Contraddizioni

Da bambina quando andavo a letto e chiudevo gli occhi mi pareva che sotto le palpebre si formasse una specie di mostro di forme confuse. Ne avevo paura, ma allo stesso tempo sapevo perfettamente che non esisteva davvero e quindi mi sarei vergognata di confessare che il cuore mi batteva pazzamente. Non ho mai detto a nessuno, fino ad oggi, che prima di addormentarmi ogni tanto dovevo stare un po’ con gli occhi aperti per tranquillizzarmi e alla fine dormire sul serio. Non era da me, da quella bambina matura e intelligente che sono sempre stata.

Lo stesso vale qualche volta, da adulta, per le fantasticherie piacevoli. So che non hanno consistenza né fondatezza. Arriva il momento in cui si rivelano per il nulla che sono. Ma mi hanno fatto sorridere per 48 ore e mi hanno fatto tornare la voglia di guardarmi una commediola su Netflix. Più che essere delusa e prendermela con me stessa per la mia fantasia eccessiva, mi ritrovo in testa un retrogusto di gratitudine, proprio come decenni fa un’ombra di terrore mi accompagnava il sonno.

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