Facciamo che…

Avete presente quei giochi di simulazione dei bambini tutti coniugati all’imperfetto? “Facciamo che io ero la maestra e che tu eri la mamma….”. Certe volte, quando cerco di spiegare l’irrazionalità delle misure europee di queste settimane la tentazione è di provare a illustrare così, in parole facili facili.

Facciamo che dobbiamo attraversare un grosso fiume e siamo tanti. Le barche più vicine alla riva sono piccole e un po’ malandate. Se le si attraversa a balzelloni, si può arrivare in altre tre o quattro barche dall’aria decisamente più comoda. Però così è un casino. Tutti saltano, spingono e si rischia di finire tutti in acqua. Tra l’altro, qualche decina di metri più in là, ci sono attraccate un’altra decina di barche, alcune più belle, altre un po’ meno attraenti, ma comunque barche.

Chi volesse prendere in mano la cosa e evitare incidenti arriverebbe alla logica conclusione che la gente va distribuita tra le barche disponibili ordinatamente, in ragione della loro capienza.

I proprietari delle barche decidono di procedere così: si decide di trasferire nelle altre barche un certo numero di persone che vanno traghettate.  Ma non le prime che capitano, in ordine di arrivo. No, si decide di scegliere solo passeggeri con alcuni specifici requisiti (diciamo tutti quelli più alti di 1 m e 75).

Nascono così diversi problemi pratici:

  1. Queste persone vanno trovate, via via che arrivano, perché non sono già sulle barchette vicine alla riva.
  2. Quando arriva va spiegato a loro, ma specialmente agli altri, che devono smettere di saltare e aspettare che li si trasferisca.
  3. Il numero stabilito non è comunque sufficiente a dividere equamente il carico tra le barche: la gente continua ad arrivare e non tutti sono così alti, anzi.
  4. In attesa di effettuare questa macchinosa distinzione di gruppi, tutti dovrebbero restare fermi sulle barchette vicino alla riva. Tutti. Guai a chi salta.

L’unica cosa certa e prevedibile quindi è che le barche vicino alla riva prima o poi affonderanno e un sacco di gente sarà portata via dalla corrente. E intanto i proprietari delle altre barche continuano a congratularsi l’uno con l’altro per la magnifica idea che hanno avuto per gestire la situazione.

1 thought on “Facciamo che…”

  1. Padroneggi davvero un argomento solo quando riesci a spiegarlo con parole che comprenderebbe anche un bambino.
    Ecco perché mi fido ciecamente di te sul tema rifugiati.

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