Morire di speranza

Solo lo scorso anno, circa 2.000 persone hanno perso la vita durante la traversata del Mar Mediterraneo e i confini europei sono diventati vetrine di tragedie umane.
Uno di questi viaggi, conclusosi in un disastro, è stato ben documentato. Si trattava di un piccolo gommone partito da Tripoli, il 25 marzo 2011, con 72 persone a bordo, di cui 50 uomini, 20 donne e 2 neonati. Quindici giorni dopo, è stato costretto a tornare sulle coste della Libia con solo nove sopravvissuti. Avrebbero potuto essere portati in salvo tutti…. se solo i testimoni di questo triste evento avessero rispettato i propri obblighi. Invero, il mondo è rimasto a guardare.
Ripercorriamo i fatti: dopo un giorno e mezzo dall’inizio di quel viaggio, un sacerdote in Italia fu avvertito con un telefono satellitare del dramma in corso. Immediatamente, egli informò la Guardia Costieraitaliana che rintracciò la posizione dell’imbarcazione e allertò le navi della zona affinché avvistassero il gommone. Entro poche ore, un elicottero militare si avvicinò alla barca e una volta riforniti i passeggeri di acqua e biscotti, fece segno che sarebbe tornato. Ma non fu così. L’imbarcazione incontrò almeno due navi da pesca, nessuna delle quali prestò soccorso. Il gommone andò alla deriva per molti giorni, senza acqua né cibo, mentre la gente iniziava a morire. Al decimo giorno di viaggio, quando già metà dei passeggeri erano morti, una portaerei o una portaelicotteri di grandi dimensioni si avvicinò. I sopravvissuti ricordano i marinai a bordo che li guardavano con i binocoli e scattavano foto. Nonostante l’evidente stato di emergenza umanitaria, la nave militare si allontanò. Cinque giorni dopo, il piccolo gommone ritornò in Libia.

Sembra un reportage, e invece è un’omelia. Un brano dell’omelia del Cardinale Antonio Maria Vegliò all’annuale preghiera ecumenica ”Morire di Speranza”, in memoria delle vittime (migranti e rifugiati) dei viaggi verso l”Europa, nella Basilica di S. Maria in Trastevere.

Per l’ennesima volta mi chiedo: ma perché il parere della Chiesa, che tanta, troppa, troppissima influenza ha su alcune note e dolenti questioni della politica italiana, su questo tema specifico sembra non spostare una virgola? Perché una leggera allusione sul diritto alla vita ha il potere di stravolgere alcune proposte di legge e la denuncia di una strage continua passa sotto silenzio chiunque la faccia? Non è vita anche quella di tutta questa gente?

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