Il contrappasso

Ho passato i miei primi anni da mamma cullandomi in poche, pochissime convinzioni. La prima era che non avrei mai ceduto all'attività extrascolastica prima delle elementari: che esagerazione! Troppo stress, inutile aggiungere movimento al moto perpetuo della Guerrigliera, ma dài, è ancora troppo piccola. La seconda convinzione era che avrei evitato con particolare cura le attività tipiche della mamma snob-radical-chic-fashon-intellettuale monteverdina tipica (per i non romani: Monteverde è il quartiere di Roma dove sono nata e continuo a vivere, grazioso ma funestato dal grottesco orgoglio monteverdino di una larga fetta dei suoi abitanti). Sul secondo punto avevo già rischiato lo scivolone, con l'iscrizione all'asilo super mega galattico che non mi sarei mai potuta permettere. Ma i figli so' pezzi de core e non me l'avevano presa alla scuola comunale. Per fortuna le circostanze mi hanno fatto rapidamente rinsavire. 

Il primo cedimento l'ho avuto con il pattinaggio. Domani la iscrivo, lei dopo una lezione pare entusiasta, la giovane allenatrice mi ha incoraggiato il giusto e poi alla fin fine mi commuoveva che facesse lo stesso sport che era stato il mio. Ma avevo l'attenuante di tata Silvana, che aveva fatto pressing e chi sono io per dire di no a tata Silvana? Quindi questi due pomerigi a settimana li abbiamo al momento impegnati (che poi, visto che la pista è scoperta, finirà con il piovere abbastanza spesso per rendere l'impegno un po' più lasco).

Però oggi mi sono fregata con le mie stesse mani. Ci hanno invitato a una lezione gratuita di gioco yoga, proprio a un passo da casa. In assenza della tata, tentata dal tragitto che potevo risparmiarmi per portarla al parco (domani pare che mi tolgano questi punti, sempre che all'Inail qualcuno mi si fili… ma dell'Inail e della surreale settimana della soddisfazione del cliente vi racconterò in un altro post), ho prospettato a Meryem come mera ipotesi la partecipazione una tantum a una roba così. Non l'avessi mai fatto. Esaltata. Come se le avessi prospettato una nuotata con i delfini, una gara di arrampicata con suo padre e una sessione di cucina a casa di Natalia Cattelani impastate insieme. Ho tentato di non dare troppo peso alla cosa. Che ne sa lei dello yoga? Beh, a essere onesti un po' ne sa. Avete presente quell'orrendo pseudo cartone simil Teletubbies in cui dei personaggi con gli occhioni fanno, appunto, una sorta di esercizi di yoga insieme a dei bambini veri? Lei è una fan, non tanto del cartone (che trova noiosissimo e non so davvero darle torto), ma degli esercizi. Mi costringe a farli insieme a lei tutte le volte. L'associazione è stata immediata. Per cui, pur avendo tardato di 40 minuti sui 50 previsti causa fila dalla pediatra, Meryem non si è lasciata scoraggiare e mi ha messo in croce finché non ce l'ho portata.

E' schizzata dentro e si è lanciata nell'attività con un entusiasmo che ha lasciato perplesse le due fanciulle che gestiscono la cosa. Mi hanno chiesto se aveva già praticato. Io, un po' imbarazzata, ho confessato l'unica e francamente discutibile fonte dell'entusiasmo di mia figlia per lo yoga. "Si vede che è tanto portata". Oddio. Ho faticato a portarla via e confesso peraltro che l'ambiente è molto accogliente e piacevole, davvero a un passo da casa. Ci fanno yoga per gestanti e questo gruppo, una volta a settimana, per bambini. Non costa lo sproposito che temevo. Si paga mese per mese o, al limite, a singola lezione. Mi sento proprio la matrigna cattiva a negarle di provare almeno per un po'. Lei si è sbaciucchiata le maestre con un trasporto che non le avevo mai visto (dieci, intensi minuti di conoscenza) e si è portata via il suo mandala da colorare a casa. Glom. Non ci credo che sto per incastrarmi un altro pomeriggio. Tata Silvana, informata da me per telefono con voce tremante, mi è parsa possibilista. "Che bello, sì, certo, se si diverte perché no?". E già, perché no? Perché con un certo sgomento ho provato una sorta di affinità con le altre mamme presenti, intente a compilare con qualche difficoltà le fitte agende dei loro bambini. 

Ma visto che l'unica cosa che ho imparato in questa maternità è che è assolutamente inutile procedere per principi astratti, ebbene, proviamo. Vediamo come va. Tra l'altro ho come la sensazione che un po' di fantasia, di inventiva, di magia sia particolarmente necessaria quest'anno, in cui la scuola sembra ripiegarsi su un grigiume che ancora non posso dire che mi preoccupi, ma certo non mi riempie di trasporto e fiducia. Ooooohm.

2 pensieri riguardo “Il contrappasso”

  1. Prima o poi…speriamo che non tardino…arrivano le scuole medie… e le agende si riempiono di ripassi… compiti in classe e interrogazioni a sorpresa… quindi forse è meglio che ve la godiate ora….

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