Reality, giorno uno

Reality, giorno uno. Come da regolamento, i nostri protagonisti sono stati brutalmente separati. Tutto secondo copione, compresa la litigata della sera prima che ha rovinato irrimediabilmente gli ultimi scampoli di tempo insieme. Mentre i partenti sono a Fiumicino, incerti se pagare 250 euro di sovrattassa o buttare una delle tre valigie nel cestino più vicino, la nostra protagonista è nel suo sotterraneo a lavorare.

Ostacoli di oggi: bambina raffreddata da far guarire in giornata nonostante le intenzioni della tata di portarla al parco a correre al vento; riunione strategica con inizio presunto alle 16.30 dall’altro capo della città, che renderà impossibile il rientro canonico della sottoscritta alle 18; necessità impellente di chiudere o quasi un orrendo progetto che sto scrivendo e di non ammazzare alcun collega prima di averlo concluso. Imprevisti e possibilità: cacarella della protagonista. A proposito: la guarnizione dello sciacquone mi sta abbandonando e ad ogni scarico dal mio bagno proviene un’inquietante serie di barriti. Forse i vicini chiameranno il pronto intervento del Bioparco.

7 thoughts on “Reality, giorno uno”

  1. Un pat pat sulla spalla di incoraggiamento, e in bocca al lupo. Se in preda alla disperazione vorrai scappare, un posto letto per tutte e due io ce l’ho e vi posso dare asilo! 🙂
    Usi l’omeopatia per la bimba?

  2. Wow! questo reality è meglio dell’isola. Devo rilevare che la protagonista, ancorché funestata da un pachiderma nel bagno di casa, ha avuto la lucidità per prodursi in una mail di alto profilo scientifico (a proposito, ci lavoro un po’ domani), quindi direi che le cose non vanno ancora così male ….
    In caso di repentini peggioramenti suggerirei l’uso (o volendo anche l’abuso) della friggitrice nuova fiammante, peraltro battezzata ad arancine e calamaro fritto.
    Un abbraccio di incoraggiamento dalle coste sicule.
    agyrtes

  3. Senti un po’, passo alla domanda provocatoria vetero femminista. Se tu facessi la stessa cosa, per motivi x y, che si suppongono ragionevoli e lo lasciassi a casa con la pupa e il compleanno imminiente, con un biglietto di sola andata, così, in autodecisione?

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