare la loro differenza di genere. Pensavo che mia figlia, nata tre anni dopo un primogenito maschio, sarebbe stata un maschiaccio di prima categoria, invece, nonostante, per fortuna, non sia maliziosa e tutta sorrisini e ammiccamenti come certe sue coetanee, è molto femminile, in maniera del tutto equilibrata. La sua mamma, la sottoscritta,invece, si è lasciata contagiare dalla femminilità della sua bimbetta e ora apprezza colori, tipo il rosa, che snobbava da anni, direi da sempre :-)) e adora "fare cose da femmine" con la propria piccina

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