Cul de sac

Un'altra manifestazione, un'altra serata di amarezza annunciata. Stavolta non ci avevo neanche pensato, a partecipare. Un po' per le mie perplessità, già più volta espresse, sulla natura un po' "annacquata" di queste manifestazioni. "Era un corteo pacifico, divertente…", commentava poco fa un manifestante. Io non credo che un corteo di massa, in un momento come questo, debba essere – come secondo aggettivo – divertente. Se diventa difficile distinguere una manifestazionedi indignazione dalla Maratona di Roma, c'è comunque qualcosa che non va. Purtroppo, di questi tempi, le manifestazioni si distinguono eccome. Questo è il secondo motivo per cui non ci vado, tanto meno con mia figlia. Il solito manipolo di facinorosi. Puntuale, organizzato, previdente, equipaggiato. Sempre, praticamente sempre impunito. Basta poco per svuotare anche i commenti dopo di qualunque contenuto. Tutti, dopo, sono capaci di condannare quei pochi violenti. Persino di deplorare che una manifestazione così "bella" sia stata rovinata. Ma "bella" in che senso? Come può essere che tutte le parti politiche definiscano "bella" una manifestazione del genere? Può essere perché non vuol dire più nulla. E' una bella passeggiata di tanti cittadini, menzionata sono come contrapposta a ciò che fa notizia: le violenze. 
Stasera mi viene da pensare che per cambiare le cose non si può confidare, al momento, nel Parlamento, dove ogni voto ha un prezzo, alla portata di qualunque mascalzone. Non si può confidare nella piazza, perché è evidente che qualcuno sbarra anche quella via. Sarà solo l'incapacità tutta italiana di gestire una protesta? La sistematicità del tutto me ne fa dubitare, ma forse sono vittima della teoria del complotto sempre in agguato in questo Paese. Ma allora, in pratica, cosa resta da fare? Servirebbero davvero una grande furbizia e creatività per scrollarsi di dosso questa cappa. Non sono virtù di massa, ahimè. E la massa, se vogliamo la democrazia, serve. Siamo in un vicolo cieco? 

10 pensieri riguardo “Cul de sac”

  1. Siamo in un vicolo cieco? Vorrei tanto rispondere no, ma poi dovrei dire perché… Dunque temo di si. E allora? Dici “furbizia e creatività” per scrollarci di dosso questa cappa, aggiungerei “ragione” e “pragmatismo”… tutta merce poco vendibile. Forse il coraggio di dire la verità e provare a venderla per quel che è?

  2. Caro anonimo, ho guardato il video. Forse più che spiegare molte cose, pone qualche domanda azzeccata. Chi sono gli organizzatori di queste manifestazioni? Qual è il disegno politico, il progetto di questi movimenti "senza partiti"? Come mai quel che ci è spacciato per nuovo di fatto usa gli stessi canali e lo stesso linguaggio del vecchio, media compresi? La domanda resta, alla fine: ma al "vero nuovo", come si può arrivare?

  3. Non posso dire di avere una risposta, no non lo dico proprio. Mi tornano però alla mente le parole del mio professore di filosofia politica che, in una delle sue prime lezioni, ci diede diverse definizioni: Società da intendersi come somma di individui; Città come somma di cittadini; Massa, somma di singoli. E proprio qui sta il punto, il mio punto almeno. Sono i totalitarismi che non possono prescindere dalle masse, queste somme di singoli che insieme non fanno una individualità che, in quanto tale, è invece attenta, partecipe, responsabile e pronta ed essere cittadina. Le democrazie hanno bisogno di queste caratteristiche altrimenti rimarranno, pur con tutte le manifestazioni possibili, planetarie e non, di fatto oligarchie.
    In questi giorni mi è venuto anche da pensare che la globalizzazione ha portato il mondo ad essere piu vicino, ha portato i problemi e le soluzioni ad essere, per lo piu, comuni. Di fronte ad una crisi, dunque, ad una globale perdita di riferimenti etici e non, il mondo si solleva in contemporanea. Quello che pero mi chiedo è, affinché queste sollevazioni, queste manifestazioni non sfornino esclusivamente eventi di massa non sarebbe opportuno che ogni popolo, ogni cittadino, si chiedesse se, in quel giorno, in quel momento, la propria società è effettivamente pronta e consapevole?

    Cecilia.

  4. Condivido. Proprio le stesse sensazioni. Riportate anch'io sul blog. Ottima la tua capacità di sintesi, a me manca.
    Ciao
    p.s. Parlo un po' turco-ma lo adoro molto! – il YENI mi ha colpito! 😉

  5. Secondo me sì. L'unica è sperare che sfondi il referendum per cambiare la legge elettorale e che ad un certo punto, Bossi veda il vantaggio di far cadere Berlusconi. Allora forse qualcosa si potrà muovere. Ma il vero cambiamento sarà quando la gente comune riprenderà a fare politica come un'attività onorevole nel vero senso della parola, cioè quando il politico sarà la persona onesta, intelligente e ambiziosa e non il fratello scemo che ha trovato un modo veloce per far quattrini.
    Un bacione e complimenti per il blog 🙂

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