Parliamone

Aderisco volentieri al blogging day per chiedere la liberazione di Rossella Urru. Non conosco personalmente Rossella, anche se mi sarebbe potuto capitare di conoscerla. Abbiamo la stessa età Ha dieci anni meno di me (stamattina ero in preda a un attacco di ottimismo anagrafico…), ma abbiamo certamente alcuni interessi in comune. Abbiamo certamente in comune almeno un amico. Non sono tanti, in Italia, quelli a cui interessano rifugiati, profughi, popoli senza voce e assenti dai nostri giornali.

E’ strana l’informazione nel nostro Paese. Si spendono tante parole su argomenti futili, addirittura imbarazzanti. Pochi in Italia ignorano la questione della farfallina di Belen, pur senza avere davvero inteso documentarsi sulla cosa. Altri argomenti fanno rapide, rapidissime comparse nei media, oppure non ci arrivano affatto. La condanna della corte di Strasburgo nei confronti dell’Italia per i respingimenti in Libia. Quello che sta avvenendo in Mali, in Costa d’Avorio, in Congo. La tragedia somala. E anche il popolo sahrawi, per cui lavorava Rossella Urru. Ci dicono che questi temi non interessano il pubblico. Sono cose distanti, difficili. Meglio parlare dei vestiti della notte degli Oscar. Io credo che si debba anche parlare dei vestiti della notte degli Oscar, credo che non ci sia nulla di male a vedere il Festival di Sanremo. Ma il pubblico sono anche io e tante persone che conosco a cui non sta bene di essere tenuti all’oscuro di tutto ciò che avviene nel mondo, anche quando ci riguarda eccome. Non ci piace vedere Vespa che fa plastici per mesi su fatti di cronaca in cui la morbosità prevale di gran lunga sulla rilevanza e non riuscire ad avere una copertura decente nemmeno sui principali eventi di politica internazionale.

Oggi ricordiamo Rossella e ci uniamo al coro di quelli che chiedono che si faccia di più per la sua liberazione. Ma Rossella non si offenderà se io aggiungo anche una mia personale protesta contro i criteri arroganti e superficiali con cui si decide cosa fa notizia e cosa no. Vogliamo un informazione, almeno quella pubblica, che ci renda meno provinciali e ignoranti, che ci aiuti a capire di più del mondo e delle situazioni. Anche e soprattutto quando si tratta di questioni complesse, difficili, problematiche. Vogliamo rispetto, rappresentatività, impegno, trasparenza. Se ci fossero, non dovrebbero essere i blogger a chiedere di parlare di una giovane donna sparita in un Paese che non c’è.

4 pensieri riguardo “Parliamone”

  1. Proprio stamattina mi facevo la stessa riflessione, sui media italiani e ciò che fa notizia, rispetto a ciò su cui ci si può informare sui notiziari stranieri! Se mi limitassi a guardare i tg italiani (che sia Rai2, Canale 5 oppure la 7) rimarrei allo scuro di quello che di importante succede nel mondo!
    Bella riflessione Chiara e un grido che, spero, potrà essere sentito al di fuori della bloggosfera!

    1. Perché vogliamo degli eroi? Non capisco bene in che senso. Io tutto sommato degli eroi farei volentieri a meno. Mi basterebbe avere più cittadini onesti, responsabili e seriamente impegnati per la giustizia.

      1. A me gli eroi servono, per capire che le cose grandi possono essere fatte. Però i miei eroi preferiti sono quelli che vedo tutti i giorni, quelli che non gridano e lavorano sodo.

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