Sono a casa con il raffreddore e la febbre. Credo che il mio fisico mi abbia imposto uno stop, visto che non avevo il buon senso di prendermelo da sola. La settimana scorsa è stata difficile, specialmente dal punto di vista emotivo. E’ arrivato l’inverno, alla fine. E starsene rintanata sotto un piumone fa proprio piacere… La pigrizia è una bella invenzione, una volta tanto.
Autore: Chiara Peri
Test test test
1. Quando ti sei guardato allo specchio stamattina cosa hai pensato?.
Ma che è successo ai miei capelli?
2. Mai fatto uso di droghe?
No
3. Una parola che fa rima con Papera.
Camera?
4. Pianeta preferito?
Terra, tutto sommato
5. Chi è la quarta persona delle tue chiamate perse nel tuo cellulare?
Manlio
6. Qual è la tua suoneria preferita del cellulare?
Pulp Fiction
7. Che maglia stai indossando?
Maglione informe marrone scuro
8. Cosa stavi facendo venti minuti fa?
Iscrivevo un ragazzo della Guinea Bissau a un corso di inglese
9. Che marca di scarpe stai indossando?
Clark
10. Camera buia o illuminata?
Orrido neon
11. Se sei in una stanza su due letti su quale dormi?
Tendenzialmente a destra.
12. Cosa indossavi a mezzanotte di ieri sera?
Camicia da notte Hanro gialla
13. Cosa diceva l’ultimo sms che hai ricevuto?
“Ciao amore, ti sei svegliata? Dài, ti mando un bacio così ti svegli. Buon lavoro!”
15. Una parola o una frase che dici spesso?
Non mi viene in mente
16. Chi ti ha detto per ultimo di amarti?
Quello che mi ha mandato l’ultimo sms
17. L’ultima cosa pelosa che hai toccato?
Il maglione che indosso
18. Quante droghe hai assunto negli ultimi tre giorni?
Sempre niente
19. Quanti rullini usi per le tue foto?
Ultimamente opto per la digitale
20. L’età in cui sei stato più felice?
Primi due anni di università e ora
21. Chi è il tuo peggior nemico?
La gola
22. Cos’hai al momento sul desktop?
Foto di cammelli turchi visti dall’alto
23. Qual è l’ultima cosa che hai detto a qualcuno.
”Fatemi lavorare”
24. Tra un milione di euro e la possibilità di volare cosa scegli?
Un milione di euro
25. Ti piace qualcuno?
Certo
26. L’ultima canzone che hai ascoltato?
Notte prima degli esami, c’era Venditti in TV
27. SE l’ultima persona con cui hai parlato venisse uccisa con un’arma da fuoco cosa faresti?
Non mi stupirebbe tanto, specialmente se tornasse al suo paese (come magari il nostro governo deciderà, negandogli l’asilo politico).
28. SE potessi tirare un pugno in faccia a qualcuno, chi sarebbe?
Un personaggio orrendo che fa l’ospite a una trasmissione di musica pop turca.
29. Qual è l’oggetto più vicino al tuo piede sinistro?
La scrivania
30. Dì una cosa profonda
Abisso
A grandi passi
I trentaquattro anni si avvicinano a grandi passi. Non saprei dire se mi sento vecchia. Mi pare di sentirmi sempre io, magari un po’ meno estrema. Un sintomo forse è il fatto che a tratti adoro la routine, la normalità, un film la sera sul divano, il rito della colazione mattutina con Nescafé (che tra l’altro è finito! devo ricordarmi di comprarlo) e pane tostato con il tostapane giallo che non è Guzzini e il cui timer è ormai rotto da tempo, per cui sta a te tirare fuori le fette prima che si carbonizzino. A tratti mi piace persino quando la domenica mattina io e Nizam facciamo rapidamente le pulizie essenziali, ciascuno con i suoi compiti che si sono andati definendo da soli con il tempo.
Forse sono un po’ troppo casalinga. Non amo più passare le giornate fuori, saltando da un impegno all’altro. Anche se potessi farlo, probabilmente non lo farei. Eppure ancora la mia immagine “pubblica” è quella di una iperattiva, agitata, sanguigna. Stranezze della fama. Certo, qualche sfuriata in ufficio me la concedo. Qualche giudizio tagliente qua e là. Ma andiamo, quello è il patrimonio genetico.
Aggiornamento
E poi uno fa un test idiota su internet (Chi eri negli anni ’60?) ed ecco cosa viene fuori:
Di carattere forte e impulsivo, ti piace prendere l’iniziativa, non sopporti le angherie dei potenti e affronti a viso aperto le situazioni.
Facile all’ira e all’infervorazione, durante i discorsi il tuo tono di voce sale progressivamente.
Sei il tipico ribelle, spartano nell’abbigliamento e concreto nelle decisioni.
NEGLI ANNI ’60 DOVRESTI ESSERE STATO:
UN CONTESTATORE
Isolamento
C’è una grande novità… Ma per scaramanzia non la voglio scrivere.
Per il resto, facevo una riflessione: non vedo più nessuno! Ma è possibile? Un po’ è la stanchezza, un po’ è la pigrizia, un po’ sicuramente il fatto che il tipo di rapporti che avevo “prima” (prima di lavorare a tempo pieno, ma anche prima della separazione, prima di un sacco di cose che sono venute dopo) erano diversi da quelli di adesso. Non saprei spiegare bene perché. Non litigo più con nessuno. Sono sicuramente più mansueta. Ma allo stesso tempo mi pare che tutto sia un po’ meno in profondità, un po’ più formale.
Ho riguadagnato un po’ di famiglia, e di questo posso solo rallegrami. Mi manca l’amica per eccellenza, quella che forse non ho mai avuto proprio in questa forma, ma insomma una donna con cui fare due chiacchiere che non sia una delle mie sorelle o una collega. Mi mancano le cose carine da fare in gruppo, anche in piccolo gruppo.
Imparerò a volare
“La fase in cui stai entrando sarà ridicola per quanto sarà disorientante – e per ridicola intendo sia assurda sia molto divertente. Ma l’immediato futuro promette anche di offrirti nuove opportunità di superare limiti che giudicavi invalicabili. Per onorare questa sinergica miscela di allegra confusione e interessanti potenzialità, ti offro due consigli. Il primo lo prendo in prestito da Eleanor Roosevelt: “Fai quello che pensi di non poter fare”. Il secondo da Edward Teller: “Quando finisce la luce sai che è ora di entrare nel buio dell’ignoto. La fede è sapere che succederà una di queste due cose: o troverai qualcosa di solido a cui appoggiarti o imparerai a volare”.
Così recita il mio oroscopo per questa settimana (http://www.internazionale.it/oroscopo/). Ebbene, posso dichiarare orgogliosamente di star facendo esattamente ciò che penso di non poter fare e anche di essere inopportunamente allegra al pensiero… Probabilmente sono convinta che prima o poi troverò qualcosa di solido a cui appoggiarmi. O, più probabilmente, imparerò a volare.
Essendo questo un blog frivolo, ci posto un annuncio frivolo: oggi, per la prima volta in vita mia ho ceduto alla tentazione di tingermi i capelli. Ebbene sì, i capelli bianchi incalzano e i colpi di sole non bastavano più. Niente di clamoroso, intendiamoci. Non mi sono fatta nera corvina o rosso tiziano (che da quando ho letto i gialli di Nancy Drew sarebbe la mia vera tentazione). Giusto un po’ di biondo una ciocca sì e una no. Fa un bell’effetto, devo confessare. Mi sto facendo più vanitosa, ebbene sì.
Odio…
Sono giorni di tensione spropositata. La notte dormo male, ho caldo, ho freddo, mi agito come una trottola. Cerchiamo di mettere nero su bianco?
1. Odio i progetti europei, i formulari, i partenariati transnazionali (e i partner che un giorno ci sono e il giorno dopo ci ripensano, oppure ti scrivono che sono tanto interessati ma che ci devono pensare, o ancora che pretendono che gli traduci tutto in francese, etc etc).
2. Odio dover essere responsabile del lavoro di altri. Lo devo aver già scritto: nonostante il piglio a prima vista autoritario, come leader faccio schifo. Prendetene atto, please.
3. Odio farmi condizionare così tanto dal lavoro. Ma perché non me ne frego un po’ di più, come fanno molti altri?
E dài, Chiara, confessa. Un altro paio di cosette più personali ci sono pure. Ma non sono proprio capace di scriverle.
Sabato scorso ho fatto un’esperienza nuova: il volantinaggio pubblicitario. Trattavasi di inserire volantini di colore giallo o arancione sotto i tergicristalli delle macchine parcheggiate. Credevo davvero che fosse una fesseria, una passeggiata. Dopo diverse ore (quanto cavolo ci vuole!) ero a pezzi, completamente distrutta. Mi sforzavo di distrarmi ponendomi questioni: quali modelli di macchine consentono di infilare il volantino senza sollevare il tergicristallo, sfruttando la cavità sul bordo inferiore del parabrezza?; è etico fare crollare a terra i volantini precedentemente infilati da uno sfigato come te che ti ha proceduto? (certo che no: quando cascavano, li raccoglievo); se il guidatore o un passeggero sono seduti nella macchina parcheggiata, è il caso o no di infilare il volantino lo stesso? (direi di no).
Lo scopo della cosa era aiutare Nizam così ci liberavamo alla svelta e potevamo fare qualcosa. Obiettivo fallito completamente. Ho passato il pomeriggio stramazzata sul letto.
Continuo a sentirmi irrequieta, come se si stesse addensando un nuvolone di tempesta sulla mia testa. In ufficio c’è una calma irreale. Un po’ sono io che forse ho rallentato il ritmo, un po’ oggettivamente nulla è andato come doveva andare – non per colpa nostra, mi sentirei di dire – e stiamo vivendo un momento di sospensione straziante. Poi forse si scatenerà tutto insieme, ma non so perché non ci credo più molto.
La conoscete questa poesia stupenda di Kavafis?
Che aspettiamo, raccolti nella piazza?
Oggi arrivano i barbari.
Perché mai tanta inerzia nel Senato?
E perché i senatori siedono e non fan leggi?
Oggi arrivano i barbari.
Che leggi devon fare i senatori?
Quando verranno le faranno i barbari.
Perché l’imperatore s’è levato
così per tempo e sta, solenne, in trono,
alla porta maggiore, incoronato?
Oggi arrivano i barbari
L’imperatore aspetta di ricevere
il loro capo. E anzi ha già disposto
l’offerta d’una pergamena. E là
gli ha scritto molti titoli ed epiteti.
Perché i nostri due consoli e i pretori
sono usciti stamani in toga rossa?
Perché i bracciali con tante ametiste,
gli anelli con gli splendidi smeraldi luccicanti?
Perché brandire le preziose mazze
coi bei caselli tutti d’oro e argento?
Oggi arrivano i barbari,
e questa roba fa impressione ai barbari.
Perché i valenti oratori non vengono
a snocciolare i loro discorsi, come sempre?
Oggi arrivano i barbari:
sdegnano la retorica e le arringhe.
Perché d’un tratto questo smarrimento
ansioso? (I volti come si son fatti serii)
Perché rapidamente le strade e piazze
si svuotano, e ritornano tutti a casa perplessi?
S’è fatta notte, e i barbari non sono più venuti.
Taluni sono giunti dai confini,
han detto che di barbari non ce ne sono più.
E adesso, senza barbari, cosa sarà di noi?
Era una soluzione, quella gente.
Orientalista
Oggi ho voglia di postarvi la mail che ho mandato ai miei amici “Orientalisti” (www.orientalisti.net) in occasione dell'”anniversario” della nostra associazione informale.