Pacifismo surreale

Sono 11 anni che faccio parte di un gruppo relativamente sparuto di cittadini che partecipa alle iniziative per la Giornata Mondiale del Rifugiato. Questo mio interesse coincide in parte con il mio lavoro, ma va evidentemente anche un po’ al di là dei miei “doveri” da contratto. Tuttavia con gli anni ho imparato he parlare spesso di questi temi non è un buon biglietto da visita nella vita sociale (anche virtuale), quindi spesso mi autocensuro e ci penso non due, ma dieci volte prima di affrontare l’argomento con chicchessia.

Però oggi, consentitemi, vorrei attirare la vostra attenzione su una dichiarazione del Ministro degli Interni Maroni, pubblicata su Repubblica: “Il problema sono i bombardamenti [in Libia] – premette Maroni – fino a quando continueranno le bombe continueranno le partenze e noi dovremo assistere i profughi, come stiamo facendo con l’aiuto delle Regioni”. Cioè, fatemi capire: il problema del bombardare una nazione si riduce al fatto che poi ci tocca assistere le vittime civili delle nostre prodezze? E poi, visto che parliamo della Libia, in realtà le persone che ne stanno arrivando in questo momento, non sono per lo più cittadini libici. Sono tutti quei rifugiati eritrei, somali, etiopi, etc  prigionieri in Libia perché noi italiano pagavamo perché così fosse. Persone che, assicura Maroni, potrebbero essere respinte in Libia fin d’ora: “Non ci sono rischi, verrebbero riaccolti dal governo provvisorio libico”. Certo, se non li bombardiamo pure noi è meglio, ma non è indispensabile smettere subito per sbarazzarci di loro. Ci potrebbero pensare gli stessi mezzi della NATO a fermare tutta questa gente che sta fuggendo (e che, in gran parte, perde la vita in un mare affollatissimo di uomini e mezzi, che però sono evidentemente impegnati a fare altro).

Dopo la performance del Ministro Brunetta di ieri, ho visto sollevarsi – almeno su quella rete popolata di gente che “non fa un c…”, per citare Stracquadanio – un bel po’ di indignazione. Ecco, qualcuno potrebbe indignarsi almeno un po’ anche per queste dichiarazioni, che offendono tutto di noi italiani, a partire dallo spirito e dalla lettera della Costituzione (per tacere della Convenzione di Ginevra, che compie 60n anni)?

5 pensieri riguardo “Pacifismo surreale”

  1. Non penso che aggiungerò molto a quello di cui, bene o male, molti hanno già preso coscienza, o hanno iniziato a farlo. Ma il silenzio è spesso un segno di indifferenza, e quindi, anche se scriverò cose banali e scontate, credo che abbia comunque senso farlo.

    Questo è un governo di persone che non vuole problemi. Governare è un pruriginoso effetto collaterale di cui ci si deve fare carico se si vuole evitare che qualcun altro governi al posto tuo. Questa è gente per cui governare significa dotarsi degli strumenti per risolvere i propri problemi in modo semplice ed efficace, ed è un privilegio che non può essere lasciato a nessun altro. In quest'ottica, che cos'è l'immigrato? Un fastidio. Se oggi bombardiamo la Libia è solo per non far brutta figura, per rimediare ad alcune brutte figure del passato. Purtroppo, però, la gente non resta a farsi ammazzare sotto le bombe, ma scappa. In più, se li bombardi, i libici non possono bloccare i profughi i quali, per definizione, scappano. Sono veloci questi profughi… mi sa che deve essere davvero difficile questo esame da profugo: un sacco di test psicoattitudinali, prove fisiche… solo i migliori diventano profughi! Ed è difficile fronteggiarli, ci fanno perdere un sacco di tempo, non possiamo più tenere le camionette dell'esercito in strada… e ci fanno perdere punti in campagna elettorale!!! Probabilmente, li addestrano i comunisti, per crearci problemi.

    E poi ci sono quelli che non sono riusciti a scappare e sono rimasti a casa…

  2. Hai perfettamente ragione, ma noi siamo pure quelli che alla faccia delle convenzioni in Eritrea usavamo il gas nervino. Abbiamo i ministri che la nostra mancata catarsi storica di ha riservto, evidentemente.

    Cavolo, non immaginavo che fossimo al punto che ti gurdano o giudicano male se parli della giornata del rifugiato, ma siamo proprio all' ammazzacaff`e, altro che frutta.

    Mammamsterdam

  3. Come sai, a me fa sempre piacere sentirti parlare di rifugiati. Proprio perché i media non ne parlano mai, se non in termini terroristici o pietistici. (Del resto, quando mai i media parlano correttamente di qualcosa: vedi persino la Gabanelli, che pareva seria ma quando ha parlato di Internet e FB ha fatto una gran cappellata)
    Ti prego, continua a parlarcene, ne abbiamo gran bisogno!

  4. Devo dirti da "nordica", nel senso di una che vive a Milano e quindi sente la vox populi, che quello che dice Maroni è veramente ininfluente.
    Non perchè il problema rifugìati non ci sia, ma perchè quello che lui dice non è il comune sentire delle persone che incontri per strada.
    Sono tutte uscite per non parlare della crisi di governo, dell'economia che ristagna, dei grossi problemi che l'Italia deve affrontare in altri campi.

    Purtroppo però è la politica internazionale (leggi i vari governi) che devono affrontare e risolvere strutturalembnte questo problema dei rifugiati e mi sembra che il nostro governo non abbia nè l'interesse nè la capacità morale e intellettuale. Poi l'Italia oggi internazionalmente vale come il due di picche.

    M di MS

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