Tradizioni e dipendenze

Approfittando di una domenica meravigliosa, con il cielo perfetto e un generoso sole d’autunno, abbiamo fatto una passeggiata a piazza Navona. Non ho mai amato particolarmente le bancarelle, ormai decisamente dozzinali. Ma oggi c’era poca gente, la temperatura era ideale, l’aria frizzante. Persino le più stantie tradizioni della piazza mi sono parse più piacevoli. Inclusa, ovviamente, l’antica giostra tedesca, che chissà poi se è antica veramente.

Ogni volta mi riprometto di risparmiarmi le decine di scatti alle fontane. Foto ovvie, viste e riviste, con nulla di straordinario. Poi arrivo lì con una macchina fotografica e tutti i miei buoni propositi vanno a farsi benedire. Il sole, il marmo, l’acqua. Lo so, ci sono in qualunque cartolina. Eppure sul momento ti pare che ci sia qualcosa di imperdibile, di originale, da catturare almeno con l’obiettivo, se non puoi portartelo proprio a casa in tasca. Quando si dice i classici… Per quanto si sia prevenuti, distaccati, cinici, alla fine hai sempre la sensazione che stiano parlando a te, precisamente a te, in questo preciso momento.


Alla fine, dopo una tappa alla libreria Altroquando a sbavare sui più fantasmagorici libri pop-pop che la mente umana abbia mai concepito, abbiamo raggiunto la vera meta della nostra gita, il mercatino dell’Avvento della chiesa tedesca di S.Maria dell’Anima.

Mi immaginavo una cosetta arrangiata, con qualche vecchietta sferruzzante e qualche ciambellone. Abbiamo trovato una gioiosa macchina da guerra: giovani e efficienti pretini gestivano un flusso di visitatori decisamente imponente. Solo un guizzo di rara prontezza di riflessi mi ha consentito di aggiudicarmi l’ultima corona disponibile (non ho avuto il coraggio di corredarla di candele… io sono riuscita a dare fuoco alla cucina con una semplice padella).

Poi, acquistato, con qualche esitazione, un buono consumazione da 10 euro (di lì a poco avremmo raddoppiato il budget), ci siamo accomodati sui tavoli di legno in allegra condivisione con molti altri. Dopo ordinata fila, abbiamo diligentemente consumato panini con wurstel, vin brulé e torte fatte in casa. Per una buona causa, si intende: non credo di aver mai posseduto una decorazione più autenticamente natalizia di questa.

3 thoughts on “Tradizioni e dipendenze”

  1. Trovo vere, anzi verissime le tue parole sulle foto. Quando sei lì, in quelle giornate tutte particolari perchè sembrano uniche, davanti a qualcosa che magari hai già visto mille volte, non resisti e scatti una foto. Ma se quella foto mi ricorda quel momento così bello quando tutto mi sembrava nuovo, bellissimo e meritevole di attenzione, chi se ne frega se la foto è vista, rivista e ce ne sono mille uguali, Quel momento è bellissimo e unico e merita una foto ricordo.

  2. brava! hai visto che il tempo è stato dalla tua parte e sei riuscita a distrarti dai “brutti pensieri” dei giorni scorsi? mi sembra un buon inizio, vedrai che le settimane…due o cinque che siano passeranno in fretta!

    mcomemamma

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