Oggi ho azzardato assai: ho portato Meryem alla chiesa di rito greco, a una funzione durata un paio d'ore. Sono particolarmente affezionata alla messa del Sabato Santo alla Chiesa di S. Atanasio: lettura del libro di Giona (il mio libro biblico preferito), benedizione e lancio delle foglie di alloro, tanti canti che hanno accompagnato la mia infanzia (e non solo). Ci tenevo molto ad andare. L'anno scorso lei dormì serafica in passeggino tutto il tempo. Quest'anno, ovviamente, no. A pochi minuti dall'inizio già aveva rotto una corda di velluto appesa tra due colonnine, perché pretendeva di camminarci sopra tipo acrobata. A quel punto stavo per desistere e ho fatto per uscire. Ma uno dei seminaristi del coro mi ha inseguito e mi ha detto: "La lasci girare. Non c'è nessun problema, davvero". Gli sono stata infinitamente grata. Poi è andato tutto meglio. Certo, io sudavo freddo quando lei ha iniziato a trafficare con il Vangelo appoggiato sul bordo del sepolcro decorato di corone di fiori: mi sono immaginata tutti i possibili sacrileghi finali. Ma nessuno alla fine si è verificato. Abbiamo corso qua e là per la chiesa, ma dopo un po' si è dedicata a giochi più tranquilli e per un po' si è persino addormentata.

C'è un momento della liturgia bizantina in cui si dice (più o meno): "Di tutti voi e di tutti quelli che avete in mente, vivi e defunti, di tutti i cristiani si ricordi il Signore nel suo Regno". Oggi il celebrante (uno degli amici più intimi di mio padre, una persona che mi è cara fin dall'infanzia) ha fatto un'aggiunta: "… di tutti i cristiani, cattolici, ortodossi e protestanti…". E che sarà mai, direte voi. Beh, è una piccola cosa, ma non è affatto ovvia in quel contesto. Certo, ai musulmani non si arriverà mai. Ma un piccolo segnale di apertura di questi tempi è proprio necessario sottolinearlo.

In quella piccola chiesa, semivuota, c'erano molte persone che mi porto dietro da un'altra vita: uno dei sacerdoti l'ho conosciuto quando era un ragazzo, e io una bambina, nell'isola greca di Tinos, dove passavamo le vacanze estive tutti gli anni; più tardi, quando frequentavo la parrocchia, ci incontravamo al camposcuola estivo al lago del Turano. E tanti altri così. Quanti ricordi. La mia vita tende ad andare a salti. Ma ogni tanto qualcosa di antico torna fuori e si porta con sé un sentimento agrodolce di piacere e nostalgia (anche se non necessariamente tutti quegli anni lontani li rimpiangerei).

Chiara/Lanterna tempo fa ha scritto un post carino, immaginando di dialogare con la se stessa che sarebbe stata se non si fosse sposata e non avesse avuto figli. Oggi, provando a simulare la stessa cosa, credo che quella me stessa invidierebbe la me stessa attuale, ma sarebbe altrettanto da lei invidiata. Ora io tendo a ricordare solo la libertà, la possibilità di decidere senza progettare, l'improvvisazione, la leggerezza. Ma nella mia vita passata c'era anche tanta solitudine. Ricordo di essermi augurata, da ragazza, di spegnermi da sola, come una candela sotto una campana di vetro. Credo che la Chiara che sarei se la storia avesse preso un'altra piega forse avrebbe realizzato il sogno suo e di suo padre e sarebbe una ricercatrice (forse, chi può dirlo). Ma pagherebbe qualunque cosa per avere una figlia come Meryem e un compagno come Nizam. Non credo che considererebbe rilevanti gli affanni che sto vivendo ora.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...