Aspettative

Leggo questo post di Barbara e ripenso alla riunione di ieri con maestre e genitori della classe di Meryem. C’è stato un momento preciso in cui, seduta su quelle sedioline inadeguate al mio sedere, qualcosa ha fatto click nella mia testa. Mi sono resa conto che mi sono affannata inultilmente a cercare occasioni per parlare con queste maestre. Non hanno niente da dire. Non parliamo la stessa lingua. Non è per malafede o cattiva volontà, ma proprio non possono capire cosa io vorrei da loro. Ora mi accuserete di essere snob e classista, e magari avete anche ragione, chissà. Ma in due ore e mezza di riunione l’unico commento che sono stata in grado di estorcere su Meryem è che “è tanto dolce”, anzi “è tanto doRce”.

Ho studiato di nuovo, con calma, la fauna generale, inclusi alcuni genitori che fortunatamente perderemo per strada il prossimo anno. Ho esaminato quelli dei pochi bambini che resteranno e mi sono parsi, nella loro minoranza numerica, anche più promettenti. E’ giunto il momento di rivedere seriamente le mie aspettative. Continuo a confidare nelle attività generali della scuola (musica, drammatizzazione, psicomotricità, uscite varie), che sono di livello medio-buono. Per il resto, trattengo il fiato. Manca un solo anno, speriamo che non sorga nessun problema, perché in quella classe non c’è nessuno in grado di gestirlo, o anche solo di accorgersene. Credo che farò un fioretto a Santa Pupa, nota patrona romana della buona sorte.

8 thoughts on “Aspettative”

  1. Io mi sono sentita così nei primi 2 anni della materna di Amelia. Non che negli anni successivi le maestre (sue e di Ettore) mi siano andate completamente a genio, ma mi sembravano almeno empatiche. Magari ignoranti, magari di mentalità diversa dalla mia, ma sinceramente affezionate ai bambini e al loro lavoro (ancora me ne ricordo una che si è abbracciata i bambini dopo le vacanze di Natale, perché le erano mancati – ed era sincera, l’ho vista con questi occhi).
    Ti abbraccio con solidarietà!

  2. Arrivo ora da 40 minuti di chiacchiere a cuore aperto nel parcheggio gelido e ventoso davanti alla scuola. Tocca n effetti appellarsi a Santa Pupa e cominciare ad incazzarsi subito, ma nel tuo caso direi: fai passare quest’ anno, che di occasioni per doverti incazzare e importi non te ne manchertanno dalle elementari in su. Per fortuna poi vanno all’ università e alcune cose si risolvono da se (si, sono snob. La differenza al mondo è tra genitori che si fanno il culo per capire e indirizzare i figli anche quando sarebe più facile far correre, e quelli che no fanno un tubo, anzi, fnano danno, ma vivono senza ulcera tanto un esterno a cui dare la colpa si trova semre)

  3. sono anni che mi sento fuori luogo nelle riunioni di classe e nei colloqui personali … ma ho il terrore di confessare a me stessa che sono un po’ classista e un po’ snob, ho deciso di ridurre le occasioni di stress e inviare il mio pacato, riflessivo e razionale marito alla riunioni. E’ tornato l’ultima volta fuori di se. e questo mi è bastato per sentirmi un po’ meglio.

  4. Io ho avuto una pessima esperienza alla materna e una, per il momento (ma non mi sbilancio) davvero molto buona, alle elementari. Quindi, non disperare. Comunque, e purtroppo, non so se l’hai capito, almeno nel pubblico, si va a culo, scusa il francesismo.

  5. doRce non si può sentire!
    detto questo, Francesco inizierà le elementari il prossimo anno. e io son già qui con le paranoie.
    l’ esperienza dell’ asilo è stata molto buona.
    invece alla scuola elementare, alla prima riunione, non siamo andati oltre alla parola “tagli” – inteso come tagli alle spese – e già non lo trovo carino e propositivo. i tagli ci sono stati, è risaputo. ma vogliamo fare qualcosa per superare il problema? tipo: insegnare? senza pensare al fatto che non ci sono soldi per quella tal cosa extra, ecc ecc?
    le altre mamme alla riunione chiedevano solo a che ora finiva la scuola, quanti compiti davano (quanti compiti davanooo???) e altre cose di questo tipo.
    per questo – manco a dirlo – non ti dico come mi sono sentita.
    alla prima riunione io mi aspettavo che le maestre prendessero un po’ di confidenza con i loro futuri alunni. avrei voluto che li portassero in classe e mostrassero loro le cartine geografiche appese, che li coinvolgessero parlando un po’ di quello che faranno, di quanto impareranno. invece ci hanno solo smontato. nessun proposito, incentivo, speranza.
    non so, secondo me prima bisogna pensare a fare bene il proprio lavoro di base. poi, se non ci sono i soldi per il libro extra, credo (spero!) che tutti i genitori si accordino per comprarlo di tasca loro. e se qualcuno non può, si fa la colletta.
    voglio dire: mi ha dato fastidio questa cosa perché mi è sembrato un mettere le mani avanti come per dire: “se tuo figlio non imparerà nulla, è perché a scuola non ci sono i soldi per la mensa”
    il che mi sembra leggermente una presa in giro.
    in bocca al lupo, cara.
    viviamo di speranze…
    paola

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