Un momento di transizione

Lo è per Isabel, che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare da tanti anni. Vorrei che lo fosse anche per me, perché sempre più spesso mi manca l’aria (e non c’entrano Caronte e Minosse). Questo video, realizzato da Famiglia Cristiana nel mio ufficio, stamattina mi commuove più del normale. Ci vedo dentro riflesse tante altre storie che ho incrociato in questi anni e, come in un caleidoscopio, anche la mia.

A volte mi chiedo cosa sarebbe cambiato se, tanti anni fa, avessi avuto l’assegno di ricerca che tutti si aspettavano che ottenessi. Se il mio ex marito avesse potuto firmare il prestigioso contratto di lavoro su cui contava quando ci siamo sposati. Se fossi partita per un viaggio a Vienna, anch’esso remoto nel tempo, a cui magari, chissà, potevano seguire molti altri eventi. So che sono domande oziose. Che l’esito di ciascuno di questi bivi (e dei tanti altri, nella vita di tutti noi) è stato determinato da un mix di mie valutazioni, di scelte altrui, di destino, forse di Provvidenza. Che dunque non è davvero il caso di concentrarsi sui treni passati, sulle occasioni perse, sui percorsi che magari si sarebbero rivelati vicoli ciechi.

Una cosa è molto probabile: storie come questa non sarebbero state parte della mia quotidianità. Nel bene e nel male, ho spalancato la mia vita alle assurdità e alle meraviglie del mondo. Per questo, condividendo con voi questo video, voglio ricordare a me stessa che non me ne pento.

3 thoughts on “Un momento di transizione”

  1. Non ho visto il video perché queste cose mi mettono una tristezza infinita. Ho letto il titolo però e ho capito l’argomento. Io sono sempre stata convinta che si è già fortunati a nascere in un luogo piuttosto che in un altro, pertanto solo per quello mi considero una privilegiata. Vivendo in Eritrea per tre anni questa convinzione mi si è rafforzata ancora di più.

    1. Però magari un giorno questo video guardatelo, Raffaella. Non è lacrimevole. Certo che nascere in un luogo o in un altro cambia tutto. Ma è bello anche vedere che certe volte, con tanta fatica, il destino si può cambiare.

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