Cosa aggiungere?

Non c’è molto da aggiungere a quello che ha scritto Silvia su GC. Mi lego alla sua frase “non sappiamo difendere i figli e le loro idee”. Disclaimer: le mie considerazioni volano liberamente per associazione di idee, a prescindere dalla selva di ipotesi che si rincorrono (ma anche questo condivido del post citato prima: prima dei mandanti fumosi, arrestiamo il colpevole). Difendere i figli, dicevamo. Ho pensato a una donna israeliana che ho conosciuto e che mi raccontava che ogni mattina mandava i figli a scuola su autobus diversi. Così se uno dei mezzi fosse saltato in aria, non li avrebbe persi tutti e due. Questa osservazione quasi casuale mi è rimasta da allora scolpita nella mente. E’ questo difendere i figli? Non credo proprio. Ho avuto e ancora oggi ho un profondo rispetto per lo strazio quotidiano di questa madre. Ma i suoi figli no, non li difendeva davvero.

Penso ai bambini nei campi profughi (ad esempio palestinesi), penso ai bambini nelle carceri con le loro madri, penso ai bambini di tanti paesi del mondo che muoiono di diarrea (una cosa che non si cura con sofisticati e costosi farmaci, ma con acqua potabile, sale da cucina e zucchero). Davvero sono troppe le circostanze in cui, andando contro ogni naturale istinto, non difendiamo i nostri figli. Certe volte, con tutte le nostre ansie, imprigioniamo, blocchiamo, ma non difendiamo.

Come si difendono i nostri figli, e quelli di tutti gli altri? Io credo che l’unico modo di farlo sia non deporre mai il preciso ideale di rendere il mondo, questo mondo più giusto. Non è una frase vaga, è un progetto preciso, che si persegue con l’educazione, con l’esempio, certe volte con le scelte. Non tutti sono chiamati a scelte eroiche. Per fortuna. Ma certamente tutti hanno la responsabilità precisa di non alzare le spalle perché tanto ormai. Chi si arrende non ha figli, né suoi né di altri.  Chi non si arrende certo non soffre di meno, oggi e tutti i giorni in cui alla vita di un essere umano, e più ancora un bambino, non viene riconosciuto alcun valore.

6 thoughts on “Cosa aggiungere?”

  1. Hai ragione, bisogna educare e non alzare le spalle. Chissà se i nostri figli saranno meglio di noi. Io lo spero proprio….

  2. “Come si difendono i nostri figli, e quelli di tutti gli altri? Io credo che l’unico modo di farlo sia non deporre mai il preciso ideale di rendere il mondo, questo mondo più giusto.”
    Ti ho twittata (parafrasandoti per brevità).

  3. Leggevo, qualche giorno prima di Brindisi, che tutti noi investiamo in campi poco durevoli. Investiamo in produttività, investiamo il nostro tempo , il nostro impegno, per far andare meglio lo spread o, nel piccolo, per acquistare un’auto nuova. E invece, diceva l’articolista, di cui non ricordo davvero più il nome, dovremmo investire su valori fondanti la società, come l’amore per il prossimo, la famiglia, l’amore per la conoscenza. Detta così, a me pareva un tantino fanciullesco, un tantino infantile. Poi ci ho ripensato. Se davvero , come pare , questo è il gesto isolato di un pazzo criminale e cattivo, qual’era il modo per evitarlo?. Forse che investendo proprio su quei valori, si possano evitare tali storture dell’animo umano?

  4. “tutti hanno la responsabilità precisa di non alzare le spalle perché tanto ormai”!
    almeno questo !
    … grazie per averlo ricordato !

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