Controllo dalla pediatra.Meryem è arrivata a 82.5 cm per 10.5 kg. Quattro centimetri e tre etti in più in un mese. Se succedesse a me, non dovrei mettermi a dieta.

Ho spiegato ancora una volta a Nizam il concetto di percentile (Meryem per l’altezza è al 97°). Commento: "Beh, ci sarà un 3% di figli di giocatori di basket al mondo, no?".


La mia saga con il call center di Fastweb continua. Ieri chiamo perché noto che mi avevano disattivato il collegamento internet. Chiamando scopro che c’era una bolletta vecchia non pagata. Tuttavia sul mio conto Fastweb permangono alcune difficoltà tecniche mai risolte (ricordate la simpaticona che mi disse che c’era un problema ma non poteva spiegarmelo, tanto non avrei capito?). Non mi perdo in dettagli, ma a un certo punto, in modo assolutamente gratuito e ingiustificato, l’operatore mi apostrofa così: "Lo so dove vuole arrivare… Lei vuole che io le riattivi il servizio senza pagare!". Non sono riuscita nemmeno ad incazzarmi. Sono rimasta talmente basita che la cosa mi è apparsa addirittura comica…


Grazie alla mitica Slim, eccomi lanciata in un’altra impresa blogghistica, che dovrà agevolare la mission impossible dell’agognato restauro fisico a cui facevo riferimento qualche post fa: http://vaderetroadipe.splinder.com

E, come noterete, è comparso anche un lombricoso ticker nella colonna di sinistra….

La sinistra… è stata (e shopping compulsivo)


Oggi succedono cose strane. A dire il vero, il trend incredibile è iniziato da ieri. Infatti la mia evasione è perfettamente riuscita e mi sono persino comprata un paio di pantaloni in saldo. Alla Rinascente, per giunta, luogo che mai credevo si confacesse ai miei acquisti.

Poco fa, incoraggiata dall’insperato successo, sono andata alla Rinascente vicino al mio ufficio. Patatrac. Ho speso quasi 200 euro. Però ho comprato un tailleur (è la prima volta in vita mia: neanche per la laurea mia madre era riuscita a indurmi a comprarmene uno. L’unico che io abbia mai avuto l’avevo ereditato da mia sorella), un paio di pantaloni di lino neri a mezzo polpaccio (come si chiamano?) con relativa camicia abbinata. Un delirio. Posso peraltro confermare l’impressione di ieri: la marca, finora a me ignota, Elizabeth Ascot produce vestiti di taglia 48 e sono di dimensione normale. Sì, perché negli ultimi mesi, le rare volte che mi era capitato di vedere (e provare) una taglia 48, ne avevo dedotto di essere diventata almeno una 56. Ebbene, gonne e pantaloni Elizabeth Arden di regolare taglia 48 mi entrano comodamente. Certo, non tutto mi sta bene. Ma l’ordine di grandezza è assolutamente quello.

Alla cassa ho partecipato a un animato dibattito su università e ricerca. Protagonisti: Fabio Mussi (intento a pagare una quantità ragguardevole di indumenti femminili) e una signora pasionaria e siliconata (che io avrei annoverato tra le sostenitrici del Cavaliere e invece si collocava decisamente nello schieramento opposto). Assistevano alla scena un altro paio di signore, più defilate. Mussi si accalorava sull’eccellenza (che in Italia è solo delle università pubbliche) e soprattutto sul fatto che mentre in UK l’impresa finanzia la ricerca, da noi le imprese trovano il modo di inguattarsi anche i fondi pubblici per la ricerca, salvo poi usarli per riarredare l’ufficio del dirigente di turno. La frase più triste? "La sinistra è stata….". Già, appunto: la sinistra è stata.


Dopo il poco fortunato tentativo di venerdì, oggi ritento la carta dell’ "evasione per lavoro". Una riunione seria nel pomeriggio, un invito a cena con una professoressa americana e un avvocato maltese esperto di rifugiati in serata. Non so se ripasserò da casa, Nizam è allertato. Secondo voi quale calamità naturale si abbatterà su di me questa volta? Che disastri riuscirà a combinare mia figlia per rendere indispensabile la mia presenza immediata?


Fine settimana tranquillo, con lunghe passeggiate per outlet e centri commerciali (la lista degli acquisti, per qanto mi riguarda, è rimasta invariata: tuttavia la guerrigliera ha rimediato ben due vestiti Clayeux). La necessaria decompressione continua, pur con qualche "discontinuità" (tipo venerdi pomeriggio, quando Meryem ha pensato bene di farsi pungere da una zanzara praticamente in un occhio. Risultato: figlia cinese per un giorno e mezzo e corsa affannosa dalla pediatra-sostituta a un pelo dalla chiusura). E io che pensavo di concedermi una serata impegnata ma piacevole andando alla presentazione di un libro sulla Palestina… Non ho fatto in tempo a immergermi nella profondità dei discorsi che una valanga di messaggi al cellulare mi hanno richiamato ai miei doveri di mamma. E dunque ho piantato là Luisa Morgantini e mi sono andata a occupare di questioni oculistiche o presunte tali. Vabbé. Però il libro l’ho comprato, promette bene e, se mi piacerà, ve ne parlerò.

Oggi non ho molta voglia di lavorare, per cui mi stavo un po’ attardando gironzolando per siti vari. In uno ho trovato questa frase, che mi ha fatto riflettere: "Il sonno interrotto può provocare uno squilibrio negli ormoni che regolano il peso e il metabolismo e questo si ripercuote sulla nostra silhouette. Utile può essere rileggere il nostro articolo Le dieci regole per dormire bene". Ovviamente tacciono dell’undicesima, fondamentale regola: non avere per casa una gnappetta che ha preso l’abitudine di svegliarsi frignando almeno una volta a notte… La mia silhouette non ha grandi speranze, temo.


Io sono poco diplomatica, ma Nizam mi batte. Non è tanto quello che dice, ma l’enfasi che mette in alcune parti della frase. Ad esempio, quando gli ho fatto vedere gli acquisti che vi descrivevo ieri, quando ha visto il completo pantalone ha esclamato: "QUESTO è bello". Cioè: il resto è da dimenticare. Altro esempio: mia sorella per il mio compleanno mi ha regalato una collana di pietre bianche che ho molto apprezzato. Alla prima occasione in cui ha incontrato la donatrice, Nizam ha osservato: "Sì, la collana… A LEI piace molto".


Comincia a vedersi la fine di questa settimana sonnacchiosa, usata quasi tutta per tentare di "decomprimermi". Sento che dovrei approfittare meglio del tempo. Ma allo stesso tempo, credo che dovrei essere più frivola, più distaccata, più leggera (in tutti i sensi :-b).

Allora parliamo di shopping. I miei saldi fonora sono consistiti in:

– un vestito nero ampio (G.O.M, Gentile Offerta di mia Madre)

– un completo pantalone di lino color tortora (G.O.M.)

– una camicetta di cotone a pois (G.O.M.)

– un costume nero intero con profili bianchi (sui 22 euro, mie eroico acquisto di ieri).

Non si può dire che mi sia svenata, ma insomma… meglio di niente! A questo punto resta (solo) da provvedere a un drastico restauro psico-fisico (ma soprattutto fisico). 


Un po’ d’aria fresca, in senso reale e figurato, sembra alleviare un po’ le tempeste di questi giorni. Il lavoro in ufficio, per una volta, non è frenetico. Devo leggere molto, per preparare la guida alla lettura di un kit di romanzi che fanno parte di un progetto per le scuole superiori. Devo fare ricerche su internet. Insomma, cose che mi sono congeniali e che mi rilassano persino (e ne ho un gran bisogno). A proposito di ricerche su internet: dopo un paio di esperienze sconcertanti, sono arrivata a pensare che la maggior parte della gente non sappia leggere, oppure legga senza accendere il cervello. Ci arrivano messaggi di persone che sostengono di non trovare sul sito i recapiti della sede territoriale che gli interessa (troppo difficile cercare nella sezione "Contattaci" ?) o addirittura che un determinato sito "non esiste" solo perché, cercando su Google, viene indicizzato come terza voce e non come prima. Vogliamo parlare di un brillante rappresentante della gioventù locale che, leggendo questa pagina, ne ha dedotto che per candidarsi fosse sufficiente inviare una mail (senza alcun tipo di allegato) alle 18.47 del giorno della scadenza del bando? Il testo del messaggio recitava: "non so se questo sia il modo corretto per inviarvi la mia richiesta di partecipazione però in mancanza di riferimenti certi con la presente rendo nota la mia disponibilità per il servizio civile!". L’ho archiviato nella cartella di Outlook che ho battezzato "Incredibile".

Vi lascio con uno scatto della guerrigliera, nella sua migliore interpretazione di fanciulla languida.

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Il fine settimana è stato da dimenticare. Noto che mi capita un po’ troppo spesso, ultimamente. Pensieri nerissimi, sostenuti da piccoli e grandi motivi d’ansia. E oggi? Devo stringere i denti, perché fare del mio meglio evidentemente non è abbastanza ("my best was never good enough", cantava in anni remoti il Boss).