Certe volte scalpito, anche più del dovuto. Questo  post della mia omonima mi trova in parte solidale, anche se la mia esperienza è stata molto diversa. Alzi la mano chi non ha pensato almeno una volta a che sollievo sarebbe rendere conto solo a se stessi. Anche un post sul tempo libero delle donne letto qui mi ha fatto pensare. Io avevo progettato di concedermi un corso di arabo una volta a settimana e prima ancora di cominciare ho rinunciato, senza lottare granché. Anche una trasferta di lavoro ha un lato indubbiamente riposante: non devo pensare ad altro che a me stessa (e qualcun altro fa la spesa e cucina per me). Quando coltivo questi pensieri per troppo tempo (e talora con un certo carico di rabbia, specialmente nel mezzo di un fine settimana di capricci di Meryem da gustarmi in totale solitudine) arrivo addirittura a pensare che io non avrei dovuto avere una figlia, che non sono il tipo. Che mi fa rabbia essere limitata.
Ragionando all'estremo, non sarei neanche il tipo che fa una vita di coppia, perché non ho le attitudini minime per mantenere decentemente una casa. Ma sono idiozie, e lo so bene. A cosa mi porterebbe scansare ogni fatica? Alla solitudine, che poi è la cosa che mi fa più paura al mondo, fin dall'infanzia.
Meryem è bellissima. Non è certo merito mio. Ma me la godo e vedo che cresce e, spero, me la potrò godere anche di più. Non è poi la fine del mondo starsene tranquilli. Lo facevo, con Nizam, molto prima che nascesse la bambina. Sono limitata? Probabile. Ma non sono sicura che sia un male. Mi spiego meglio: forse sono un po' limitata anche in quegli aspetti che non mi fanno onore. Non è che se uno rinuncia a qualcosa per forza il mondo ne avrà una grave perdita. Credo che il mondo sopravviva al fatto che non ballo più danze israeliane, specialmente in pubblico. E il mondo può certamente fare a meno dei miei capricci da adolescente pedante che, certo, non trovano molto spazio in una situazione come questa. Il che non vuol dire che non me li conceda, di tanto in tanto, anche in forme spettacolari. Ma lo so da sola che si tratta di idiozie e che, una volta sfogata ben bene, è opportuno riprendere il controllo (almeno quella parte che mi è dato di avere). 

5 thoughts on “”

  1. Ciao sono Chiara sono approdata al tuo blog da quello di mammafelice,mi piace confrontarmi e ascoltare le esperienze di altre mamme e il web è un'ottimo strumento,anch'io ho un blog di viaggi che ho iniziato a scrivere come una sorta di diario delle vacanze ,con consigli per tutte le mamme che si accingono a fare i miei stessi itinerari.http://viaggiareconibambini.blogspot.com/

  2. lo dicevo anche da chiara: io vorrei la liberta' di decidere, ma non da sola. non mi pesa quasi mai non avere la completa liberta' di azione, visto che ho un bimbo piccoo. pero' il mio e' anche un caso diverso: ogni due week-end va da suo padre e io ho due giorni liberi. beh, in quei due giorni riesco a fare molto, a leggere, a girare per i miei mercatini … pero' non mi sento libera: sono un' anima in pena. continuo a pensare a lui. e lo vorrei SEMPRE con me.chi ha il pane non ha i denti. e' un proverbio davvero triste, se ci pensi. pero' nella vita e' sempre cosi' … non lo pensi?paola

  3. Vedi? La differenza è quella: a me la solitudine non ha mai fatto paura, mi ci trovo a mio agio. Vantaggi dell'essere figlia unica, probabilmente.E sì, penso anche le stesse cose che pensi tu su quanto sono adatta a fare figli (poco) e a tenere bene una casa di più di 25 mq (per niente). Ma per me sono solo corollari, perché alla fine con la mia famiglia e la mia casa mi trovo bene.Non rimpiango veramente la me stessa di 7-10 anni fa, ma in periodi fisicamente sfigati come questo un po' di invulnerabilità mi farebbe bene 😉

  4. Io credo che ogni fase della vita abbia le proiprie peculiarità: quello che fai a 18 anni diventa stonato a 30. Nel senso che la tua vita è inevitabilmente diversa e tu sei diversa, certo ci si diverte ancora e si fanno mille cose anche a parità di condizioni familiari, ma chi agisce ancora come se avesse 18 anni rischia di diventare un po’ patetico. E poi….suvvia non è vero che non sei adatta alla coppia solo perché non sei una perfetta casalinga. Ad altre latitudini coppie felici vivono benissimo infischiandose della casa; io lo tengo sempre presente nei momenti di frustrazioni. Una cara amica irlandese una volta mi disse che noi italiani riusciamo a stressarci anche per le pulizie….

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