Letture digitali, corrieri analogici

Dopo tentennamenti durati qualche mese, incoraggiata da mia madre (in realtà curiosa come una scimmia di vedere il marchingegno), mi sono lanciata nell’acquisto di un Kindle. Mi avevano decantato la celerità delle consegne di Amazon e dunque aspettavo fiduciosa. Dopo diversi giorni, vado a tracciare il pacchetto, ancora non arrivato. Smanetto un po’, prima sul sito di Amazon e poi su quello di TNT e scopro, con una certa sorpresa, che l’ordine era stato consegnato. Di più: risultava consegnato a tale “Peri”, quindi verosimilmente a me.

Provo a contattare il servizio clienti TNT, a pagamento. Una vocina registrata prende i dati e sentenzia: “Consegnato in data 6 agosto”. Si, ok, sul sito so guardare anche io. Interazione con umano: impossibile. Rinuncio.

Contatto, tramite web, il servizio clienti Amazon. Un altro pianeta. Mi richiamano in tempo reale. Un fanciullo mi ascolta, promette che verificherà, mi rassicura: “In qualche giorno risolviamo”. Si scusa, si prende tutti i dati necessari e dopo qualche minuto mi arriva una bella mail di riepilogo. Io sono colpita, ma sospiro: mi sa che dovrò rinunciare all’oggetto del desiderio prima della partenza. E invece. Dopo qualche ora mi chiama Cristian, di Amazon. Mi dice che hanno sentito il corriere, che ha regolarmente effettuato la consegna a PIAZZA del CR n. 1a, il giorno 6 agosto. “E perché mai? L’indirizzo da me indicato è VIA del CR n. 1, non 1a”. Un attimo di silenzio. Cristian legge sullo schermo e commenta l’ovvio: “Quindi è un altro posto”. “Già. Come in tutte le città del mondo, una via è un posto diverso da una piazza, sia pur omonima. E qui per la cronaca non abbiamo neanche il portiere”. Cristian si profonde in scuse e mi assicura che faranno immediatamente un’altra spedizione. A me però viene un’idea. “Ma se ci faccio un salto?” “Signora, ci mancherebbe, lei non è assolutamente tenuta…”. Ok, ma tentar non nuoce, no? Conveniamo con Cristian che le speranze sono esili, ma concordiamo di risentirci di lì a una mezzoretta. Parto verso la piazza.

Arrivo al portone e, con un certo disappunto, vedo sul vetro della portineria un biglietto: “Torno tra 10 minuti”. Innervosita attendo, mandando mentalmente improperi all’italica abitudine della siesta.

Ma riavvolgiamo il nastro di un paio di minuti. Mentre percorrevo a ampie falcate via del CR, un attempato signore in jeans ampi e un po’ scoloriti sta percorrendo la stessa carreggiata in senso opposto. Verosimilmente mi sfiora il braccio passandomi accanto. Avete capito bene. Esattamente nello stesso minuto in cui io mi mettevo in cammino, il portiere sostituto di Piazza del CR 1a veniva a restituire il pacchetto alla legittima proprietaria, cioè a me. Ci incrociamo, ignari.

Rieccomi sui gradini assolati del palazzo signorile del Centro Storico romano. Vedo arrivare un signore sorridente che mi fa: “Ci inseguiamo, eh?”. Chiarita l’incredibile coincidenza, lui si affanna a spiegare che gli hanno consegnato tutto insieme, che lui non è pratico e che in effetti ci sono parecchie lettere probabilmente dirette a noi, oltre al mio pacchetto. Armeggia per buoni 6 minuti con la vecchia serratura di legno, temendo con una certa fondatezza di non riuscire mai più a raggiungere la sua postazione di lavoro temporaneo. A me inizia a venire da ridere per l’assurdità del tutto. Alla fine la porta cede. Lui sfodera un pacco di lettere e inizia a leggermi i nomi dei mittenti uno a uno, commentando: “Io questo proprio non lo conosco… e questo?… chissà… l’Ambasciatore A., poi, chi l’ha mai sentito?”. Dopo cinque-sei minuti di educato ascolto, sbircio gli indirizzi e gli faccio notare che comunque sono tutti per piazza del CL, ergo nessuno mi riguarda. “Ah, ok”, mi fa lui un po’ deluso. “E il pacchetto?”. “Ah, ma quello gliel’ho lasciato in ufficio”. Ovvio, no?

Saluto, ringrazio, rassicuro Cristian, che si è sciolto in enfatici ringraziamenti sia al telefono che per mail, dichiarandosi mio eterno schiavo per qualunque tipo di assistenza tecnica o commerciale su Amazon (“Chieda di me, sarà davvero un piacere. Spero di essere di turno al momento giusto”). E ora io guardo questo elegante oggetto grigio e sento un brividino di soddisfazione corrermi lungo la schiena. E’ stata un po’ articolata, ma tutto è bene quel che finisce bene. Lesson learned: TNT è una iattura, Amazon Italia effettivamente ha un servizio clienti di buon livello.

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