Inculturazione

Mi è capitato di collaborare, per lavoro, con una donna che stimo molto. Si tratta di una persona molto esigente e sono particolarmente fiera del fatto che lei sia stata soddisfatta quanto me del lavoro fatto insieme e, addirittura, si conceda qualche volta qualche discorso non strettamente professionale, qualche osservazione personale, qualche ricordo e anche qualche battuta. Con lei tutte queste cose sono, pare, merce piuttosto rara con lei. Sono affascinata dalla sua disciplina, ad esempio. Ma allo stesso tempo mi intriga in lei una sorta di connubio felice tra razionalità e istinto, sia pur molto addomesticato. E anche, come nasconderlo, la complessità e stratificazione della sua cultura, che ha visto l'apporto importante di almeno tre Paesi diversissimi tra loro. Ieri condividevamo un'esperienza non particolarmente esaltante: un lungo workshop di dubbia utilità con interlocutori istituzionali. In una pausa, non so come, il discorso è caduto sulle diverse attitudini tra Estremo Oriente e Italia, anche (ma non solo) in ambito lavorativo. Io osservavo che trovo che lei talora sia sorprendentemente esplicita nei rapporti tra colleghi. La mia interlocutrice mi ribatteva che in Italia è necessario: se le cose non le sbatti in faccia in modo aperto, probabilmente nessuno prenderebbe in considerazione quello che dici. E poi, qui in Italia, nessuno si scompone troppo. Mi dice che in realtà lei stessa in Oriente, dove un lieve inarcarsi di sopracciglio è considerato un insulto grave, cura di essere più implicita di una sfinge. Poi, trascinata dai pensieri, aggiunge; "Sai, ancora non riesco del tutto a liberarmi da un riflesso condizionato curioso: ogni volta che, durante una riunione, qualcuno si alza per andare alla finestra, là per là io penso che voglia suicidarsi. Poi mi ricordo dove sono e realizzo che vuole solo prendere una boccata d'aria fresca". Ora, in un Paese in cui se qualcuno si suicida per questioni pubbliche abbiamo immediatamente il sospetto che sia stato eliminato da qualcuno, tanto ci è estraneo questo senso di onore, potete immaginare qualcosa di più esotico di un pensiero così?

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