La lunga giornata a casa di oggi è stata risolta da un CD di canzoni israeliane. Il vantaggio di essere di larghe vedute musicali… La canzone del Che non funzionava, le marcette simil militari sì. Però, a tradimento, è saltata fuori questa canzone. Per quanto possa farvi sorridere, mi si è arrotolato lo stomaco e la lacrimuccia era in agguato. Il mio primo Israele, due mesi nel campus universitario più scrauso del mondo, la prima (e spero ultima volta) che vedo un attentato in diretta. Ma tanto altro, anche. Un’amicizia improvvisa, fortissima, disperata e poi svanita nel nulla. Un simil amore, fatto di pochi giorni di cose semplici e insostenibili allo stesso tempo. Non ho mai fatto il punto sul serio su quei due mesi straordinari, i cui fili ogni tanto rispuntano, ancora oggi. Comunque la canzone, banale e didascalica come solo una canzoncina israeliana può esserlo, era questa.

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