Te Deum – il giveaway di fine anno

Giusto stamattina, godendomi l’evento più unico che raro di arrivare in orario in ufficio (Meryem dormiva dalla tata), sono stata colta da una folgorazione. Oddio, diciamo da un pensiero, che così mi (e vi) mette meno ansia. Con alcuni dei miei amici/lettori ho condiviso a tratti la stesura, pubblicazione e lancio del nuovo libro del Centro Astalli, la cui copertina vedete qui di fianco, e il cui titolo (estremamente “social”, per come è nato…) è Terre senza promesse (Avagliano editore). E non ve ne regalo nemmeno una copia? Non sia mai.

Questo libro ha segnato alcuni momenti forti e importanti del mio 2011. La visita ad Andrea Camilleri, in compagnia di Ali, che ho raccontato a Zebuk. La presentazione in Campidoglio, praticamente perfetta, alla presenza di padre Lombardi: un’occasione in cui ho potuto parlare a nome del Centro Astalli, ricordando il vero significato dei respingimenti guardando negli occhi svariati prefetti del Ministero dell’Interno, seduti in prima fila. Ma prima ancora, l’avventura di ascoltare, scrivere, condividere delle storie straordinarie. Quella è stata la parte di cui sono davvero più grata. Cercare con Abel su internet le foto di Asmara, guardare incantata Ali che in due ore mima, dialoghi inclusi, tutta la sua vita degli ultimi cinque anni.

Alla fine di questo 2011, nonostante le crisi e le fatiche, mi sento riconoscente (il cielo azzurro perfetto di Roma stamattina aiuta, ovviamente). Questa allora sarà l’impronta di questo giveaway. Se volete partecipare, spiegate qui sotto in un commento (o, se volete allargarvi, linkando un post dedicato) per che cosa, in questi ultimi giorni dell’anno, provate gratitudine. Non deve essere necessariamente la cosa più bella di tutto l’anno, non state a fare graduatorie. Pensate solo a qualcosa che vi ispiri un bel sorriso di allegria, di commozione, di soddisfazione, di sollievo. Più di liste di buoni propositi, per iniziare il 2012 con il giusto sprint, mi piacerebbe leggere ricordi di cose buone. Anche minime. Che se le ammucchiamo tutte insieme faranno un figurone.

Avete tempo, ovviamente, fino alla mezzanotte del 31 dicembre. Se condividete qui e là (Facebook, twitter, blog…) sarà carino da parte vostra. Poi, nei primissimi giorni del nuovo anno, estrarrò il vincitore della copia di Terre senza promesse (che contiene, peraltro, la bellissima poesia di Piattins che ha dato il titolo al volume). E se ce l’avete già? Vuol dire che lo regalerete a qualcuno. Sono certa che non andrà sprecata.

P.S. Trovate maggiori informazioni sul libro qui. Aggiungo che sarebbe bello anche che, se apprezzate lo spirito del libro, metteste un bel “Mi piace” sulla pagina Facebook del Centro Astalli.

34 pensieri riguardo “Te Deum – il giveaway di fine anno”

  1. Il vostro libro l’ho letto e l’ho regalato alla mia bibliotecaria, sia perché spero che lo legga (è veramente bello) sia perché magari, se saltasse fuori una presentazione sponsorizzata dalla Fondazione…
    Quindi, se me ne arriva un’altra copia, diffondo ulteriormente il verbo 🙂
    Il mio ringraziamento è per aver recuperato la stima di me stessa come lavoratrice e aver trovato un senso nel percorso lavorativo che mi ha portata qui. Ovvio che si tratta del mio ringraziamento in particolare per quest’anno: per la mia famiglia e gli amici sono riconoscente tutti gli anni.

  2. ricordo il 2011 con un sorriso quando penso al mio percorso universitario, agli amici che ci son sempre e alla mia famiglia (in particolar modo alla mia nipotina (che cresce ogni giorno di più)
    🙂
    prattico@inwind.it

  3. WOW!!! CIAO, SONO LAURA VALZY! 😀
    PARTECIPO ANCHE IO, CONDIVIDO SU FB E TI SEGUO.
    LA MIA MAIL è valzy87@yahoo.it
    SU FACEBOOK, TWITTER E BLOGLOVIN SONO LAURA VALZY
    SU YOUTUBE SONO LAURAVALZY@gmail.com
    IL 2011 PER ME è STATO UN ANNO DI SODDISFAZIONI (HO PRESO LA LAUREA SPECIALISTICA) MA ANCHE DI ATTESE STRESSANTI CHE. TUTT’ora, MI FANNO STARE MALE. SPERO NEL 2012 VA… 😀

  4. Io ce l’ho proprio, qualcosa di cui essere grata. All’inizio di quest’anno mi sono ritrovata a fare i conti con una serie di macerie. E anche se ero decisa a rimettermi in piedi non sapevo da che parte cominciare. Poi quest’anno una serie di eventi, e di persone, mi hanno riportato vecchi ricordi, brandelli di quella che sono stata, e che sono, aiutandomi a ricostruire una nuova me stessa. Ecco io sono grata a tutte queste persone che mi hanno restituito cose preziose che avevo lasciato dietro di me, che credevo perse, e che loro hanno saputo conservare nel tempo. Come messaggi in bottiglia.

      1. si, poi oggi la mia compagna delle medie mi mette pure il video di “Message in a bottle” dei Police, tu capisci che pure se uno vuole fare il cinico non ci riesce…

  5. Ci sono parecchie cose di cui sono scontenta. la mia professione in primis. Ma la sera, quell’attimo prima di svenire sotto le coperte, in un soffio, sento il respiro di mia filglia che dorme serena, il calore di mio marito vicino a me sempre e un tetto sopra la testa.
    Lo so che è banale e buonista, ma che ci volete fare! Mi sento fedele al dio delle piccole cose 😉

  6. Io sono felice perché tanti piccoli tasselli stanno iniziando a cadere al loro posto, primo di tutti il rapporto con mio figlio, che sta prendendo finalmente la giusta piega, ma non meno importante la mia vita lavorativa sta riprendendo forma.

  7. Io sono felice dei miei maschi insonni che però certe volte me li ascolto respirare mentre dormono di notte e sono felice (da due-tre mesi a casa nostra non si finisce mai la notte nel letto in cui si è iniziata, spero di recuperare un po’ di sonno a Natale).

  8. Questo giveaway cade a fagiolo, stamattina. A Palermo il cielo è tutt’altro che azzurro, fa un freddo cane e ieri si è rotto il riscaldamento. Mi sono svegliato presto, con un programma serratissimo (piscina, vivaio, un paio di regali da comprare, tornare a casa a studiare un po’), ma c’è voluto poco per capire che le cose sarebbero andate diversamente. Ci siamo ritrovati tutti e quattro in cucina; io, mio padre, mio fratello e mia sorella; ciascuno aveva i suoi programmi, destinati a saltare irreparabilmente: mio padre doveva andare a fare la spesa; Ignazio doveva andare a lavoro; Rosita doveva uscire per shopping natalizio con le amiche, in moto. Ma fuori c’è un vento ingestibile, e devono arrivare i tecnici del riscaldamento, così restiamo tutti a casa, e decidiamo, col solito anticipo (!!!), di fare l’albero.
    Ora, fare l’albero è stato sempre un rituale collettivo, a casa mia. Credenti e non credenti, adulti e bambini, entusiasti e tiepidi, comunque lo abbiamo fatto sempre tutti insieme. Da quando mia mamma non c’è più, però, il rituale è stato ogni anno sempre più vuoto, come un obbligo alla memoria che esegui stancamente, senza crederci più.
    Oggi invece è andata diversamente. Abbiamo seguito tutti i passaggi classici: mio padre e Ignazio (i tecnici) hanno provato le luci, io e Rosita abbiamo scelto tra le centinaia di palle (antiche e moderne, di plastica o di vetro etc.), litigando come di consueto sui colori da usare, sull’impiego o meno dei festoni (ha vinto lei, niente festoni!!!), sulle altre decorazioni ….
    Lo abbiamo fatto tutti insieme, stando nella stessa stanza, ridacchiando nel riesumare vecchi oggetti orrendi, sfotticchiandoci a vicenda, mentre la signora delle pulizie faceva sbattere tutte le porte e le finestre del piano di sopra e gli operai della caldaia ci comunicavano che passeremo il Natale al gelo.
    Non succedeva da tanto tempo. Da quando il telaio che teneva insieme i fili di questa famiglia se n’è andato. E oggi mi accorgo che quella tela è fatta, che è sfilacciata in molte parti ma rimane solida, molto più di quanto non siamo disposti ad ammettere.
    La nominiamo spesso, per qualche secondo, giusto per richiamarla. Ma non andiamo oltre. Fa troppo male. Eppure lei stamattina c’era. Io lo so, che c’era. Ed eravamo una famiglia vera, completa. Una famiglia con i suoi scazzi, con le sue incompatibilità, con i suoi lati oscuri. Una famiglia dove spesso manca una voce di mediazione, e alla più piccola tocca il fardello più grande. Ma una famiglia, nel senso più pieno.
    E sì, mentre scrivo sto morendo di dolore e mi si contorce lo stomaco, a pensare che è il quinto Natale senza di lei. E vorrei spaccare tutto e maledire tutte le divinità presenti passate e future per avermi tolto la cosa più preziosa. Ma nonostante tutto siamo ancora una famiglia. E per questo oggi mi sento di ringraziare. Per la mia famiglia.

  9. Quest’anno ho molte cose di cui essere grata, ma ne voglio ricordare due. La prima è che il mondo è ancora pieno di persone interessanti da conoscere, una per tutte l’amica che mi permesso di occuparmi “da professionista” del suo… giorno felice. La seconda è la ritrovata voglia di scrivere e la tempesta di emozioni, ricordi, ansie, urgenze che porta con sé. E la fatica, soprattutto quella. Quella bella fatica che ti fa sentire viva

  10. ah beh, dopo un anno che ci ha visto affrontare – col sangue freddo di un paio di geimsbond versione sean connery – nell’ordine: la disoccupazione, un’emorragia cerebrale, parenti stretti (miei) impazziti alla soglia della mezz’età, parenti stretti (suoi) dispersi in centro europa altezza carpazi e un trasferimento temporaneamente sventato – che qualcuno incenerisca la maledetta cruccolandia!! – in germania, il giveaway è invitante.
    sono grata perché ho provato, per la prima volta in vita mia, il terrore assoluto di qualcosa che non potevo controllare, e sono riuscita a non impazzire. sono grata ai miei fidi cavalieri, che mi scortavano per i corridoi del gemelli carichi di una quantità di cibo sufficiente per sei famiglie di ricoverati ( e che, aspettandomi nell’atrio moquettato, mi accoglievano con un roboante
    ” capooo!!!” sotto lo sguardo schifato dei portierini in divisa).
    sono grata all’irriducibile vanità afgana, che ha spinto la mia decorativa metà da poco cosciente a chiedermi di portargli in ospedale rasoio e sapone da barba:
    “.. con tutte queste signore che girano…”.
    siamo gente fortunata. per le iniziative prese all’ultimo secondo, che un pelo dopo sarebbe stato tardi; perchè ci possiamo permettere il lusso di bastarci, circondati da affetto come siamo.
    e soprattutto perchè mai abbiamo smesso di programmare un “dopo”, quale che fosse.

    …soprattutto sarei grata di toccare il traguardo del 31 dicembre senza aggiungere alla collezione tsunami, pellagra e una condanna per abigeato.

    buone feste!!

  11. ma che bella l’idea del giveaway di fine anno!
    stavolta partecipo anch’io, sia perché il libro mi interessa, sia perché questo 2011 è stato meraviglioso. la “mia” cosa bella è lui, e suona banale, ma per me non lo è affatto, perché mai in tutta la mia vita avrei mai pensato di poter essere così fortunata, così felice, così senza neanche un dubbio.
    grazie per questa opportunità e buonissime feste a te, a tutta la tua famiglia e a tutti i ragazzi con cui lavori.
    francesca

  12. ringrazio per la nuova figlia, la quinta, nata ieri pomeriggio, un altro continente misterioso da esplorare, per il libro che dopo tanta fatica è apparso alcune settimane fa (somiglia tanto a un parto), per il battaglione degli studenti presenti e per quelli dell’altra vita, fra i quali ci sei anche tu, che ancora mi rendono orgoglioso di essere transitato in un certo posto e in un certo corridoio. Auguri

    1. Tanti auguri per l’ultima arrivata (essendo quinta figlia anch’io non posso che provare simpatia) e per i genitori eroici. E grazie a te della tua pazienza, nell’altra vita.

  13. Sono grata per l’abbraccio tenero di mio padre la mattina di Natale nonostante il suo mal di schiena feroce dopo una caduta dall’albero.Che dire diversissimo dall’abbraccio stritolante di mio marito ma meravigliosamente tenero.Laride

  14. Arrivo quasi alla scadenza del tempo massimo, ma stavo arrovellandomi per cercare in tutti i modi di non sembrare un’ingrata nei confronti dell’esistenza… Arrivo male alla fine di quest anno, l’impressione generale è che niente abbia funzionato, che nulla di buono si sia concluso. Problemi che ristagnano, impressione che rimarranno lì a lungo e io continuerò a girarci intorno. E poi il latente senso di colpa perchè, sì, mi sento ingrata: in fondo cosa c’è che non va?
    Allora sono riconoscente per essere ancora a galla. Perchè non c’è nulla di irreparabile nella mia vita. Perchè alla fine basta un po’ di buona volontà e si può ricominciare.

  15. Il sollievo e’ di questi ultimi giorni, in
    un momento familiare di estrema difficoltà. Sentirsi uniti, ricevere un abbraccio, un messaggio, un sorriso, una parola, e’ per me linfa, respiro, nuova vita. Il proposito per l’anno nuovo e’ stringermi intorno ai miei affetti, regalare a mia volta un sorriso e un abbraccio, una parola, se potessi anche un cielo azzurro. Un abbraccio…

  16. Ci sono tante cose di cui posso essere grata, la nascita del mio terzo figlio, il nuovo progetto sono al mondo, ma la cosa che ricordero’ per sempre e’ la nascita della mia nipotina e il coraggio di mia sorella che ha veramente rischiato la vita e dopo essersi svegliata dopo lunghe, interminabili ore in rianimazovviamente condivido! Buon anno!ione ha pure chiesto scusa per averci fatto spaventare!

  17. ok mi faccio tentare anche io…non sono brava a ringraziare, specialmente se la persona a cui dovrebbero essere indirizzati i miei ringraziamenti è un familiare , come se da noi e per noi vigesse un codice d’onore che impedisce o guarda con sospetto slanci troppo…emotivi. E quindi qui, nel “segreto” di questa splendida iniziativa, ringrazio mia sorella, specialmente per questo 2011 che sta volgendo al termine.
    E’ la persona che più è capace di farmi urlare, tremare dalla rabbia ma è anche quella persona che più di tutte mi ascolta senza che io le parli, che mi aiuta senza che io abbia chiesto aiuto. Proprio in questo 2011 mi ha preso per mano, come solo una sorella maggiore può fare, e mi ha offerto la sua esperienza, il suo percorso, il suo coraggio davanti a malesseri sconosciuti che hanno radici profonde e che, probabilmente più di ogni somoglianza estetica, ci identificheranno come sorelle per tutta la vita.
    Il 2012 me la porterà via, in un altro paese, accanto al suo amore, la nostra camera diventerà finalmente la mia camera ma so già che in questo “finalmente” ci saranno tanti “purtroppo” e tanti “mi mancherà”…ma questo lo saprete solo voi o, conoscendo i miei silenzi, anche lei.
    Buon anno a tutti!

  18. Manca pochissimo alla fine del 2011 e vorrei lasciare anch’io il mio grazie all’anno che se ne va: è l’anno che mi ha regalato per la seconda volta la gioia della maternità, che dire di più?
    Ciao Chiara, un augurio di buona fine e buon inizio 😀

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