Nostro, non di altri

La nostra prodiga padrona di casa ci stupisce ogni giorno con un dono nuovo. Oggi è stata la volta di un vino "che sembra un liquore, ma è un vino. Ed è nostro, non di altri". Stasera vi saprò dire se questa bevanda frizzante costretta a forza in una bottiglia di birra Ichnusa ha mantenuto le sue promesse. Il nostro accampamento consta di casa "nostra", che per mia figlia è "casa di zia Vittoria", perché l'anno scorso, arrivando, l'ha trovata qui, e la casa di rimpetto, dove sono sistemati mia sorella e la sua famiglia. La loro padrona di casa è la cugina della mia, la quale ne parla immancabilmente come "mia cugina che non è nemmeno sposata". Se tutto va bene, domenica godremo del super bonus: il figlio della signora ci porterà a fare una gita sulla sua barca "che ha due camere da letto e un divano, ma cucinare non si può". E, incredibile a dirsi, ci sarà anche Nizam. Si è comprato un biglietto e stasera si imbarca per raggiungersi (anche se,come al solito, fino all'ultimo momento mi ha fatto credere il contrario. Riuscendoci, ovviamente). La super escursione scioglierà sperabilmente il dilemma che si sarebbe posto: partecipare alla maratona "Lotzorai corre", a cui i miei nipoti insistevano per iscriversi, o optare per la degustazione di prosciutto sardo e vino Cannonau, seguito da balli sardi in costume? Si profilava una spaccatura nel gruppo, aggravata dalla clamorosa non islamicità di una delle due opzioni. Meglio, decisamente, andarsene per calette incontaminate.

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