Est modus in rebus

Se mi conoscete un po’, saprete che non sono una madre esemplare. Meryem talora gioca col tablet, mangia wurstel e varie cose poco genuine e, soprattutto, guarda la tv. In particolare, dato che in questa fase adora Doraemon, guarda Boing Tv. Non siamo usciti indenni, dunque, dalla campagna pubblicitaria che annunciava la presenza de La casa di Boing qui a Roma, nella sede dell’Archivio di Stato all’EUR, ieri e oggi. Ho acconsentito a portarcela. Mi pareva equo. Talora le chiedo di partecipare a eventi non dissimili per mie piccole collaborazioni lavorative. Ieri abbiamo attraversato la città intera, sotto la pioggia e con i mezzi, perché ci tenevo a partecipare alla terza edizione di “Alice nel paese della Marranella”. Che Boing Tv fosse, dunque.

L’evento in sé era come me lo aspettavo. Attività standard, abbastanza folla, genitori equamente divisi tra civili e maleducati. Un classico. Meryem ha diligentemente svolto tutto ciò che era previsto, collezionando gadget. Doraemon non era presente di persona, per precedenti impegni in un’altra città. In compenso, a un certo punto, è arrivata Barbie. Meryem si precipita dunque sotto il palco, dove fino a quel momento non avevamo sostato un granché. Il format prevedeva che i bambini facessero a Barbie delle domande e che poi la bella bionda si recasse nell’angolo predisposto per scattare foto ricordo e firmare autografi.

In primo luogo, Barbie in realtà NON rispondeva alle domande. Si limitava a sorridere a annuire. Alle domande rispondeva l’animatore-presentatore. Ho poi notato che tutti i personaggi che ho visto intervenire erano muti “perché fuori dalla tv non possono parlare”, come spiegava il ragazzo. Fatto sta che la conversazione ha preso la piega di cui vi darò qui alcuni esempi.

Bambina: “Perché sei così bella?”
Animatore: “Deve essere bella, perché ha un bel fidanzato! E lo sapete come fa a restare bella? Ve lo dico io! Si spalma ogni giorno un sacco di crema di bellezza. Anzi, ora che ci penso, una domanda la faccio io, a Barbie: chi ti spalma la crema? Aaaah, il tuo fidanzato… che fortunato!”

Bambina: “Che bel vestito che hai!”
Animatore: “Eh sì! Tutto pieno di diamanti. Costa tanto, sapete? Vale come mezza Roma!”

Intermezzo. L’animatore finge di scattarsi un selfie con Barbie. “Che bello, un selfie con te, è quello che ho sempre sognato! Peccato che ho le mani occupate…”.

Bambino: “Dove li hai presi i diamanti del vestito?”
Animatore: “Glieli spediscono per posta gli ammiratori. Tutti i maschi regalano un diamante a Barbie. Anche tu, quando crescerai un po’ e avrai 18 anni dovrai comprargliene uno, sai? Ma non devi mica spenderci 10 euro, eh? Devi spendere tanti soldi!”

Bambina: “Dove li prendi i vestiti?”
Animatore: “Nei negozi di tutto il mondo. Sapete, lei ha una grande villa solo per i vestiti, una solo per le scarpe e poi una grande casa piena di specchi, perché a lei piace guardarsi!”

L’intervento si è concluso con una mamma che ha chiesto un bacio a Barbie “per conto del marito”. L’animatore ha chiuso lo spettacolino raccomandando: “Vabbè, ora però lo tenga d’occhio perché Barbie girerà qui per tutto il giorno!”.

Credo che questo saggio sia sufficiente.

Due osservazioni conclusive. Non amo i film di Barbie, ma ne ho guardati molti e mi pare ovvio precisare che i messaggi che contengono sono ben lontani, da tutti i punti di vista, dai contenuti dello sketch a cui abbiamo assistito. In questi anni ho avuto l’impressione che i contenuti dei cartoni siano in genere piuttosto educativi e positivi, con punte di moralismo eccessivo (ricordo che avrei spiaccicato al muro il saccente e perfetto Coniglietto Milo!). Quindi non è Barbie il problema e forse neppure Boing Tv.

Il punto credo che sia che, come ben sanno i genitori che organizzano e subiscono feste di compleanno, gli animatori non sono tutti uguali. E gli animatori dozzinali sul mercato abbondano, e anzi sono la maggioranza. Con l’aggravante che sono anche molto popolari e apprezzati. E allora? Allora quando si organizza un evento, specialmente poi se è un evento vetrina per un marchio, si deve scegliere da che parte stare. Kinder per la caccia alle uova per quel ruolo ha scelto Giovanni Muciaccia. Vedete voi.

2 thoughts on “Est modus in rebus”

  1. Totalmente d’accordo con Sempre Mamma! Io credo che l’animatore debba essere segnalato affinché possa rivedere tutta l’impostazione dei suoi interventi negli spettacoli per bambini. Una battuta la passerei, ma da quello che hai riportato ci è andato pesante con i messaggi diseducativi…

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