Oggi ho in programma una spedizione in ufficio, nel pomeriggio, tempo e Meryem permettendo. C’è la presentazione dei progetti nelle scuole e anche se sono ovviamente ancora in maternità, mi farebbe piacere farci un’affacciata. Io sono responsabile di questo progetto, il cui raggio d’azione da quest’anno dovrebbe espandersi dal solo Lazio ad altre due regioni d’Italia (almeno). Tra poco tra l’altro ci sarà la premiazione del concorso letterario "La scrittura non va in esilio", su cui Giovanni Maria Bellu ha scritto un pezzo su Repubblica un paio di giorni fa. Insomma, i progetti nelle scuole – che pure portiamo avanti con scarsissimi mezzi e un po’ di fatica – sono forse la maggiore soddisfazione del nostro lavoro attuale. Quindi, sebbene mi senta un po’ stupida a interessarmi del lavoro in questo momento (forse lo sono, pensandoci), io e Meryem vedremo di esserci, oggi, ad incontrare professori e "testimoni".

Aggiornamento. Sono proprio rincoglionita, la riunione era ieri. Vabbè, pazienza. Del resto, pioveva…

Ho deciso di non barare troppo nel mio apprendimento di nuove parole turche, cercando di non vivere troppo di rendita con quelle che già so. Cerco dunque di prendere nota di vocaboli nuovi dai titoli dei telegiornali (i tg turchi fanno un abbondante uso di titoli, titoletti e sottotitoli, in che mi facilita non poco). Le parole di oggi sono: veleno, carne, casa/sposato (sono due parole correlate, contano una), panorama, felice, attento, calmo, arrendersi, incubo, fratello/sorella (idem come sopra). Aggiungo le 5 W del giornalismo, che nella versione turca diventano 5 N e 1 K: cosa, dove, perché (causale), perché (finale), come e chi. Da notare che del quando sembra non fregargliene granché. Però pensandoci io comunque lo so dire! Sono soddisfazioni…

2 pensieri riguardo “”

  1. Beh, se proprio proprio fossi a corto di idee per le tue lezioni di lessico, puoi sempre cercare le parole di qualche canzone di Tarkan in rete… oddio, temo però che in quel caso il vocabolario sia limitato a cuore/amore 😉

  2. Scherzi? La prima estate che ho passato in Turchia impazzava il primo successo di Tarkan, Hepsi senin mi? “E’ tutta roba tua?”, con fine riferimento alle misure della scollatura. Una frase utilissima, se stai cercando di rimorchiare una donna per strada!

Scrivi una risposta a belqisbis Cancella risposta