Pensate a una persona che vive e lavora in Italia da 30 anni. Presente sul territorio da molto più tempo di mio nipote Flavio, che in questi giorni fa la maturità. Ibrahim Ghazi, anzi, può vantare pochi anni in Italia meno di me. Si può anche osservare che, essendo arrivato qui da adulto, la sua presenza trentennale è sempre stata consapevole e produttiva. Quest’uomo ha molto di cui essere orgoglioso, a quanto ne so. Ha dei figli (se non erro tre), che hanno studiato con ottimi risultati in questo Paese e che sono (non solo si sentono) italiani. Ho avuto il privilegio di conoscere sua moglie, una vera signora di altri tempi, elegante e allo stesso tempo modesta. Una delle loro figlie è una scrittrice che trasuda talento da tutti i pori e a 22 anni ha già pubblicato tre libri. Si chiama Randa Ghazi e certamente sentiremo ancora parlare di lei. Speriamo in Italia. Già, perché dopo quello che è successo , se tutta la famiglia Ghazi decidesse di snobbare per sempre questo Paese meschino, arrogante e barbaro, non mi sentirei di dar loro torto. Ma mi auguro, per il nostro bene, che scelgano di restare qui.

Mi vergogno profondamente di questo Paese. Mi sembra veramente che non ci sia più limite. Che ci siamo assuefatti a qualunque paradosso o assurdità. Leggetevi il bell’articolo di Lerner sul Venerdì di Repubblica di oggi. Fa parte del ricco dossier che un giorno qualcuno consulterà incredulo, chiedendosi come mai, se c’era in giro tanta consapevolezza, la storia è andata come sarà andata.

3 pensieri riguardo “”

  1. Sono spaventata e mi prende una rabbia triste di fronte a questi fatti. Ogni cosa che viene in mente di dire sembra sciocca. Ma oggi ho incontrato dei versi di Montale:
    Voi, mie parole, tradite invano il morso / secreto, il vento che nel cuore soffia. / La più vera ragione è di chi tace. / Il canto che singhiozza è un canto di pace.
    (Ossi di Seppia)
    Elisabetta

  2. non so’ se essere indignata o arrabbiata…io lavoro nel ramo dei trasporti e tutte le cooperative con le quali collaboriamo sono composte da rumeni principalmene e persone dal nord africa. ok ci saranno persone che rubano dei pacchi o creano casini, ma ci sono anche persone valide e competenti!!! con questo voglio dire, che bisogna stare attenti a giudicare, stiamo andando incontro a una xenofobia assurda e per colpa di chi??? di una lega nord che urla che gli extracomunitari rubano il posto agli italiani??? voglio vedere quanti ragazzi usciti dall’università hanno intenzione di alzare pacchi da 30kg o più, o farsi km sopra un muletto per spostare bancali, o meglio ancora, alzarsi alle 5 del mattino per aprire i magazzini!!!

  3. Sono seriamente preoccupata. Tanto più che io non riesco a rendermi conto dei motivi che scatenano questi episodi: vivo in una cascina dove lavorano indiani, rumeni, pakistani e altri stranieri di cui non so la nazionalità, ma nessuno si sogna di farne un problema.
    Nel senso: se si va d’accordo bene, ma se si litiga lo si fa perché hai fatto qualcosa che non va, non perché sei straniero o di un’altra religione.
    Perché, conoscendoci, vediamo la persona, non lo straniero.

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